Si è conclusa con straordinario successo la speciale rassegna letteraria tenutasi all’interno della Casa Circondariale “Antonino Burrafato” di Termini Imerese. L’iniziativa, realizzata in sinergia con la settima edizione del Termini Book Festival e in stretta collaborazione con la Biblioteca Liciniana, rappresenta una delle tappe più significative del progetto biennale “BiblioComunità – Dove crescono le storie” (sostenuto dalla Fondazione con il Sud e dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura). Il progetto nasce per ridefinire il ruolo delle biblioteche sul territorio, trasformandole da semplici archivi di conservazione in veri e propri hub culturali e sociali aperti alla cittadinanza.
L’incontro dietro le sbarre: riscatto sociale e storie di vita
La rassegna ha permesso di varcare le mura detentive per avviare un profondo e inedito dialogo culturale con i detenuti, portando scrittori e dibattiti di rilievo direttamente a contatto con la popolazione carceraria. Andrea Calabria, referente del CEIPES ETS (soggetto responsabile del progetto), ha spiegato come l’iniziativa sia riuscita ad aprire le porte a una realtà che solitamente rimane chiusa ed esclusa dal dialogo con l’esterno. Calabria ha sottolineato in modo indiretto che, superando il pregiudizio sociale che bolla i detenuti come soggetti irrecuperabili, l’incontro ravvicinato ha rivelato anime ricche di storie, persone che hanno vissuto momenti difficili ma pronte a rimettersi in gioco attraverso la lettura e il confronto. Soffermandosi sul senso profondo della trasformazione delle biblioteche in spazi attivi, Calabria ha dichiarato: «Bibliocomunità ha un obiettivo che è quello di potenziare i servizi delle biblioteche, di renderle non soltanto luoghi dove venga custodito esclusivamente il libro, ma dei luoghi dove la comunità possa effettivamente ritrovarsi, iniziare a prosperare, a creare e ad avere delle idee».