Nell’ambito dell’evento Alle porte della Città organizzato dal Comune di Lequile, si è tenuta la cerimonia di donazione dell’opera “Grande Concerto d’erba” di Renato Centonze (1947-2010) donata da Floris Quarta.
Alla presenza di autorità civili e religiose, un vero e proprio cameo è stata la partecipazione del Maestro Ovidio Venturoso, amico di Renato, che ha fatto vibrare le corde dell’opera che l’artista realizzò nel 1990. Una pitto-scultura sonora che rappresenta gli esiti della sua ricerca artistica e della sua poetica di arte multisensoriale.
Nato a Cavallino, in provincia di Lecce, il 9 ottobre 1947, all’età di due anni viene colpito da una forma di poliomielite e all’età di nove anni arriva a Torino, nel collegio della « Pro Juventute» dove continuerà la sua formazione scolastica. Ritornato a Cavallino, riceve l’incarico di bibliotecario e, contestualmente, frequenta l’Istituto d’Arte e subito dopo l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Insegna Educazione artistica in più scuole della provincia leccese e a Cerignola (FG). Dal 1995 lavora presso il Provveditorato agli studi di Lecce nell’Urp.
Per più di 30 anni svolge la sua attività artistica a Lequile. Dopo una prima fase figurativa, negli anni Settanta comincia ad esporre in Italia e all’estero ottenendo consensi e riconoscimenti. Partecipa a rassegne di artisti democratici, come nel 1975 a Novoli e aderisce, nel 1984, all’appello di intellettuali e artisti salentini «… per la pace e la vita contro la guerra nucleare». Su questo tema, già nel ‘79, produce una cartella serigrafica intitolata “energie alternative”.
Negli anni ’70/’80, protagonista appassionato dei fermenti socio-politici del periodo, dà corpo al suo dissenso con opere come “Crocefissione bianca”, “Morte sociale” e, nell’89, “Omaggio a Chico Mendes”.
L’incessante ricerca artistica, non scevra dall’impegno sociale e politico, lo porta ad uno studio approfondito della grafica, della serigrafia e ad una complessa elaborazione dell’astratto.
approfondimenti www.renatocentonze.it