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ROMA. UNION’S Intervento di un metalmeccanico-agricoltore.

ROMA. UNION’S Intervento di un metalmeccanico-agricoltore.
Pubblicato il 14 Aprile 2015
da giorep.
Italia, Lazio
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ROMA. Manifestazione UNION’S di Landini, Coalizione Sociale in movimento.

Intervento di un ex metalmeccanico ridiventato agricoltore.
Uno degli interventi più applauditi della manifestazione, sarà per la schiettezza e la geniutà del personaggio, ma anche e soprattutto per i contenuti espressi e come sono stati espressi. (il video descrive meglio delle parole). Ecco comunque tutto l’intervento.
Gli agricoltori del tavolo verde partecipano alla manifestazione di oggi per difendere la Costituzione, per difendere i diritti e il lavoro,per costruire una nuova rappresentanza per realizzare una nuova democrazia.
La mercificazione del lavoro nelle sue varie forme: autonomo, manuale, intellettuale è una inammissibile menomazione del diritto alla dignità della persona. E’ l’inizio di una deriva autoritaria Togliere il diritto ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti, significa svuotare dal di dentro la democrazia. C’è un nesso stretto da un attacco senza precedenti ai diritti con uno svuotamento della democrazia. Il tavolo verde partecipa alla costruzione della coalizione sociale per difendere gli agricoltori dalla politica agraria delle multinazionali, della grande distribuzione organizzata, e dagli speculatori di ogni risma che hanno per vie diverse portato al fallimento delle aziende, 19.300 aziende solo nel 2014. Vogliamo tornare a fare reddito con il nostro lavoro e tornare ad essere legittimi proprietari delle nostre terre. Il tavolo verde nel lontano 2004 ha tentato con tutte le sue forze di rappresentare e difendere tutte le aziende in crisi. Dal 28 marzo (oggi 28 marzo 2015) per quanto ci riguarda siamo impegnati a costruire un movimento che sappia fare rete con tutti gli altri movimenti contadini presenti in Italia. E che in uno con l’opposizione sociale costruisca una barriera in difesa della Costituzione del Lavoro e della Democrazia. Al Governo nello specifico noi chiediamo: la elaborazione di una politica agraria che sappia rappresentare la nostra agricoltura del mercato globale e che crei le condizioni affinchè le aziende tornino a fare reddito. La cancellazione di tutti i debiti INPS in capo agli agricoltori, già prescritti. Innanzitutto la ristrutturazione di quelli presenti, noi i nostri debiti li vogliamo pagare però, vogliamo pagare il giusto. Non vogliamo pagare le pensioni d’oro, vogliamo pagare le pensioni a chi prende meno di noi, no a lor signori. Quindi chiediamo che ci sia una ristrutturazione di quelli non prescritti alle stesse condizioni che l’Ente e il Governo poi cede alle banche. Dicesse a noi di pagare i nostri redditi non alle banche e quindi condizioni imprescindibili perché le aziende agricole possano tornare a utilizzare i fondi dello sviluppo rurale, perché se non andiamo in bonus le aziende agricole non hanno il certificato dall’INPS non possiamo partecipare al csl regionale e con che cosa si può riprendere l’agricoltura. Chi viene a fare l’agricoltura? Le multinazionali? La terra la coltiviamo noi, e vi invitiamo a riprendere questo mestiere. I nostri campi li fanno marcire perché vogliono mantenere sul mercato quei quantitativi adatti per fare speculazione. Non perché i quantitativi agricoli servano per sfamare tutti. Perché poi nelle città i pensionati poveri sono costretti a racimolare nei bidoni e scarti nei mercati per mangiare, mentre i nostri prodotti li distruggono sotto i campi. Milioni di persone muoiono di fame nel mondo. Oggi vediamo in Italia molti pensionati che non ce la fa a vivere. Quale vergogna peggiore potrà mai esistere. Vogliamo la cancellazione dell’IMU ultima tassa ingiusta del governo per recuperare che cosa? 30 milioni di euro in tutta Italia è vergognoso. Le ultime tangenti che hanno scoperto equivalgono a 30 milioni di euro. Non riescono a fermare l’evasione di 70 miliardi di corruzione e mafia e continuano a distruggere il mondo agricolo per 30 milioni di euro, solo su poche persone, perché ci devono spaccare – vale sempre la massima dividi et impera – il loro problema è che ci vogliono sempre spaccati, basta con le spaccature. Ai leadirini dei piccoli partiti diciamo ……va…..lo. Viva la Costituzione.

Un grido di dignità non di disperazione, una voglia di ricoalizzarsi attorno ad una opposizione sociale che và oltre i partiti della sinistra, una opposizione sociale dal basso che tenta di riprendersi i contenuti dei propri problemi delegando il meno possibile.

G.D.S.

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