@inprimopiano
#NOTA #UFFICIALE
DELLA NOSTRA #CHIESA #DIOCESANA
LECCO, 3 GIUGNO 2026 :
L’#ARCIVESCOVO GIOVANNI CLIMACO #MAPELLI DENUNCIA UNA #DISCRIMINAZIONE E UNA #MANCANZA TOTALE DI #EDUCAZIONE #ISTITUZIONALE DA PARTE DELLA #PREFETTURA DI #LECCO
Nei giorni precedenti il #2Giugno, #Festa della #Repubblica Italiana, l’#Arcivescovo aveva espresso il desiderio, essendo residente da circa due anni e mezzo nella provincia di Lecco in Valsassina, di poter partecipare alle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della Repubblica, anche per il grande significato dell’evento.
A tal proposito aveva mandato un messaggio di augurio alla Segreteria del Sindaco di Lecco ( che qui viene allegato in copia, insieme alla corrispondenza del Comune di Lecco e della Prefettura di Lecco), dove chiedeva con quale modalità avrebbe potuto partecipare.
La Segreteria del Sindaco ha puntualmente risposto e ha avvisato subito il primo cittadino e allo stesso tempo ha trasmesso copia del messaggio alla Prefettura di Lecco come ente organizzatore dell’evento.
Contattato dalla Prefettura di Lecco per definire le modalità della partecipazione la Segreteria dell’Arcivescovo ha dato tutte le indicazioni storiche sulla Chiesa e sul prelato.
A quel punto la Segreteria del Prefetto ha mandato l’invito ufficiale a Monsignor Mapelli: ebbene la sera precedente, ad ora già tarda verso le ore 19:30 del 1° Giugno scorso, la Segreteria stessa ha ritirato la validità dell’Invito senza nemmeno motivare il perché.
Noi sappiamo che la nostra Chiesa che è di origine Ortodossa Orientale ed è stata riconosciuta, come Chiesa madre dallo Stato in Grecia ed ha avuto anche molti Vescovi di origine russo – ucraina, e che in Italia deriva da una Diocesi Ortodossa presente a Milano, ha effettuato la sua registrazione ufficiale con atto notarile registrato all’Agenzia delle Entrate, come da legge.