La 82 Biennale Cinema sarà ricordata per le accese polemiche riguardanti la Palestina: per il corteo di propaganda che ha invaso il Lido di Venezia proprio nei giorni del festival, per gli attori e i registi schierati pro-Gaza o pro-Israele e per il toccante film “La voce di Hind Rajab” che ha scioccato la platea alla proiezione della prima mondiale e ha ottenuto 24 minuti ininterrotti di applausi. La pellicola racconta l’agonia di una bambina palestinese di 6 anni che è rimasta intrappolata tra i cadaveri degli zii e dei cuginetti in una jeep ferma a una stazione di servizio. I carri armati palestinesi hanno crivellato di colpi il mezzo e la piccola è rimasta ferita, ma viva tra i sedili. I soccorritori avviano una disperata corsa contro il tempo per salvarla, ma le procedure concordate tra i due eserciti sono tanto complesse quanto inutili alla fine. Molti gli spettatori in lacrime, qualcuno ha accusato malori e ha lasciato la sala prima di vedere la fine. Sono spuntati cori e bandiere palestinesi in sala. Ma anche vari spettatori italiani di fede ebraica hanno mostrato una grande commozione per la vicenda. Ecco le parole di Paola C. “auspico che questo film possa contribuire in modo significativo al ritorno della pace, perchè l’immagine di Israele nel mondo si sta sgretolando”.