Scontri a due passi dallo stadio: quando il derby Torino-Juventus si è giocato prima in strada
Cento metri. Forse meno. È questa la distanza che separava il campo di battaglia dal campo da gioco. A due passi dallo stadio Grande Torino, mentre i tornelli si aprivano e la gente entrava con la sciarpa al collo e il biglietto in mano, in strada si combatteva. Bottiglie, fumogeni, cariche della polizia. E un uomo a terra, colpito alla testa, che finirà sul tavolo operatorio.
Il derby Torino-Juventus del 25 maggio 2026 è entrato nella cronaca prima ancora di entrare nella storia sportiva.
Tutto comincia lontano dallo stadio, ma arriva fin sotto i suoi cancelli
La miccia si accende nel pomeriggio, in corso Unione Sovietica, lontano dal Grande Torino. I tifosi della Juventus si radunano in numero consistente e si mettono in marcia. Un corteo rumoroso, carico, che percorre le strade di Torino con una direzione sola: lo stadio. Le forze dell’ordine li affiancano, cercano di gestire il flusso, di tenere i gruppi separati.
Ma la città ha la sua geometria, e quella geometria porta tutto verso lo stesso punto.
Da via Filadelfia — il cuore del tifo granata, a ridosso del centro sportivo del Torino — si muove un primo gruppo di sostenitori del Toro. Un secondo corteo granata parte dallo stadio stesso, in direzione opposta, per andare incontro ai propri tifosi.
Tre colonne in movimento. Una piazza nel mezzo. Un inevitabile punto di collisione.
Piazza San Gabriele di Gorizia: la battaglia sotto casa
È piazza San Gabriele di Gorizia il luogo dove tutto converge e tutto esplode. Un piazzale che i residenti della zona conoscono bene, che i tifosi conoscono ancora meglio. E che ieri sera è diventato qualcosa che nessuno dovrebbe mai vedere a pochi passi da uno stadio di calcio.