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Tasi: che fine hanno fatto gli incassi?

Tasi: che fine hanno fatto gli incassi?
Pubblicato il 22 Febbraio 2015
da AmbienteItalia.
Italia, Friuli-Venezia Giulia
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Nel 2014 abbiamo assistito ad una accelerazione delle tasse locali (Iuc, Tasi, Tari) mascherate sotto forma di imposizioni da Roma senza che ne giungesse alcun beneficio alla Comunità.

E’ la solita storia all’Italiana dove con una mano ti prende mentre con l’altra pretende.
La TASI: la tassa sui servizi indivisibili non è chiamata così per caso; essa è destinata a finanziare i servizi indivisibili dei Comuni (polizia locale, illuminazione, anagrafe, ecc.).
La Legge 147 del 2013 (Legge di Stabilità), che ha istituito la TASI, all’art.1 comma 682 ha disposto che i Comuni con proprio Regolamento dovevano determinare non soltanto le aliquote, le detrazioni, esenzioni, ecc. ma anche “l’individuazione dei servizi indivisibili e l’indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la TASI e’ diretta.
Una previsione questa orientata verso quei criteri di trasparenza e di responsabilità che sono alla base del concetto del federalismo fiscale (vedo, pago e voto).
Trasparenza e responsabilità che è dettata ancor di più in questo caso dopo il tormentone sull’IMU e l’introduzione della nuova tassa sulla casa.
Il Comune di Cormons non fa eccezione ed anche loro in maniera solerte hanno introdotto la TASI facendo pagare 760.000 euro a noi Cittadini senza che a questo esborso come contropartita ci fossero destinati servizi migliori, (gli impianti d’illuminazione sono obsoleti oppure sono sproporzionati, certe strade sono in condizioni pietose) ma la cosa più grave è che a distanza di un anno dalla sua introduzione ancora in Comune non sia stato emanato ovvero emanato ma non correttamente (non vi è traccia sul sito del Comune, malgrado sia obbligatoria la pubblicazione, ma soprattutto la destinazione della TASI, al contrario vi è ancora quello della TARES del 2013) l’apposito Regolamento comunale che rammento è obbligatorio.
Forse i tanto solerti amministratori hanno preteso dei soldi per tappare qualche partita di bilancio che era in perdita?
Per la tanto agognata o decantata trasparenza professata dai nostri amministratori ma mai messa seriamente in pratica, perché dobbiamo pagare noi?

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