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SAVIO, SISTEMA ELETTORALE FASCISTA PER CITTA’ METROPOLITANE

SAVIO, SISTEMA ELETTORALE FASCISTA PER CITTA’ METROPOLITANE
Pubblicato il 12 Ottobre 2014
da Gennaro.Savio.
Italia, Campania
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DOMENICO SAVIO NON SI RECA ALLE URNE PER PROTESTA: “PER LA CITTA’ METROPOLITANA ABOLITO IL VOTO POPOLARE CON UNA SVOLTA REAZIONARIA E DI STAMPO FASCISTA!”

Mentre i Consiglieri comunali di tutta Italia espressione dei partiti di centro, centrodestra e centrosinistra sono stati impegnati per l’elezione dei componenti delle nuove Città Metropolitana, Domenico Savio Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista combattivo Consigliere di opposizione sull’isola d’Ischia nel Comune di Forio, non si è recato alle urne. E lo ha fatto per protestare contro il nuovo sistema elettorale che per l’occasione esclude i cittadini dalla possibilità di esprimere il voto riservato esclusivamente ai Consiglieri comunali di tutta la Provincia. “Domenica 12 ottobre 2014 nel palazzo dell’ex Provincia in piazza Giacomo Matteotti a Napoli – ha dichiarato Domenico Savio in una nota – non saranno i cittadini ma i consiglieri comunali dei Comuni della fu Provincia di Napoli ad eleggere i 24 componenti della nuova Città Metropolitana, che avrà l’estensione e le funzioni istituzionali della seppellita Provincia e come sindaco metropolitano, che svolgerà le medesime mansioni dell’ex presidente della Provincia, il sindaco della città capoluogo di Napoli. Così la Città Metropolitana avrà un presidente chiamato sindaco, una giunta, un consiglio metropolitano, un proprio statuto, gli stessi uffici di piazza Matteotti e quelli delocalizzati e gli identici dipendenti, cioè gli stessi organismi e funzioni della decapitata Provincia, con la sola differenza che le prestazioni del sindaco e dei componenti del consiglio metropolitano saranno gratuite, ma questo dal parlamento poteva essere stabilito ugualmente per gli organismi elettivi della passata Provincia. La verità – sostiene Savio – è che a partire dal 1990 – dopo la sconfitta subita dall’Unione Sovietica e dal Partito Comunista Italiano ad opera ignobile e disgraziata dei traditori e rinnegati revisionisti, che per opportunismo, arrivismo e privilegi istituzionali, che il capitale ha lautamente messo loro a disposizione, hanno abbracciato la causa infame del sistema, dello Stato e del potere borghese, clericale e capitalistico – i vari governi centristi, di centrodestra e centrosinistra e ultimamente di coalizione tra Partito Democratico e Forza Italia, con l’attuale alleanza tra Berlusconi e Renzi, sostenitori degli interessi sociali del grande capitale contro quelli delle masse lavoratrici e popolari italiane, hanno avviato il processo reazionario e antidemocratico di smantellamento della Costituzione e dello Stato democratico scaturiti dalla lotta antifascista, dalla gloriosa Resistenza e dalla guerra di liberazione dell’Italia dal nazifascismo e dalla monarchia e hanno deciso di annullare tutte le conquiste sociali della classe lavoratrice, conseguite con dure lotte e persino col sacrificio di vite umane. Queste forze politiche reazionarie – attacca il Segretario generale del PCIML – hanno abolito il sistema elettorale del proporzionale puro sostituendolo con uno fascista, peggiore di quello mussoliniano del 1923, di natura uninominale e presidenzialista con l’introduzione di sbarramenti e premi di maggioranza e cacciando, in tal modo, dalle aule parlamentari le minoranze proletarie e classiste; hanno abolito il voto di preferenza per scegliere loro gli eletti, stanno abolendo il Senato elettivo, lavorano per creare uno Stato presidenzialista, in cui il presidente della Repubblica e il primo ministro siano eletti direttamente dal popolo. Ciò non significa più democrazia e partecipazione popolare, ma semplicemente l’utilizzo dell’infatuazione e dell’esaltazione populista e qualunquista a sostegno di un esercizio di potere centralizzato al massimo e personale superando controlli e intralci parlamentari e delle istituzioni di controllo. I due massimi rappresentanti dello Stato eletti direttamente dal popolo rispondono delle loro azioni solo a se stessi, diventano dei autentici dittatori del potere capitalista e imperialista e potrebbero essere persino peggiori di Mussolini. Il grande capitale monopolistico nazionale e internazionale chiede all’Italia proprio questa svolta reazionaria per meglio difendere i suoi sporchi affari, attraverso maggiore sfruttamento e precarietà del lavoro proletario. L’accorpamento dei piccoli e medi Comuni corrisponde pure a questo disegno di trasformazione centralizzata, reazionaria e dittatoriale dello Stato e dell’esercizio del potere politico. Nel nostro paese è in corso una latente svolta istituzionale reazionaria e fascista, che favorisce pure la trasformazione dello Stato democratico in Stato pontificio, dipendente dalla politica e dagli interessi vaticani. L’infame passaggio costituzionale dall’ex Provincia alla Città Metropolitana – la Costituzione del 1948 suddivideva il territorio nazionale in Regioni, Province e Comuni – è una delle tante trasformazioni reazionarie e fasciste in atto, a ciò si aggiunga l’inventata e sperimentale elezione di secondo grado del consiglio metropolitano, che abolisce il voto popolare sostituendolo con quello partitico e individuale dei consiglieri comunali e dei sindaci eletti. E’ una scelta politica scellerata di una gravità enorme.

Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista – annuncia in conclusione Domenico Savio – non partecipa alla svolta reazionaria e fascista in atto, imposta dal potere borghese, clericale e padronale dominante, non calpesta, ma difende la Costituzione democratica antifascista, non si sostituisce al legittimo voto popolare e coi suoi eletti nelle istituzioni borghesi nella giornata di oggi non partecipa alla sciagurata votazione di secondo grado impegnando tutte le sue forze ideali e politiche per avvicinare il momento storico della svolta rivoluzionaria, che seppellirà per sempre questo Stato e potere per sostituirli con lo Stato e il potere della classe lavoratrice operaia e intellettuale”.

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