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PROCIDA, CONTRO LE ANTENNE STRAPPATE LE TESSERE ELETTORALI

PROCIDA, CONTRO LE ANTENNE STRAPPATE LE TESSERE ELETTORALI
Pubblicato il 13 Ottobre 2014
da Gennaro.Savio.
Italia, Campania
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E’ successo nei giorni scorsi

A PROCIDA, IN VIA REGINA ELENA, AUMENTANO LE ANTENNE DI TELEFONIA MOBILE SU PALAZZO MAZZELLA: CITTADINI IN RIVOLTA SI RECANO IN COMUNE E STRACCIANO LE TESSERE ELETTORALI DAVANTI AL SINDACO VINCENZO CAPEZZUTO

Cresce sull’isola di Graziella l’indignazione contro le antenne di telefonia collocate sui palazzi del centro storico mentre la politica locale di centrodestra e di centrosinistra, di maggioranza e di opposizione, continua a non dotare Procida di un regolamento con cui si stabilisca, finalmente, che queste antenne non possono essere collocate nei centri abitati.

di Gennaro Savio

A Procida in via Regina Elena aumentano le antenne di telefonia mobile su Palazzo Mazzella e al tempo stesso crescono l’indignazione e la protesta popolare dei residenti del quartiere che continuano a chiederne a gran voce la rimozione. Infatti nei giorni scorsi, dopo quella che fu montata nel giorno di venerdì Santo quando tutta la popolazione locale era intenta a seguire la processione dei Misteri, sul lastrico solaio dello stesso stabile è spuntata una nuova antenna e sembra che altre dovrebbero essere installate prossimamente. Una vera e propria “provocazione” per gli abitanti della zona che da mesi si stanno battendo affinché i ripetitori di telefonia mobile lascino il loro quartiere. A dimostrazione che lo sdegno popolare e il grido di protesta crescono di giorno in giorno, c’è un episodio degno di nota che si è verificato nelle settimane scorse a poche ore dal montaggio della seconda antenna e che ha visto protagonisti uomini e donne di via Regina Elena che si sono recati presso il Municipio procidano all’interno del quale in segno di protesta c’è chi ha lasciato la propria scheda elettorale sulla scrivania del Sindaco Capezzuto e chi l’ha persino stracciata. “Quando quella mattina ci siamo accorti di un nuovo impianto sistemato su Palazzo Mazzella – ci ha dichiarato la signora Lina- siamo rimasti proprio allibiti e nel pomeriggio assieme con tutti gli abitanti del vicinato siamo andati al Comune dal sindaco. Eravamo così incolleriti, ma così dispiaciuti per quanto stava accadendo che come gesto simbolico abbiamo lasciato li le nostre tessere elettorali e qualcuno l’ha pure strappata. Noi non ci sentiamo tutelati, nonostante che lui si senta in una botte di ferro. Eravamo molto, molto adirati. Non lo so se quel gesto forte servirà a qualcosa, mi dispiace che forse lui non lo coglie neppure, non lo so, ma attendiamo che ha detto che a breve farà un consiglio comunale specifico, ci ha promesso che ci sarà questa regolamentazione, ma noi non sappiamo se coinvolgono anche i cittadini, se ci danno un motivo di dire la nostra”. Sin qui le parole della signora Lina a cui fanno eco quelle di Stanislao Strazzi che ha aggiunto: “Cosa dobbiamo aggiungere. Il Comune non ci aiuta in nessun caso, in nessun caso perché non è stato approvato un piano per queste famose antenne distribuite per tutto il territorio. Qui tutto il Quartiere è in subbuglio, abbiamo presentato persino un ricorso al Tar spendendo migliaia di euro per ottenere la rimozione dell’antenna”. Nelle settimane scorse anche i rappresentanti dei cittadini e quelli del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista che stanno conducendo una dura battaglia politica affinché a Procida venga approvato un regolamento comunale con cui le antenne possano essere collocate solo lontano dai centri abitati, sono stati invitati a partecipare ad una riunione della commissione competente in cui l’unica posizione chiara è stata propria quella del PCIML guidato da Domenico Savio che senza se e senza ma ha chiesto l’approvazione di una regolamentazione che vieti la presenza delle antenne tra le case e i palazzi. Il Partito Democratico, rappresentato dal leader locale Dino Ambrosino, si è invece detto favorevole alle cosiddette antenne di Quartiere in quanto, secondo alcune tesi, quelle con un minor raggio d’azione sarebbero meno dannose. La verità è che la proposta del PD dimostra come questo partito dalla politica ormai antipopolare e antidemocratica e totalmente omologato al centrodestra di Berlusconi non abbia in programma di liberare i centri abitati da questi ripetitori che da anni tanta preoccupazione e apprensione stanno creando tra la cittadinanza. E non è certamente un caso se anche in molte città e comuni italiani amministrati dal PD c’è stato il proliferare di antenne telefoniche nei centri abitati. Comunque la battaglia per chiedere e ottenere la rimozione delle antenne da Palazzo Mazzella continua su più fronti. Quello della protesta di piazza e quello giudiziario con il ricorso presentato al TAR dall’Avvocato Bruno Molinaro in nome e per conto dei condomini del Palazzo che non hanno mai dato il loro assenso alla collocazione delle antenne. Intanto dalla stampa abbiamo appreso che lo scorso 8 ottobre nella Sala consiliare del Municipio di Procida, il Sindaco ha incontrato i rappresentanti di varie compagnie di telefonia mobile a cui è stata comunicata la volontà dell’Amministrazione comunale di voler far installare le antenne lontano dalle abitazioni. Ma per ora siamo ancora nella fase delle ipotesi e considerato che come si suole dire “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, i cittadini di Procida attendono solo i fatti e, soprattutto, aspettano l’approvazione di atti concreti da parte della pubblica amministrazione affinché questi ripetitori lascino quanto prima i tetti delle case. La nostra battaglia politica e sociale ha reso consapevoli i cittadini di Procida dell’importanza dell’approvazione di un piano con cui si stabilisca la presenza di queste antenne distanti dalle abitazioni. Non approvarlo sarebbe una mancanza politicamente grave da parte della politica procidana che su questo tema sa di non avere margini di mediazione con la cittadinanza che oramai ha preso coscienza dell’importanza di tenere lontano dal centro abitato antenne e ripetitori.

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