Stante il notevole decorso temporale e il perpetuarsi della criticità oggetto di reiterate nostre segnalazioni, non sono stati adottati provvedimenti per evitare il ripetersi della tracimazione dei liquami fognari dal pozzetto situato nell’alveo fluviale in sinistra orografica del torrente Saitta, posto sotto l’omonimo ponte stradale della ss 106, area lato monte.
E’ in atto la fuoriuscita di una fiumara di liquami accompagnati da reflui che dopo aver percorso l’alveo fluviale costeggiando le abitazioni giungono su quel poco di battigia rimasta a seguito dell’erosione costiera e dopo aver formato un laghetto sfociano a mare con conseguente danno all’ambiente marino.
Recentemente è stata posta a copertura del pozzetto fognario una lastra di cemento non idonea a impedire l’uscita dei liquami e degli odori pestilenziali. Intervento eseguito senza il rispetto delle “leges artis” di cui andrà verificato chi ha disposto tale provvedimento e attribuite le relative responsabilità. Fino alla data del 13 novembre 2017 il pozzetto era stato sigillato con un chiusino in ghisa.
Si ribadisce, come già segnalato in altre occasioni anche alle articolazioni comunali interessate che continuare a chiedere l’intervento di imprese specializzate in AUTOSPURGO non solo non si risolverà il problema, ma si utilizza del denaro pubblico in modo improprio che comporta l’aggravarsi della pesante situazione debitoria in cui il Comune inspiegabilmente si trova.
A tal riguardo più volte la scrivente associazione, citiamo l’esposto del 14 gennaio 2013 riguardante la mala depurazione scrivevamo” Si richiama l’attenzione sulla necessità, come in altre segnalazioni evidenziato, di verificare lo stato di salute delle casse comunali, prima che ci troviamo in una situazione analoga a quella del Comune di Reggio Calabria.
E’ necessario verificare se prima di chiedere l’intervento di imprese di autospurgo sia stata valutata la possibilità di risolvere la criticità con altro semplice intervento.
Vincenzo CREA
Referente unico dell’ANCADIC
e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”