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Dieci domande a… Luigi De Magistris

Dieci domande a… Luigi De Magistris
Pubblicato il 15 Maggio 2014
da Kyprys.
Italia, Campania
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Ten questions è una trasmissione indipendente. Si regge sui vostri contributi. Sostienici, e saremo sempre liberi. kapipal.com/tenquestions
Scritto da Michele Di Salvo

Luigi De Magistris, classe 1967. magistrato come suo padre, nonno e bisnonno.
Dal 1998 al 2002 ha operato presso la Procura della Repubblica di Napoli per poi passare come Sostituto Procuratore della Repubblica al Tribunale di Catanzaro. Tra le sue inchieste L’inchiesta Poseidone, L’inchiesta SbP, L’inchiesta Why not, L’inchiesta Toghe lucane. Tutte archiviate.

1. per i detrattori, inchieste inventate per fare scalpore e carriera, per i suoi sostenitori chiuse perché dopo di lei hanno prevalso altre logiche, interessi e soprattutto c’è stata meno determinazione. Secondo lei?

Il 21 settembre 2007, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto al CSM il trasferimento cautelare – la vecchia “incompatibilità ambientale”. 18 gennaio 2008. In tale data è stato disposto il trasferimento di Luigi de Magistris da Catanzaro e dalle funzioni di pubblico ministero: si tratta di una pena accessoria rispetto alla condanna principale di censura. Nel 2009 si candida all’europarlamento. Sull’onda certamente mediatica dello scalpore delle inchieste e delle interrogazioni parlamentari sul suo operato, e nel movimento di Antonio Di Pietro, che in qualche modo ereditava le battaglie e la dialettica dell’epoca di Mani Pulite.

2. perché la scelta di entrare in politica e lasciare la magistratura?

3. un magistrato non solo deve essere ma anche apparire indipendente. Può un magistrato fare politica e poi tornare a fare il magistrato?

Secondo VoteWatch, a fine luglio 2011 Luigi de Magistris risulta essere al 709º posto su 733, nella classifica complessiva delle presenze di tutti gli europarlamentari. Nel febbraio 2011 si è candidato a Sindaco di Napoli per le elezioni comunali di maggio,e per questo ha avuto un diverbio con Beppe Grillo che lo aveva supportato la sua candidatura a parlamentare europeo.

4. Quanto ha contato Beppe Grillo nella sua elezione?

5. Grillo e Casaleggio sostengono Di Pietro. Sino al 2010. poi il contratto per la gestione del blog si scioglie. Lei rifiuta il supporto della Casaleggio “preferisce fare da sé”. Quali erano i suoi rapporti con quella comunicazione (periodo 2009-2011) e cosa le fu offerto (e poi rifiutò)?

Sostenuto da IdV, Federazione della Sinistra, Partito del Sud e dalla lista civica Napoli è Tua, al primo turno elettorale de Magistris è risultato il secondo candidato con il 27,52% delle preferenze, superando Mario Morcone attestatosi al 19% delle preferenze e accedendo con Gianni Lettieri (38,52% – candidato della coalizione di centro-destra) al ballottaggio, nel quale, dopo aver rifiutato l’apparentamento formale con il Partito Democratico, viene eletto sindaco con il 65,37% dei consensi.

6. un voto considerato scontato. Come per Chirac2 quando l’alternativa era la LePen. Lei come l’ha vissuta?

Dopo un’iniziale gradimento ha iniziato ad riscontrare un apprezzamento calante per il suo lavoro. Nella classifica annuale di Datamonitor è sceso, in un anno, dalla seconda alla diciannovesima posizione. Il malcontento è esploso in manifestazioni cittadine contro il suo operato, sfociate in disordini e cariche della polizia sui manifestanti.

7. Bassolino le chiese più umiltà. Lei ha scelto di andare avanti per la sua strada. Ma oggi chiede esplicitamente l’aiuto del pd, visto che perde pezzi in consiglio comunale. Amministrare è più difficile che dichiarare?

Il 22 luglio 2013, Luigi de Magistris, il presidente della regione Campania Stefano Caldoro e il presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro vengono iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dell’America’s Cup: le accuse sono di turbativa d’asta (per la scelta del socio privato della società di scopo ACN, costituita per la prima edizione, senza rispettare le procedure di evidenza pubblica) e per abuso d’ufficio (per la trasformazione, avvenuta in occasione della seconda edizione, di ACN da società di scopo in società strumentale permanente).

8. nuovamente una sorta di conflitto di attribuzioni. Tra il voler fare e il come vanno fatte le cose. Molte volte abbiamo letto – su twitter e facebook – che in questi casi lei ha parlato di “macchina del fango” e “complotto di poteri forti” – non è una facile scappatoia per deviare l’attenzione da evidenti lacune di un progetto, di una visione e di una competenza nel saper fare le cose concrete?

Parliamo di Napoli. Oggi una tra le più belle città del mondo. Lei l’amministra da alcuni anni. La fiducia che molti napoletani avevano riposto in lei è svanita. Possibile che questa città non abbia occasioni di essere gestita e valorizzata? Rifiuti, scandali, immobilismo, mancanza di un progetto. Le uniche cose realizzate – ad esempio la metropolitana – sono progetti del passato. Sui rifiuti la strada del mare è l’unica percorsa ed è un retaggio di Bassolino.

9. Cosa si sente di aver lasciato a Napoli e cosa vorrebbe che Napoli ricordasse di lei?

Napoli. I quartieri spagnoli come Montmartre, il lungomare come le ramblas di Barcellona… io appartengo alla generazione di chi ha impedito il dissesto del bilancio occupando il consiglio comunale e poi si è ritrovato i Romeo, Lei dove a estendere legalità. E poi di nuovo Romeo. Bagnoli, Napoli Est, Napoli Nord, Secondigliano. Scampia. Barra. San Giovanni.

10. più che una rivoluzione di rinascita, un epitaffio “dove muore napoli”…

Ci dica almeno una cosa che nasce con lei – come sua idea di progetto – e che alla fine di questi cinque anni lascerà- comunque vada – in eredità a Napoli…

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