METAMORFOSI. Ovidio e le arti
a cura di Francesca Cappelletti e Frits Scholten
la grande mostra realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam presenterà oltre 80 capolavori provenienti da importanti istituzioni internazionali mettendo in scena la potenza immaginativa delle Metamorfosi di Ovidio, Opere di Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin, fino a Gerôme, Rodin e Brancusi si confrontano con la visione di uno dei più grandi poeti dell’antichità negli spazi della Galleria, anch’essi ispirati al testo ovidiano
23 giugno – 20 settembre 2026
Dopo l’apertura al Rijksmuseum di Amsterdam della prima tappa di Metamorfosi. Ovidio e le arti, il grande progetto espositivo nato dalla collaborazione con la Galleria Borghese e curato da Francesca Cappelletti e Frits Scholten, la mostra approderà a Roma dal 23 giugno al 20 settembre 2026 con una configurazione autonoma e originale., esito di un dialogo scientifico condiviso.
A partire dalle Metamorfosi di Ovidio – uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale – il progetto esplora il tema della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano diventa così il punto di accesso a una visione del mondo fondata sul mutamento, sull’instabilità delle forme e sulla permeabilità dei confini tra umano, naturale e divino.
Gli spazi della Galleria Borghese si configurano come il contesto privilegiato per lo sviluppo di questo progetto espositivo. La stessa fondazione della Villa “fuori Porta Pinciana” affonda infatti le proprie radici nell’universo simbolico delle Metamorfosi, rendendo questo luogo non solo adatto, ma intrinsecamente legato al tema della mostra.
Il cardinale Scipione Borghese fece edificare il Casino nobile per accogliere parte della propria collezione, concependo l’architettura come dispositivo culturale capace di intrecciare mito, arte e autorappresentazione in un unico, coerente sistema di significati.