GLASSTRESS 2026
Torna a Venezia il progetto biennale internazionale
dedicato al vetro contemporaneo
a cura di Adriano Berengo, Joanna De Vos e Umberto Croppi
Oltre 50 artisti e designer internazionali invitati a esplorare il potenziale espressivo e trasformativo del vetro come medium artistico contemporaneo in collaborazione con i maestri vetrai di Murano
12 luglio – 22 novembre 2026
Ca’ Tron – Venezia
Fondazione Berengo Art Space – Murano
Dopo l’ultima edizione veneziana del 2024, torna in laguna GLASSTRESS, il progetto internazionale ideato da Adriano Berengo nel 2009 come evento collaterale della Biennale di Venezia e oggi considerato uno dei principali appuntamenti dedicati alla sperimentazione contemporanea nel vetro.
Dal 12 luglio al 22 novembre 2026, GLASSTRESS anima nuovamente Venezia con una nuova edizione diffusa tra lo storico Palazzo Ca’ Tron sul Canal Grande e la Fondazione Berengo Art Space di Murano, coinvolgendo oltre 50 artisti e designer internazionali invitati a confrontarsi con l’arte millenaria del vetro attraverso la collaborazione con i maestri vetrai di Berengo Studio. L’edizione 2026 di GLASSTRESS presenta nuove collaborazioni con oltre venti artisti al loro debutto nella mostra, molti dei quali lavorano con il vetro per la primissima volta, dando vita a sperimentazioni inedite.
Sviluppata tra Murano e Venezia, la mostra dà vita a un percorso che attraversa pratiche e linguaggi diversi, dalla scultura alla performance, dal design all’installazione immersiva, esplorando il potenziale espressivo e trasformativo del vetro come medium artistico contemporaneo.
In mostra saranno presentate le opere di Marina Abramović, Ai Weiwei, Manal Al Dowayan, Monira Al Qadiri, Allora & Calzadilla, Vanessa Beecroft, Monica Bonvicini, Stefano Cagol, Edoardo Callegari, María Magdalena Campos-Pons, Ornella Cardillo, Judy Chicago, Zheng Chongbin, Tony Cragg, Laura De Coninck, Ida Ekblad, David S. Eley, Leandro Erlich, Jan Fabre, Fariba Ferdosi, Christian Fogarolli, Massimiliano, Doriana e Lavinia Fuksas, Josepha Gasch-Muche, Gelitin, Abdulnasser Gharem, Fathi Hassan, Marlène Huissoud, Martin Janecký