REDAZIONALE DI TIZIANO TESCARO
CARNEVALE DI VENEZIA è anche cultura delle arti antiche, maestri mascereri, antiche botteghe e performer teatrali.
Il Carnevale di Venezia si è trasformato in un ponte poetico tra storia e visione contemporanea grazie all’interpretazione creativa dei fashion designer MIREK e JOLA, che hanno portato in scena un racconto stilistico ispirato alla leggendaria Via dell’Ambra, l’antico percorso commerciale che univa la Repubblica di Venezia a Danzica. Un viaggio simbolico tra nord e sud d’Europa, tra luce dorata e mistero, tradotto in forme, tessuti e dettagli che fondono memoria e modernità.
Le loro creazioni hanno evocato atmosfere sospese nel tempo: silhouette scenografiche, materiali ricercati e richiami cromatici caldi come resina e oro, capaci di suggerire il valore prezioso degli scambi culturali oltre che commerciali. La passerella diffusa tra calli e palazzi si è fatta narrazione viva, dove l’abito diventa mappa e identità, e il Carnevale torna ad essere linguaggio universale di incontro tra popoli e arti.
Accanto alla visione fashion, il percorso ha condotto alla riscoperta delle botteghe dei maschereri, custodi di una tradizione secolare. Qui la maschera veneziana rinasce ancora oggi secondo metodi antichi: cartapesta modellata a mano, tempi lenti di asciugatura, pigmenti stesi con cura artigianale, decorazioni dipinte una ad una. Non semplice accessorio, ma volto simbolico della città, oggetto rituale che conserva tecnica, gesto e identità. Entrare in queste botteghe significa assistere a una liturgia creativa dove ogni pezzo è unico e irripetibile. Di forte impatto anche la presenza dell’artista polacca Zaneta Giza, che ha presentato opere originali legate al cibo e alla natura, trasformando elementi organici e suggestioni gastronomiche in espressione visiva contemporanea. Le sue creazioni dialogano con il tema dell’origine e della trasformazione, intrecciando estetica e materia viva, in un linguaggio che unisce cultura, nutrimento e arte.