Borgone Susa (Piemonte) 23 novembre 2014

Regione Piemonte: Sanità taglia punto nascite ospedale Susa

Non sarà più possibile partorire in Valle di Susa. Le future mamme di questo territorio dovranno recarsi a Rivoli (TO) o in Francia a Briançon per poter dare alla luce i loro bambini. L’annuncio della chiusura del punto nascite di Susa sta mobilitando amministratori e cittadini della valle piemontese. Antonio Saitta, assessore regionale alla sanità non ha dubbi:” Stiamo applicando una legge che prevede la chiusura dei punti nascita che non superano i 500 parti all’anno”.
La Regione non tornerà indietro, a nulla serviranno le proteste dei sindaci e dei cittadini a fronte degli attuali 120 parti degli ultimi 12 mesi ed in aggiunta l’ospedale segusino è sprovvisto di cardiologia e rianimazione. La decisione della Regione ha subito generato la reazione del comitato delle donne “NOI ABBIAMO PARTORITO A SUSA” che hanno organizzato una manifestazione alla quale hanno aderito quasi tutte le amministrazioni locali.
Non si possono chiudere i servizi sanitari per ragioni economiche o di numeri.
Nell’ultimo anno in realtà sono stati ben 700 i parti di donne residenti in Val Susa, ma la maggior parte di loro non hanno potuto farlo a Susa perché sono state dirottate dall’Asl verso le strutture di Rivoli e Torino con scuse discutibili oppure a causa di pressioni psicologiche legate all’assenza di reparti in grado d’intervenire con urgenza a fronte di eventuali complicazioni. Nelle immagini, una parte dell’intervento di Stefania Batzella consigliere regionale del M5S che ha svolto la sua professione d’ostetrica da diversi anni proprio nel punto nascite dell’ospedale di Susa.