Alessandria (Piemonte) 23 aprile 2017

Blitz di EITAL: scoperto allevamento illegale di cuccioli

VENDEVA CUCCIOLI DI RAZZA SU INTERNET: SEQUESTRO DEI CARABINIERI ED EITAL – Denunciato per maltrattamento e commercio illegale

I Carabinieri di Saluzzo e di Revello con i Carabinieri forestali di Barge unitamente a personale esperto dell’EITAL (Ente Italiano Tutela Animali e Legalità) che ha anche segnalato l’allevamento, sono stati impegnati fino alla tarda notte di giovedì in un’attività volta al contrasto del commercio illecito di animali da compagnia. L’intervento ha avuto luogo nel saluzzese presso un’abitazione di Martiniana Po (CN) dove un operatore sanitario di 51 anni di origine campana aveva allestito all’interno della propria abitazione uno pseudo allevamento di animali pregiati tra cui chihuahua e gatti sphynx e bengala, che vendeva in nero anche a cifre fino a 800 euro, mediante internet e una pagina FB con tanto di bigliettino da visita dell’allevamento. Alcuni animali erano detenuti in conigliere e scatoloni, rinvenuti 2 cuccioli morti in mezzo a quelli vivi.

L’attività si è protratta fino a tarda notte, per il prelievo degli animali posti sotto sequestro, ora custoditi presso idonea struttura munita di personale veterinario specializzato. Sequestrati anche i locali adibiti ad allevamento.

L’EITAL presente sempre a questo tipo di attività per documentaree denunciare questo fenomeno sul territorio nazionale contro lo sfruttamento economico e criminale degli animali e dell’ambiente – è oggetto di pochi controlli da parte dell’Autorità e di una scarsa legislazione in materia di allevamenti che fa si che, nel nostro Paese, regni una giungla di abusivi e pseudo allevatori a cui basta intestare cani a parenti o direttamente all’ignaro acquirente per eludere le normative e avere redditi costanti non dichiarati.

Il soggetto è stato denunciato per il reato di maltrattamento di animali e per esercizio abusivo di professione. EITAL depositerà all’Autorità Giudiziaria dettagliate relazioni per capire il perché il denunciato fosse in possesso di autorizzazione sanitaria rilasciata nel 2013 nonostante non avesse, a tutt’oggi, alcun requisito previsto dalla Legge.