Genova (Liguria) 22 settembre 2018

Impermanenza significa che tutti i fenomeni sono soggetti al nascere e morire.

Impermanenza significa che tutti i fenomeni (cose, esseri, sensazioni, emozioni, pensieri, situazioni) sono soggetti al nascere e morire.
Tutte le esistenze, gli oggetti, in una parola i fenomeni, sono manifestazioni momentanee, lampeggiamenti effimeri che durano soltanto per un momento singolo, dato che scompaiono non appena sono comparsi. Per essere seguiti da un’altra esistenza nel momento seguente, movimenti, sequenze e processi, adottando così una concezione dinamica della realtà. Il mutamento, il divenire, è la consistenza stessa della realtà. Qualunque fenomeno abbia una causa deve perire, perché contiene in se stessa l’implicita necessità della dissoluzione. Nel mondo non c’è né permanenza né identità. Non vi è nulla di stabile, di duraturo e di permanente. Tutto cambia d’istante in istante, come il corso d’una cascata che benché ci appaia sempre uguale, è tuttavia in continuo cambiamento, poiché l’acqua vi si rinnova incessantemente e non una goccia resta al suo posto. Anche la nostra personalità, il nostro io, la nostra individualità non è un fatto reale ed ultimo, bensì solo un nome, che copre una moltitudine (un flusso) di elementi psicofisici interconnessi e in relazione tra loro. L’individuo è solo una combinazione di forze e energie psico-fisiche in continuo mutamento. L’impermanenza ci insegna soprattutto a guardare le cose e le situazioni così come sono, senza sviluppare sentimenti di attaccamento o di avversione. Noi soffriamo non perché l’impermanenza sia di per sé sofferenza, ma perché non riusciamo ad accettare che le cose cambino. Comprendere l’Impermanenza porta ad accettare il presente, il “qui ed ora” senza dar spazio e proiezioni al futuro e senza “ricamare” sui ricordi del passato. E siccome è sempre il momento presente, accettare il presente significa accettare la vita.