Trieste (Friuli-Venezia Giulia) 11 giugno 2016

Trieste Libera sfida con il non-voto Dipiazza e Cosolini

Con un comunicato stampa, diffuso sabato 11 giugno, il Movimento Trieste Libera si inserisce nel ballottaggio di domenica 19 tra i due candidati sindaci Roberto Cosolini e Roberto Dipiazza, sfidandoli con l’arma dell’astensione degli elettori, chiamati alle urne dalla Repubblica Italiana, e della successiva richiesta di commissariamento del Comune, in quanto le elezioni amministrative sono ritenute ritenute illegittime dal Movimento, stante la normativa internazionale che regola il Territorio Libero di Trieste, su cui l’Italia non ha sovranità, ma il governo italiano è attualmente l’amministratore civile provvisorio.
”Al primo turno elettorale del 5 giugno – si legge nel comunicato – Trieste Libera ha consigliato l’astensione passiva, che è stata scelta dal 47% degli elettori, e l’astensione motivata che gli attivisti hanno compiuto depositando al seggio elettorale un modulo che dichiara «l’illegittimità del sistema elettorale italiano nel Free Territory of Trieste sotto amministrazione provvisoria e l’inadeguatezza evidente dei candidati»”. L’astensione dal voto del primo turno ha ridotto il consenso ottenuto dai due candidati al ballottaggio, Dipiazza e Cosolini rispettivamente al 20 e al 15% degli aventi diritto al voto. Per il ballottaggio del 19 giugno, Trieste Libera ”li sfida con l’alternativa totale dell’astensione passiva ed attiva, proponendola così anche agli elettori che al primo turno avevano votato per le liste rimaste escluse”. Nel comunicato vengono ribadite anche le modalità per l’azione politica proposta dal Movimento: per l’astensione passiva basta non recarsi ai seggi a votare, mentre per quella attiva istruzioni precise sono indicate sul sito di Trieste Libera (http://blog.triestelibera.one/archives/1407). Nel comunicato, infine, si dà notizia che la raccolta delle firme dei cittadini per il commissariamento del Comune verrà aperta dopo il 19 giugno.