Brembio (Lombardia) 14 settembre 2015

Trattori. Motivi politici non aiutano soluzione del problema

Sul quotidiano La Libertà di Piacenza, nell’edizione di ieri, 13 settembre, è stato pubblicato un articolo siglato dalla cronista Paola Arensi con il titolo “Divieti e proteste. Casale e Brembio alle prese con l’assalto (parola virgolettata) dei carri agricoli”. Qui ci si limiterà al solo caso Brembio.
L’incipit riassume il messaggio, riguardante Brembio, che l’interlocutore della giornalista, il vicesindaco ed ex sindaco Giuseppe Sozzi, vuole far giungere a quanti in paese da anni protestano per i disagi dovuti al passaggio, nel centro abitato su percorsi viari inadeguati al loro peso e dimensione, di interminabili carovane (i numeri raccolti e confidati dallo stesso sindaco Rando lo confermano) di mezzi agricoli, disagi pesantissimi soprattutto per chi ha l’abitazione sulle vie di transito. Si legge: “Troppi trattori in paese, il Comune propone strade alternative suggerite da uno studio tecnico”. E l’articolo prosegue affermando: “Ingegneri, architetti, amministratori locali e addetti ai lavori hanno analizzato una situazione che a Brembio sta creando non poche polemiche”. Mancava soltanto una commissione di consulenti del Massachusetts Institute of Technology ed il quadro sarebbe stato perfetto. In realtà, l’amministrazione dalla primavera sta valutando la situazione con una commissione che impegna alcuni consiglieri comunali professionalmente qualificati alla ricerca di soluzioni alternative al passaggio nelle ottocentesche vie cittadine, strette, per la gran parte prive di marciapiedi, senza percorsi pedonali e ciclabili. Ma a quanto traspare, finora ogni proposta si è arenata per la freddezza di alcuni agricoltori e la scarsa volontà a collaborare tra loro per dare una risposta diversa al problema che metta da parte l’egoismo del profitto in favore della popolazione che subisce, anche per l’incapacità dell’amministrazione di imporsi. Nel centro abitato sono vigenti da tempo due divieti ampiamente disattesi, quello del transito di mezzi di peso superiore ai 65 quintali (ed i mezzi agricoli che eccedono il peso rientrano in esso, come i tir che portano merci alla logistica del Garibaldino) e quello del limite di velocità per i mezzi agricoli di 15 km/h. Di recente, a questi è stato affiancato un ulteriore divieto, quello di cui, come si dirà, parla Sozzi nell’articolo, del passaggio di tutti i mezzi agricoli nel centro abitato nei giorni festivi, non ancora vigente perché non è stata collocata l’apposita segnaletica.
La fortuna di questa e della precedentemente amministrazione è che, finora, non si è verificato alcun incidente o inconveniente. In Via Gramsci, ad esempio, c’è l’attraversamento interrato del colatore Bonona, già interessato tempo fa da un crollo all’incrocio tra Via Vittorio Veneto e Via Gramsci per l’eccessivo peso dovuto a tir che, per effettuare l’accesso in Via Roma, salivano sul marciapiede sovrastante il colatore. È evidente che il ripetuto frequente passaggio vietato di carri agricoli, che possono raggiungere le 20 tonnellate a pieno carico, potrebbe costituire una causa di crollo. Anche il ponte sul Brembiolo mette qualche preoccupazione stante l’età e la portata limitata, inferiore, se non ricordiamo male, alle 6,5 tonnellate, un tempo segnalata da cartelli all’inizio di Via Roma e in località Garibaldino. Molti residenti lamentano poi crepe nelle proprie abitazioni, dovute al reiterato passaggio dei pesanti mezzi con frequenze nei momenti di picco davvero intollerabili.
A fronte di tutto questo, il vicesindaco di Brembio, ad insaputa del sindaco come ci è stato garantito, ha affermato (scrive la giornalista de La Libertà) che (parole dell’articolo) “l’Amministrazione comunale del sindaco Giancarlo Rando ha voluto rendere più sicura la viabilità del centro, in particolare di Via Gramsci, che sono un passaggio di collegamento tra alcune aziende agricole e i terreni, regolando il traffico”. In cosa consiste la grande operazione annunciata ai lettori de La Libertà dal vicesindaco? Questa, come spiega l’articolo: “Un’ordinanza prescrive infatti che, nei giorni festivi, le macchine agricole cerchino percorsi alternativi per arrivare alle campagne”.
Chiunque, leggendo l’articolo si sarà inevitabilmente chiesto: ma se percorsi alternativi sono possibili per la domenica e feste comandate e gli agricoltori devono “cercarseli” (come del resto è avvenuto per i tir che portano merce alla logistica, [e i carri agricoli non sono distinguibili da essi]), perché non dovrebbero “cercarseli” anche negli altri giorni, quando le vie cittadine sono più trafficate, oltretutto per rispettare, comunque, il limite imposto dall’ordinanza sul limite di peso?
Il problema par di capire non è di logica, ma di voti. Al vicesindaco dal suo partito è stato negato il terzo mandato. Se il sindaco Rando desse le dimissioni veramente come aveva minacciato (forse mal consigliato), poiché le prossime comunali sono in primavera, dopo un breve periodo di gestione del commissario prefettizio, si aprirebbe, forse, per il segretario del locale circolo del PD, il vicesindaco, la possibilità di ritornare a guidare in prima persona il Comune. Non a caso intervenendo sulla vicenda, più volte sui giornali ha fatto l’occhiolino a quelli che da sempre ritiene suoi elettori forti, gli agricoltori. Sono queste parole sue virgolettate riportate nell’articolo dell’Arensi: “Esperti hanno cercato di dare una soluzione alternativa agli agricoltori che, lo ricordiamo, fanno il loro lavoro e meritano tutta la comprensione possibile”. Già, il problema è che stessa comprensione, ovvia conseguenza logica, par di capire, non la meritano i bambini, gli anziani, i disabili costretti a transitare per vie cittadine insicure, per non dire i malati che non possono uscire, tormentati per mesi dal rumore e dalle vibrazioni prodotte dal passaggio dei mezzi. Ecco: forse il sindaco Rando non dovrebbe certo dare le dimissioni per un non-problema, quello dei migranti a Brembio, ma togliere le deleghe al suo vicesindaco, forse questo sì.