Brembio (Lombardia) 29 settembre 2015

Spreco di suolo agricolo e fallimenti immobiliari: AT1 UMI2

Nel foglio informativo “La Gazzetta di Brembio”, distribuito in questi giorni dall’amministrazione comunale, in un articolo “Progettare il futuro attraverso il PGT” viene spacciato ulteriore consumo di suolo agricolo, perpetrato attraverso l’approvazione all’unanimità del Consiglio comunale ormai senza una minoranza credibile, come un esempio di lungimiranza amministrativa perché tale intervento di alterazione del Piano di Governo del Territorio (già di per se stesso sovradimensionato in termini di consumo di suolo rispetto alla popolazione e allo sviluppo demografico inesistente di questi anni) darebbe “di riflesso la possibilità in futuro a tutti i cittadini di avere nuovi spazi recuperati al’interno del centro abitato, con destinazioni sociosanitarie”. Proprio così, l’ennesima fanfalucca spacciata ai cittadini di Brembio.
Stiamo parlando della proposta della trasformazione di un’area agricola a sud-ovest del centro abitato di lato a via Nilde Jotti e via Saint-Christo-en-Jarez, progetto denominato AT4, già escluso a suo tempo dal Piano di Governo del Territorio comunale per un veto dell’Arpa, un’area di 31.500 mq tra l’altro senza accessi.
L’assurdità del progetto secondo buon senso, – ma è altro che evidentemente decide le operazioni in ambito edilizio, – è dimostrata da una evidenza nello stesso comparto di trasformazione AT1 di cui il progetto era a suo tempo parte prima di essere cassato per intervento dell’Arpa regionale, e da un’altra riguardante un vicino comparto di riqualificazione urbana. In questo articolo si dirà di una delle due situazioni e precisamente dell’ambito di trasformazione AT1 UMI2 (che tra l’altro chiude gli accessi all’ambito urbano al cosiddetto AT4), ben evidenziato dalle frecce nella veduta aerea allegata con le altre fotografie che ne danno descrizioni parziale. L’ambito di trasformazione AT1 UMI 2 è costituito da sette particelle identificate dal catasto urbano di Brembio come diciamo di seguito.
La particella indentificata al foglio 13 mappale 481, classificata come seminativo irriguo di classe 2 è la più importante: è di fatto un’area edificabile di 3.089 mq. A questa si aggiungono la particella 478, relitto di acque esenti, che ha una superficie di 91 mq, e la particella 480, bosco alto di classe 1, con una superficie di 45 mq, che probabilmente un tempo costituiva l’argine. Ovviamente anche se individuate come beni al catasto terreni, di fatto sono soggette a trasformazione urbana. La volumetria massima realizzabile, stante i parametri del Piano delle Regole del PGT, è di 2.580 metri cubi su una superficie lorda di pavimento massima edificabile di 860 mq. L’accesso all’area è da Via Nilde Jotti.
La quarta particella, mappale 165, bosco alto classe 1, di 100 mq, è costituita da un argine tra la roggia Popola Pozzi ed un fosso con arbusti e qualche pianta; è interclusa da altre proprietà private.
Le tre rimanenti particelle, 392 di 180 mq, 486 di 54 mq e 509 di 1.545 mq, classificate seminativo irriguo, sono parte delle “strade” di lottizzazione dell’unità, destinate ad essere acquisite dal Comune.
Tutte le particelle indicate costituiscono un unico lotto del valore stimato di 224.500 euro. Il lotto costituente l’AT1 UMI2 rientra nel fallimento della società Immobiliare Europa S.r.l. Unipersonale con sede legale a Crema, sentenza del Tribunale di Cremona, depositata il 25 luglio del 2013. La vendita del lotto in asta giudiziaria avverrà il 5 ottobre prossimo con un prezzo base stabilito in 94.710,94 euro.
Cosa interessantissima da evidenziare, il Comune di Brembio ha inviato in proposito al custode giudiziario dell’immobiliare e al curatore del fallimento una comunicazione sulle disposizioni urbanistiche contenute nella legge regionale 31/2014, che torna utile riassumere e tener presente quando si leggerà un prossimo articolo riguardante proprio il “favoloso” AT4 tanto reclamizzato sulla Gazzetta.
Nella lettera dove si ricorda che i beni sono parte dell’Ambito Territoriale di Trasformazione AT1 UMI2 si dice: “La Regione Lombardia ha emanato in data 28 novembre 2014 la legge regionale n. 31 che riporta «Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suo degradato»; al suo interno sono declamate una serie di modifiche alla legge regionale n. 12/2005 che incidono direttamente sul Piano di Governo del Territorio di questo Comune. Con la presente si mette a conoscenza le figure istituzionali in indirizzo di quelle norme che coinvolgono alcuni beni in Comune di Brembio a suo tempo di proprietà della Immobiliare Europa S.r.l. (…) e oggetto di un piano urbanistico”. La lettera ricorda quanto la legge prevede, cioè che: 1. L’istanza per avviare l’iter di attuazione di un piano urbanistico deve essere presentata al Comune entro trenta mesi dall’entrata in vigore della legge regionale n. 31, ossia entro il 2 giugno 2017; 2. La convenzione di attuazione del piano urbanistico deve essere sottoscritta entro dodici mesi dalla data di esecutività della deliberazione del Consiglio Comunale che ha approvato definitivamente il piano medesimo; 3. Qualora l’istanza indicata al punto 1 non venga presentata entro i 30 mesi concessi o la convenzione del punto 2 non venga sottoscritta entro i 12 mesi stabiliti, il comune sospende la previsione di trasformazione del piano attuativo e nel caso di incompatibilità assoluta con le nuove norme dispone la sua abrogazione.
Non abbiamo ancora parlato, né in questo né in articoli precedenti, nel dettaglio del cosiddetto AT4, oltretutto non facente parte del Piano di Governo del Territorio, lo faremo prossimamente. Si può però almeno dalle prescrizioni per un’area che già fa parte del PGT capire il perché della fretta, dell’unanimità cercata ed ottenuta da minoranze sprovvedute, per far partire l’iter per la sua realizzazione, decantandolo senza pudore alcuno come la bacchetta magica per realizzare prospettive di recupero del centro storico rimaste sulla carta da almeno vent’anni ed altre mirabilia, sfruttando, come già per la tangenzialina, la favola di generosissimi privati disposti ad attuare interventi in favore della popolazione brembiese.