Brembio (Lombardia) 20 novembre 2014

Rifondazione in aiuto dei genitori della scuola pubblica

Le famiglie degli studenti delle “Scuole statali” con reddito ISEE fino a 15.458 euro hanno ricevuto dalla Regione Lombardia un buono scuola ridotto da un minimo di 340 euro ad un massimo di 670 euro. Il TAR ha valutato che col buono scuola regionale 2013-2014 si è creata una disparità di trattamento tra “Scuole statali” e “Scuole private paritarie”. Il TAR ha di conseguenza abrogato la delibera regionale costringendo il presidente Maroni a rimborsare la differenza alle famiglie che hanno fatto ricorso al TAR. Secondo Rifondazione comunista la Regione deve pagare questa differenza a tutte le famiglie penalizzate che possono chiedere il risarcimento compilando e presentando l’apposito modulo di richiesta. La minoranza consiliare di Rifondazione, eletta nella lista “Brembio Comune Solidale – Corbellini Sindaco” si è resa disponibile a compilare i moduli necessari e a consegnarli in Regione Lombardia. Per usufruire del servizio basta recarsi alla domenica mattina dalle 11 alle 12 nella sede di Via Monte Grappa 45.
Come ricorda Rifondazione, il cosiddetto “buono scuola” è stato introdotto dal presidente Formigoni nel 2000. Da allora in Lombardia, centinaia di milioni di euro sono stati erogati alle famiglie che scelgono per i loro figli l’istruzione privata. Soldi sottratti alla scuola pubblica, progressivamente privata di risorse dalle riforme e manovre economiche degli ultimi anni, e alle famiglie che ogni anno fanno sempre più fatica a sostenere le spese scolastiche dei propri figli che la frequentano. L’attuale presidente della Lombardia, il leghista Roberto Maroni, ha riconfermato le decisioni del suo predecessore Formigoni, ma a partire dall’anno scolastico 2014/2015 ha azzerato anche i contributi, pur irrisori, per il sostegno al reddito delle famiglie in difficoltà economica degli studenti che frequentano la scuola primaria e il triennio della secondaria di secondo grado statale, nonché la quota per gli studenti meritevoli appartenenti alle stesse famiglie, lasciando però invariato il contributo per gli studenti delle scuole paritarie.
Negli anni la lunga battaglia contro la vistosa ingiustizia non era riuscita a scalfire quella che Rifondazione definisce la tracotanza della destra formigoniana. Neppure la raccolta di più di 15 mila firme effettuata lo scorso anno insieme ad Associazioni e Sindacati, lanciata dall’associazione milanese Nonunodimeno, aveva convinto Maroni che era tempo di modificare atteggiamento. Con il ricorso al TAR di alcuni genitori si è ottenuto finalmente un primo risultato importante, qual è il riconoscimento del carattere illegittimo della disparità tra gli studenti delle scuole statali e quelli delle scuole paritarie.