Cosenza (Calabria) 06 maggio 2016

Referendum per la Scuola Pubblica – Cosenza

Oggi a Cosenza in Piazza XI Settembre alle ore 17.00 si è discusso di Legge 107/2015, cosiddetta “buona scuola” e di Referendum.
Contestualmente è stata effettuata la raccolta delle firme per l’abolizione di parti della Legge 107.
I quattro quesiti abrogativi promossi dal Comitato Promotore riguardano:
1) l’abrogazione dei finanziamenti privati alle singole Scuole, incremento per le Statali;
2) abrogazione del potere dei Presidi di scegliere e confermare (o meno) i Docenti;
3) abrogazione dell’obbligo di almeno 200-400 ore di alternanza scuola-lavoro;
4) Abrogazione del comitato di valutazione e del potere del Dirigente Scolastico di scegliere arbitrariamente i Docenti da premiare economicamente.
L’AND Associazione Nazionale Docenti fa parte del Comitato Promotore del Referendum e ha lanciato da Cosenza la mobilitazione per la raccolta delle firme perchè non si può rimanere immobili a certe decisioni contro la Scuola Pubblica e i suoi principi fondanti Costituzionali.
Dagli interventi una menzione speciale ed un sentito ringraziamento da parte del Presidente dell’AND Francesco Greco e della Direzione Nazionale dell’AND al Presidente Ferdinando Imposimato, Magistrato, Avvocato, Presidente Onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione e faro di molte delle iniziative dell’AND e strenue difensore della Scuola Pubblica, che ha sempre affermato sulla “buona scuola” poi L. 107/2015: “Questa riforma viola principi fondamentali della Costituzione, anzitutto l’art. 3, secondo cui è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la effettiva partecipazione di tutti i lavoratori , tra cui gli insegnanti, alla organizzazione politica, economica e sociale dello Stato. E l’art. 36 secondo cui i docenti hanno diritto a una retribuzione adeguata alla qualità e quantità del lavoro svolto e tale da garantire una vita libera e dignitosa. Ma anche l’art. 4 secondo cui lo Stato deve rendere effettivo il diritto al lavoro, e l’art. 33 sulla libertà di insegnamento”.
Molti i Cittadini che hanno firmato.
La raccolta delle 500.000 firme prosegue in tutta l’Italia.