Siena (Toscana) 08 febbraio 2016

Mario Ascheri ha scritto a Renzi

Il noto professore universitario (nella foto), di origine ligure, ma da molto tempo conosciutissimo anche a Siena, ha reso pubblica una sua lettera indirizzata a Matteo Renzi.

SIENA. Caro presidente del Consiglio e segretario del PD,
scusi se La importuno per di più nella Sua duplice posizione, ma la situazione politica di Siena, con la concomitante, gravissima, crisi del MPS, mi impongono di richiedere il Suo intervento urgente nella mia qualità di cittadino insignito del Mangia d’Oro della Città 2003 (la massima onorificenza cittadina) e di professore di diritto a riposo (Università Roma Tre), specialista di storia del diritto/istituzioni e di storia urbana italiana (e di Siena in particolare) con numerosi riconoscimenti internazionali facilmente riscontrabili.
Una mia riflessione sulla crisi a Siena pubblicata in FB si chiude con queste righe a lungo meditate: “Non è più questione del dottor Valentini (Bruno Valentini – Pd – sindaco di Siena, ndr) e di qualcuno dei suoi, troppo giovani e avventurosi per così dire, ma del PD che su Siena non riesce a sbloccarsi dalla drammatica eredità degli ultimi anni. La discontinuità non c’è.
E’ tragicamente buffo: il PD chiede alla Giunta il cambio di passo, ma la richiesta non potrebbe essere ribaltata? Nel mio piccolo di osservatore di base, ripeto l’appello a Renzi: solo un commissario che azzeri e faccia ripartire può sbloccare PD e Siena: e per MPS e Fondazione non vale ormai lo stesso? Azzerare, prendere coscienza a brutto muso della crisi. Altrimenti si continua a galleggiare: ma allora la malattia da cronica non diviene mortale? Siena sarebbe molto grata di un suo intervento, che continua a latitare. Perché?”.
Tempi e modi sarebbe ingenuo indicarli da parte mia. Sono solo sicuro, con molti miei concittadini, che se c’è una situazione oggi che (come altre beninteso) richiede un intervento significativo e radicale, alla pari di altri cui ci ha abituato, è appunto quella senese.
Con l’augurio di buon lavoro, cordialmente
Mario Ascheri