San Gimignano (Toscana) 06 maggio 2015

Le sacre particole in pellegrinaggio a San Gimignano

Il 6 – 7 – 8 maggio sono esposte, per l’adorazione, a San Gimignano, le particole (ostie) consacrate nel 1730 che furono ritrovate, dopo un furto sacrilego, e si conservano miracolosamente intatte ancora oggi, contro ogni legge della natura e della scienza, dopo quasi tre secoli. Ecco perché si parla di “miracolo eucaristico permanente” di Siena. Tutto iniziò la notte del 14 agosto1730, vigilia della festività dell’Assunta, quando avvenne il furto sacrilego nella chiesa di San Francesco a Siena. Le 351 Ostie erano conservate in una pisside d’argento, ed erano così tante proprio in previsione della partecipazione dei fedeli alla festività.
Nonostante le affannose ricerche, per tre giorni non vi furono tracce del furto, quando, casualmente, un chierichetto le ritrovò in un’altra chiesa, quella della collegiata di Santa Maria di Provenzano, in una cassetta per le elemosine, tra polvere e ragnatele. Era il 17 agosto e subito, con una solenne processione, dopo essersi accertati che si trattava proprio delle stesse ostie trafugate, furono riportate in San Francesco, dove si trovano ancor oggi, nella stessa integrità di quando furono recuperate. In seguito, negli anni, sono state fatte ricognizioni ed esami sempre più specifici e, col passare del tempo, molto più specialistici e attendibili, nel 1780, nel 1789, nel 1889, 1915, 1854, 1914 e l’ultima ricognizione lo scorso anno 2014, autorizzata dalla Congregazione per la dottrina della fede e condotta da una commissione di studiosi e tecnici, della quale ha fatto parte anche un ricercatore del Consiglio Nazionale Ricerche.
L’esito è sempre stato lo stesso: le ostie non sono in alcun modo corrotte e non vi è stata riscontrata alcuna presenza microbica, sia dopo una settimana che dopo 15 giorni dal primo campionamento.
Dopo tre secoli si conservano ancora 223 ostie delle 351 originali, essendo state in parte utilizzate, nel corso delle ricognizioni, per analisi chimiche e altri esami, ed anche per esaminarne il sapore e se fossero ancora eventualmente commestibili. giorgio mancini
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