Cesenatico (Emilia-Romagna) 16 aprile 2017

La pittrice di luce

Esistono persone che, con ogni evidenza, sono benedette e protette dagli elementi della natura. Magari non da tutti, ma ne basta uno a trasformarle in qualcosa di unico. E’ il caso di Marina Carlini, che sarebbe fortemente riduttivo definire soltanto “fotoartista”. Marina è protetta dalla luce, che da lei si lascia sedurre e imbrigliare nell’obiettivo fisso di una fotocamera da poche decine di euro, permettendole di creare delle vere e proprie opere d’arte. La pittrice di luce Marina Carlini, milanese di nascita, ha da tempo eletto Cesenatico come sua residenza e come soggetto e musa ispiratrice. Nella sua ultima mostra, “La Tratta”, allestita al Museo Storico della Marineria fino al 7 maggio, dipinge di una luce che va oltre la magia l’antica arte della pesca alla tratta. Un rito oggi caduto in disuso in quanto dichiarato illegale e relegato a pochi appuntamenti folcloristici, ma che ancora oggi viene officiato con una tecnica che sembra una danza. E questa danza, la Carlini l’ha fissata nel suo obiettivo. E la luce, sua complice ed innamorata, nel centesimo di secondo di un “click”, l’ha trasformata in un capolavoro. Anzi, in una serie di capolavori unici, che sembra impossibile non siano passati per photoshop o per qualche altro programma di ritocco. Quadri, non foto, che sembrano guaches. Che sprigionano mille riflessi. Che sembrano (alcuni) addirittura tridimensionali e hai l’impressione che la barca, piuttosto che il gabbiano che vedi appesi al muro possano balzare fuori dall’inquadratura e sfiorarti. Quadri, non foto, che hanno quell’anima ruggente che soltanto i grandi artisti riescono a dare alle proprie opere.