Napoli (Campania) 05 settembre 2014

La morte di Davide: su Facebook dolore, rabbia e razzismo

Dopo la tragica morte di Davide Bifolco, rimasto sul selciato di una strada del Rione Traiano di Napoli in circostanze che sono ancora da chiarire, in tanti si stanno riversando sulla sua pagina Facebook per scoprire qualcosa di più di questo ragazzo che ha perso la vita senza aver compiuto neppure diciassette anni. L’ultimo post visibile a tutti recita così: “Chi smette di esserti amico non lo è mai stato”. Ed è proprio sotto questo post che in poche ore sono stati scritti oltre mille commenti, con centinaia di “mi piace”. Solidarietà alla famiglia e grande commozione nella maggior parte dei casi, ma anche disapprovazione nei confronti sia del ragazzo che delle forze dell’ordine, per arrivare poi agli insulti tra alcuni utenti più “accesi” nei loro commenti. “Non vorrei stare nei panni delle rispettive famiglie –scrive Vincenzo-. Immagino il dolore della famiglia del piccolo Davide ma, anche quella del carabiniere che sicuramente non ha voluto sparare per uccidere”, mentre Matteo scrive “Riposa in pace, piccolo angelo”. E’ un certo Alessandro, invece, a dire: “In tre su uno scooter…e con un pregiudicato…e per di più napoletani…Certo, come no, poverino lui….. I carabinieri hanno sbagliato solo una cosa: a non aver sparato a tutti e tre!!!!! E voi da bravi napoletani colerosi incendiate le auto dei carabinieri… Ma vi dovrebbero incendiare loro! Napoletani schifosi”. Sono frasi che non possono passare sotto silenzio, e infatti si scatenano in tanti in risposta a tanta violenza. E’ il caso di Elisa, che scrive “Caro Alessandro, Davide era solo un ragazzo. Chi non ha mai commesso qualche cavolata? Avrà anche sbagliato, ma non ha violentato nessuno per pagare con la morte! Dalle tue parole posso capire che uomo di merda che sei! Ti auguro di provare un giorno lo stesso dolore, e vergognati”. Per il resto, lacrime e condoglianze, dolore e rabbia, oltre che insulti e parole di comprensione per il carabiniere dalla cui pistola sarebbe partito il colpo letale, con messaggi di solidarietà che arrivano da Genova, Catania, Milano, Roma, Bologna. Anche il mondo virtuale piange dunque per due vite distrutte, quella del giovane Davide, e quella del carabiniere.