Reggio Di Calabria (Calabria) 20 aprile 2017

In memoria di Giuseppe Valarioti

Al termine di una cena di festeggiamento per la vittoria elettorale del Partito Comunista Italiano, veniva assassinato da due colpi di lupara Giuseppe Valarioti. Era nato a Rosarno (Reggio Calabria) il 1° marzo del 1950 da una famiglia di piccoli imprenditori agricoli. Conseguì la maturità classica presso il Liceo “N. Pizi” di Palmi e successivamente conseguì la laurea il Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Messina, insegnando successivamente pressp il Liceo “R.Piria” di Rosarno. Ritornando a quella tragica notte il primo a soccorrere Valarioti fu Giuseppe Lavorato, con lui dirigente di quel Pci che voleva cambiare Rosarno, poi parlamentare e storico sindaco del paese. C’è tanta Calabria, di ieri e di oggi, nell’omicidio di Peppino Valarioti. Il suo non fu l’unico assassinio politico che le cosche portarono a termine in quel periodo: dodici giorni dopo, a Cetraro, gli uomini del boss Francesco Muto sparano a Giannino Losardo. Pochi anni prima, vengono ammazzati invece due militanti, Ciccio Vinci e Rocco Gatto. Ritornando a Giuseppe Valarioti, in occasione di una commemorazione l’ex sindaco di Rosarno ebbe a dire nel corso di un suo intervento che: «Se non c’è dubbio che le attività economiche presenti a Rosarno e nella Piana furono certamente il fine dell’assassinio, il fatto scatenante fu lo scontro politico che la mafia intese come sfida pericolosa per il suo prestigio, il suo potere, i suoi disegni». Da queste premesse il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza un incontro che si svolgerà presso il Convitto Nazionale “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria, sabato 22 marzo a partire dalle ore 10. Il tema dell’incontro sarà “I giorni della civetta: Giuseppe Valarioti” e come relatore della giornata sarà presente l’onorevole Giuseppe Lavorato.