Trieste (Friuli-Venezia Giulia) 08 luglio 2016

Il Piccolo e l’obiezione fiscale nel Territorio Libero

Il quotidiano triestino “Il Piccolo” ha, come si dice, “gettato la maschera”, almeno in due articoli pubblicati online, giovedì 7 e venerdì 8 luglio, rispettivamente a firma di Gianpaolo Sarti e di Marco Ballico. Il giornale, in particolare negli ambienti che lottano per il ripristino della legalità internazionale nella città-stato, costituita dal Trattato di Pace di Parigi del 1947 e sottoposta dal Memorandum di Londra del 1954 all’amministrazione civile provvisoria del governo italiano, è da tempo contestato quanto a obiettività nell’informazione cittadina, quella scomoda in particolare al partito di Renzi, che con Roberto Cosolini ha amministrato la città negli ultimi cinque anni ed è stato malamente sconfitto nelle ultime elezioni amministrative. Del resto, il giornale ha a Trieste una nomea popolare, consolidata nel tempo, “Il Bugiardello”, che seguendo la modernità è sbarcata sul web. Così, ad esempio, una pagina (facilmente raggiungibile via Google) lo presenta: “Il Bugiardello. Tipico giornaletto di propaganda e disinformazione italiota”, rendendone disponibile l’immagine della prima pagina dell’edizione in edicola.
Nell’articolo di Ballico lo schieramento di campo del quotidiano triestino, che è parte del Gruppo Editoriale L’Espresso, di cui è presidente e maggiore azionista, tramite la CIR Spa, Carlo De Benedetti, appare in tutta evidenza con l’uso a sproposito dell’acronimo Tlt (Territorio Libero di Trieste), nel corpo dell’articolo, per indicare il Movimento Trieste Libera che ha denunciato il Commissario del Governo Annapaola Porzio (che nel sommario dell’articolo viene indicata volutamente e significativamente in maniera riduttiva con una delle sue funzioni, quella di prefetto di Trieste, per sottolineare, forse, una normalità di (inesistente) sovranità italiana). L’articolo è incentrato sulle affermazioni in merito alla vicenda del viceministro dell’Economia e delle Finanze, Enrico Zanetti, e punta tutto l’effetto sulla definizione dell’evento che da Zanetti sarebbe stata data, di “carnevalata mediatica”. Secondo l’articolista il viceministro stenterebbe “a credere alle notizie che arrivano da Trieste, a 229 cittadini (anche se il Tlt [come si diceva appunto, ndr] sostiene ora che siano migliaia) che dicono di appartenere a un territorio libero e che, con questa motivazione, rifiutano di pagare le tasse” e avrebbe definito la vicenda “surreale”. L’aspetto più interessante dell’articolo è che nei virgolettati di Zanetti, riportati dal Ballico, non vi è alcuna negazione dello status di Trieste territorio libero e nessuna esplicita affermazione di sovranità italiana. Il viceministro, come si riporta, in merito alle motivazioni del rifiuto del pagamento delle tasse si limita a un “se qualcuno crede di potersi inventare un improbabile titolo giuridico per non pagare i tributi” e più avanti aggiunge “chi pensa, in buona fede, che ci sia un qualunque fondamento di legge finirà in un vicolo cieco” definendo la scelta dell’obiezione fiscale intrapresa da alcune centinaia di cittadini triestini una via “che così strampalata non credevo potesse esistere”.
Va detto che l’articolo riporta anche dichiarazioni del Movimento Trieste Libera, seppure perseverando ad indicarlo con l’acronimo Tlt, in particolare sulla denuncia presentata in Procura contro il Commissario del Governo. Interessante da annotare anche un virgolettato, riferito al “prefetto di Trieste”, in cui il Commissario del Governo avrebbe detto tra le altre cose: “Non ce l’ho con il Tlt come movimento politico”.
Immancabile infine a conclusione dell’articolo una citazione del Partito democratico, nel caso le dichiarazioni dei due parlamentari triestini che ormai, pare, sembrano aver preso coscienza dell’esistenza del Territorio Libero di Trieste. Il capogruppo alla Camera Ettore Rosato, secondo “Il Piccolo”, si sarebbe definito “preoccupato perché qualcuno non si rende conto dei rischi e dei costi di questa irragionevole procedura” avviata, attenzione, “in una città profondamente italiana per storia”. Il senatore Francesco Russo, da parte sua, come riporta il quotidiano triestino, si limita a sottolineare quello che definisce un “paradosso”, cioè il fatto che “chi dice di lottare per dare un futuro migliore a Trieste”, di fatto “non pagando le tasse, produce l’effetto opposto”. Aggiungendo freudianamente: “Se la loro quota parte viene a mancare delle due l’una: o si alzano le tasse per tutti gli altri o si tagliano i servizi”. Un autogol, in tutta evidenza. E aggiusta poco la chiusa: “Quei servizi di cui, comunque, pure i simpatizzanti del Tlt continuano a usufruire”.
L’altro articolo di cui si diceva, quello di Gianpaolo Sarti, prova nell’incipit a sbeffeggiare l’iniziativa: “Non è ancora chiaro se, almeno nell’intimo, abbiano sofferto o no per i rigoracci di Pellè e Zaza. Tifano la Nazionale quelli che vivono a Trieste ma sulla carta non si dichiarano italiani? Un bel dilemma. Quel che è certo è che non pagano le tasse”. L’articolo prosegue raccontando dell’obiezione fiscale, in atto da mesi, di cui solo ora “se ne sono accorti gli alti funzionari della Prefettura e dell’Agenzia delle Entrate portando a galla un fatto che ha del clamoroso”. L’articolista spiega anche che il Commissario del Governo, di recente nomina, con un comunicato stampa “ha scelto di uscire allo scoperto proprio adesso, a elezioni concluse, per non incidere sugli equilibri politici”. Il giornale ricorda che “in effetti erano ben tre i candidati all’ultima corsa alle amministrative che, in un modo o nell’altro, si richiamavano al variegato mondo degli indipendentisti”, tralasciando ovviamente la campagna di astensionismo del “No election day” condotta dal Movimento Trieste Libera, che certamente ha inciso sull’affluenza alle urne. Spiega poi che il motivo del comunicato, che ha provocato la reazione di Trieste Libera con una denuncia nei riguardi del Commissario del Governo, sta nel fatto che sulle scrivanie del rappresentante del Governo e della direttrice dell’Agenzia delle Entrate “continuano a piombare lettere con dichiarazioni di «obiezione fiscale motivata», copie di bollettini e multe non pagate accompagnati da scritti in cui si sostiene la mancanza di sovranità dello Stato italiano in quanto «finzione politico-giuridica» e in cui si rende nota l’intenzione di sospendere tutte le imposizioni fiscali”. L’articolo di Sarti contiene infine, l’affermazione del Commissario del Governo di cui si è detto in altro articolo su Youreporter.it (cfr. “In atto uno scandalo internazionale a Trieste?”) che ha spinto, una delle motivazioni, il Movimento Trieste Libera alla denuncia penale alla Procura nei confronti del Commissario del Governo.