Borghetto Lodigiano (Lombardia) 31 luglio 2015

Emergenza migranti. ACL: la soluzione un’accoglienza diffusa

Una posizione condivisibile quella del presidente dell’Associazione dei Comuni Lodigiani (ACL), Giuseppe Sozzi, riportata oggi dalla stampa locale, espressa in una lettera ai sindaci del territorio intesa ad informare sull’incontro avuto con il prefetto Patrizia Palmisani assieme al vicepresidente della provincia Giuseppe Russo sulla questione “richiedenti asilo”: no a imposizioni della prefettura, no a concentrazioni elevate in pochi centri; no, infine e soprattutto, a speculazioni di privati immobiliaristi sulla pelle dei profughi. Il pensiero dell’ACL è lineare, propositivo e delinea una possibile soluzione a impatto minimo su comuni e comunità lodigiane: “Il bando emanato dalla prefettura per l’accoglienza presso i privati può essere un’occasione per una micro-accoglienza diffusa. Se ci sono privati che mettono a disposizione soluzioni per tre, quattro o cinque migranti, in un’ottica di collaborazione istituzionale e ricordando che comunque il Lodigiano come territorio è vicino al limite oggettivo di accoglienza che può esprimere, questa è un’ipotesi percorribile”. Altrimenti, la posizione del presidente dell’ACL è ferma: “Siamo contrari ai privati che pensano di fare speculazione sui profughi, che magari hanno dieci o venti alloggi invenduti e che pensano di trovare un’occasione per fare un po’ di soldi, mettendoli a disposizione dei migranti”. E, dunque, auspicando “che non ci siano da parte della prefettura forzature di alcun tipo, ma che si continui a cercare la collaborazione di tutti gli enti del territorio”, l’ACL mantiene la disponibilità istituzionale verso un nuovo impegno all’accoglienza, ma sempre e comunque dalla parte dei comuni.
Secondo quanto riporta il quotidiano Il Cittadino, le possibilità che finora sono state presentate all’attenzione del prefetto sono sostanzialmente due, e che non andrebbero nella direzione auspicata dall’ACL: la disponibilità di un immobiliarista privato ad accogliere un numero di 20, 30 profughi in un condominio da poco ultimato ed invenduto in via Monte Grappa a Brembio, e la possibilità a Crespiatica relativa ad alcuni microalloggi di un’impresa edile in fallimento. L’utilizzazione degli alloggi ex Tav di Borgo San Giovanni, possibilità presa anch’essa in considerazione, secondo il sindaco di quel comune sarebbe da scartare in quanto le abitazioni non presenterebbero le condizioni di vivibilità necessarie.
L’assemblea indetta per domani, sabato 1 agosto, a Brembio indicherebbe purtroppo che in prefettura si intenda proseguire sulla strada più semplice, le modalità contemplate dal bando prese alla lettera, rendendo possibili consistenti concentrazioni là dove vi sia un’offerta, senza preoccuparsi dell’impatto che ciò possa avere sulla popolazione, la sua qualità di vita e l’economia del luogo.