Trieste (Friuli-Venezia Giulia) 06 novembre 2015

Da Trieste Libera esposto sulle pretese fiscali verso EZIT

Il Movimento Trieste Libera ha comunicato oggi, venerdì 6 novembre, di aver notificato alla Procura di Trieste, alla Procura della Corte dei Conti e a tutti gli enti coinvolti, cioè EZIT, Regione FVG, Commissariato del Governo, Prefettura, Agenzia delle Entrate, Equitalia, Comune di Trieste, un “Esposto riguardante esazioni fiscali illegittime nei confronti dell’Ente per la Zona Industriale di Trieste (EZIT) ed ipotesi di reato connesse”.
L’EZIT è minacciato di liquidazione – segnala l’esposto, – per riscossione coattiva affidata ad Equitalia, in nome e per conto dello Stato italiano, di una prima tranche di 9,3 milioni di euro di imposizioni fiscali per asserita evasione dell’IVA. L’importo complessivo supererebbe i 100 milioni di euro, una somma pari o superiore al patrimonio dell’Ente. Il presupposto giuridico alla base della riscossione sarebbe che l’attuale Free Territory of Trieste, che include il Comune di Trieste, i cinque Comuni limitrofi ed il Porto Franco Internazionale, sia soggetto alla sovranità dello Stato italiano; un presupposto errato – si dice nell’esposto, – perché l’attuale Free Territory of Trieste è costituito dal 15 settembre 1947 quale stato sovrano, membro di diritto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite in regime di amministrazione provvisoria, affidata attualmente alla responsabilità del Governo italiano. Secondo le stesse leggi italiane vigenti, che l’esposto cita con precisione, l’imposizione fiscale e la procedura di riscossione tramite Equitalia sono illegittime o per carenza originaria di giurisdizione, se azionate in nome e per conto dello Stato italiano; oppure per violazione di legge, se azionate a titolo di amministrazione civile provvisoria del Free Territory of Trieste, poiché eseguono leggi fiscali italiane, in particolare quella sull’IVA, non estese al Free Territory, dalle quali la stessa legislazione italiana ha riconosciuto esente l’Ezit.
L’esposto segnala che i pubblici amministratori che hanno la gestione ed il controllo dell’Ente, invece di opporsi alla pretesa fiscale, hanno dichiarato pubblicamente l’intenzione di sottrarre i beni dell’Ente alla procedura coattiva, cedendole o affidandole ad altri Enti. Trieste Libera afferma che l’EZIT non deve nulla al fisco dello Stato italiano perché è un ente di Stato del Free Territory of Trieste sotto amministrazione provvisoria del Governo italiano, ed i responsabili hanno perciò il dovere di opporsi alla riscossione. Se invece considerano il Free Territory sottoposto a sovranità italiana, non possono opporsi al pagamento ed i loro tentativi di sottrarre i beni dell’Ente alla riscossione costituirebbero reato tributario punibile con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con l’interdizione dai pubblici uffici.