La Spezia (Liguria) 26 gennaio 2016

Cronaca on the road “Un Rifugiato Politico Italiano”

( foto prese da internet e alcune mie)Tra le esperienze on the road più incredibili che ho fatto un po’ di tempo fa, o forse in un’altra vita, questa di certo è la più singolare. Chiesto a Ferrara una mano ad losco individuo con capelli bianchi, barba bianca e croce sul petto, e un panzone della madonna che mi disse, forse un posto per tè lo trovo, mi ritrovai in centro rifugiati politici. Incredibile visto l’esperienza fatta a Roma, persone diverse di etnie e nazionalità diverse, tutto insieme in un casino incredibile. Pensate che ci lavora una sola persona dalle ore 8.30 alle 13.00 solo per i documenti, che non dura più di un mese. Appena arrivato, una l’ho vista felice di aver finito il mese e scappare contenta, un’altra appena arrivato, dopo una settimana, aggredita da un Afgano, che mi diceva che aveva bisogno dei soldi e che doveva resistere, il tutto per circa 1300 euro al mese, e gli bastava lavorare solo un mese. Ragazze disperate in cerca di lavoro, disposte a tutto pur di arrivare alla fine del mese. Un direttore dell’associazione tutto fare, che puliva e tagliava l’erba e non solo, che subito mi fece notare il degrado. In viaggio un giorno verso Ferrara alle 6,30 per rifornimenti alimentari, con radio Maria a tutto volume al terzo o al quarto padre nostro e un’ave Maria in un clima celestiale e in reale, con una nebbia incredibile, mi chiese: sei un credente? Non risposi subito, ma la mia risposta, non ve la dico, la nebbia si diradò in un attimo, un raggio di luce rimbalzò sul cofano della punto Car, e con occhi stupiti, e furiosi, alzo il volume, ma Ferrara era ormai vicina. Forse mi sono giocato un posto in prima fila in paradiso. Di certo condizionò il mio periodo all’agriturismo, e il mio turno giornaliero di pulizie, e la residenza che mi aveva promesso, e che mai avrei visto. Mi mandò un giorno da un losco avvocato di strada, che illustratogli la mia situazione, per telefonare al losco individuo barba bianca e croce sul petto, per domandare se mi poteva farmi la residenza, voleva per le telefonate 100 euro subito e 100 alla fine. In queste situazioni mi viene da ridere, e quando mi chiese il perché gli dissi, ma vai in mona, e altro che non posso scrivere!
Ad ogni modo, ovunque ragnatele e sudiciume,i bidoni della differenziata strapieni, nessuno però gli insegnava la differenza tra umido, plastica, vetro e via dicendo. Mi chiese di aiutarlo a pulire anche perché queste persone non fanno niente a parte quelli che lavorano in cucina per lo più Pakistani. Poi rimangono da soli tutto il giorno, menu “prezzo fisso”pasta pollo a mezzogiorno, riso pollo la sera qualche volta arrivava la frutta e la verdura in scadenza, il primo che arrivava si prendeva il meglio. Se moltiplicate per circa due anni che devono aspettare, il permesso di soggiorno e i documenti! Poi ottenuto il tutto, devono lasciare il rifugio entro quindici giorni con una buona uscita, ma non sono sicuro quanto fosse, e poi percepivano 55 euro ogni tre settimane, tutto in mezzo alla campagna a circa 4/5 kilometri dal primo mezzo, autobus per Ferrara. Se guardate, le nostre strade sono piene di africani che chiedono la carità, col cappello in mano, è questo l’aiuto che diamo? alcuni di questi vengono da questi centri. La prima cosa arrivato che notai ma che già conoscevo, le divisioni africane da una parte divisi in due o tre gruppi, due gruppi di nigeriani separati, pakistani dall’altra un somalo solitario e un po’ tartassato, ma molto simpatico, un iraniano, un afgano,altre nazionalità, un italiano IO. (ad esempio: costa ivoriani e nigeriani sono separati da una parte cristiani e l’altra mussulmana, ma la verità sono le ricchezze vedi petrolio che non dividono, le religioni non centrano.) Noi europei abbiamo sfruttato vergognosamente questi paesi nei secoli lasciando solo macerie e guerre. Ancora sta succedendo in alcuni stati, vedi Eni petrolio Italia Nigeria, Finmeccanica per le armi Italia e altro,(mi occuperò di quest’argomento nel prossimo articolo già in cantiere) * Sono stati abituati così a non fare niente o una volta la settimana quando arrivava il direttore questo ragazzino (radio Maria) con due figli di nemmeno trenta anni, che urlava dicendo ragazzi, questa è casa nostra teniamola pulita. Arrivavano sempre le stesse persone poche e contro voglia. IL losco individuo con barba bianca e croce sul petto gestiva tre centri per i rifugiati e un posto tipo caritas otto di mattina fuori e la sera sempre alle otto. Da dove ero io, c’erano quattro centri così, un agriturismo, poi case sempre in campagna isolate a circa dieci kilometri da Ferrara. Un vero e proprio affare all’italiana, ricordate che questi stranieri valgono circa 35 euro al giorno, 25/40 persone per struttura, spese quasi zero. IL vero problema era il freddo e l’umidità, dei grandi camini sempre accesi, io personalmente la mattina ne accendevo sempre uno, e il riscaldamento non funzionava in tutte le stanze. Ad ogni modo quest’agriturismo diviso in due case era veramente bello, ho avuto modo di conoscere il figlio del proprietario, gli dicevo che un posto così doveva essere valorizzato meglio, ma sorrideva, l’affitto che quest’associazione religiosa pagava, era meglio che aprire l’agriturismo. Si pone in mezzo ai campi agricoli vicino al grande fiume il Po’ a pochi chilometri dalle valli di Comacchio immerso nella natura e agli uccelli migratori che si avvicinavano molto. Per la prima volta ho visto dei cigni selvatici, mangiare con i polli, e una coppia di gazze bianche e nere che non avevo mai visto, che cacciavano via una coppia di gabbiani di fiume. E’ una delle “garzaie” più importanti d’Italia, che ospita circa trecento nidi di cinque specie nidificanti: airone cenerino, garzetta, sgarza ciuffetto e airone guardabuoi. Sono inoltre presenti il martin pescatore, il cavaliere d’Italia, il rigogolo, il cuculo, poiane, gheppi e altri ancora. Non possedere la macchina fotografica mi pesava da matti ma questa è un’altra storia. Sono riuscito a stare quindici giorni o venti, poi ho cominciato a stare un po’ male pensavo fosse un raffreddore che in tre giorni passò, ma non sapevo ancora del virus che stavo covando, che mi son preso con tutta l’umidità e il freddo che c’era, la nebbia che così non la conoscevo, ma questa è un’altra storia da raccontare