Palermo (Sicilia) 08 ottobre 2015

Condorelli (Ugl): nel caos no opportunità di lavoro

Pubblichiamo uno stralcio della lettera inviata al Segretario Confederale Giovanni Condorelli, con delega alle politiche del mezzogiorno.

Filippo Virzì
Ufficio Stampa Ugl Sicilia
Direttore Ugl Sicilia Notizie

“Egregio Segretario,
le scrivo la presente in un momento di totale sconforto per via della mia condizione di disoccupazione che si protrae da anni e consapevole che se noi lavoratori o, meglio, noi disoccupati non reagiamo, ci toccherà la triste sorte di dover subire atteggiamenti di arroganza da parte di possibili datori di lavoro.
Purtroppo capita di rispondere a degli annunci e di avere colloqui surreali, in cui non capisci se sei vittima di uno scherzo, per le domande che ti rivolgono. Potrei anche segnalare l’accaduto e dire che il signor Tal dei tali ha consapevolmente adottato pratiche distorsive negli atteggiamenti durante il colloquio, forse perché quell’annuncio è solo un obbligo per loro, oppure che non fanno la formazione prima di entrare in azienda e che cercano una maestranza nell’ambito della segretaria con mansioni non pertinenti al ruolo e omesse nell’annunci.
Per questo mi rivolgo a Lei, perché ritengo che sia inutile denunciare il singolo, piuttosto è necessario cambiare il sistema.
La ringrazio per aver accolto lo sfogo di una disoccupata siciliana.
Cordialità”.

Le distorsioni nel mercato del lavoro si presentano con tante situazioni diverse tra loro che è impossibile controllarle e gestirle – chiarisce Giovanni Condorelli, Segretario Confederale dell’Ugl Sicilia, con delega alle politiche del mezzogiorno – in cui il labile equilibrio tra diritto e etica dei datori di lavoro, sconfina in atteggiamenti che non rispecchiano le regole per una maggiore fluidità e trasparenza nel mondo del lavoro. Le relazioni industriali sono approssimative e il risultato è quello di subire passivamente ingiustizie sopra descritte e concordo con la signora che ha perfettamente ragione, quando puntualizza che è necessario smantellare l’attuale assetto, piuttosto che fermare il singolo.
Il problema non sta nel diritto che abbonda di leggi e leggine, ma nel fatto che ci troviamo in un colossale caos, in cui ognuno è libero di poter fare ciò che crede – conclude il Segretario – infatti, abbiamo più volte chiesto di scrivere un patto sociale tra imprese e lavoratori, soprattutto per coloro che non sono sindacalizzati, per evitare che la diffusione di certe pratiche distorsive o discriminatorie, mantenga questo stato di disoccupazione. Occorre rispetto così come il nostro sindacato ha mostrato nei confronti degli imprenditori in questi anni di crisi la solidarietà per aver chiuso le aziende, il cordoglio per aver messo fine alla loro vita perché impotenti e sconfitti davanti alla prepotenza dei governi che si sono succeduti ed a Equitalia, ma i comportamenti scorretti assunti in complicità con il caos , non li ammettiamo e non possiamo tacere, perché temiamo delle ritorsioni e tensioni sociali inevitabili, se non diamo dignità al lavoro.