Napoli (Campania) 21 settembre 2017

Casavatore

Casavatore – Nella città sporca e abbandonata dove anche i commissari stentano a dare risposte concrete, l’edilizia continua a prosperare florida nonostante rappresenti il paese più cementificato d’Europa. Segnalazioni anche in via Taverna Rossa, dove sul marciapiede comunale sarebbero sorti come funghi strutture senza autorizzazioni che di fatto occupano il suolo pubblico. Ma a chi spetta il controllo e le relative sanzioni inerenti gli abbattimenti ? Dopo una prima fase di accertamenti e controlli, tutto stranamente sembra essersi assopito. E questo non sarebbe sfuggito agli occhi attenti delle procura visto che a Casavatore pare proprio che nulla spaventi avventori, realizzatori di colate di cemento e abusivi. Nonostante la città è in grande difficoltà economica, sporca, poco curata, nella quale il confronto non esiste e di cui il disastro (per lo più’ delle gestioni passate), è il simbolo negativo che la contraddistingue. Il Comune è oggettivamente dopo anni di governo politico mandato a casa dall’Antimafia, e una gestione commissariale in atto, in notevole difficoltà. La città in quest’ultimo periodo è balzata sulle cronache nazionali soprattutto per le note vicende di voto di scambio mafioso e uno scioglimento per camorra. Giusto per far comprendere fin da subito che in tema di malaffare, tutto il mondo è paese !Passeggiando per le strade e per i viali casvatoresi però, non puoi fare a meno di riflettere sulle differenze che inevitabilmente ti saltano subito agli occhi, rispetto a come venivano tenute abitualmente le vie della città. Diventa quasi insopportabile pensare come in un paese, pure caotico e trafficato, gli abitanti riescono comunque a vivere in modo ordinato. Si riescono a mantenere pulite le strade, i grandi vialoni, senza vedere a lato dei marciapiedi quei cumuli di rifiuti, cartacce o erbacce ovunque.E’ evidente che la città e’ sporca e abbandonata, dove pure l’ordinaria manutenzione e’ scarsa. Basta un qualsiasi evento atmosferico fuori norma per mettere tutti in crisi. Se non ci si adopera per quelle cose essenziali come la raccolta dei rifiuti, la cura e la pulizia delle strade, la gestione delle scuole e degli impianti sportivi, della cultura, la cura dell’arredo urbano, trasporti e servizi efficienti, non si potrà mai dire che i commissari l’hanno trasformata in “città normale”. Senza contare l’economia in totale stagnazione, la disoccupazione giovanile mai stata così alta come in questo periodo. E basterebbe questo dato per capire come sta. Il paese necessiterebbe di un tagliando, come si fa per le automobili. Cominciando, dalle periferie. Va poi riaperto un dialogo con le categorie economiche. Infine bisogna garantire sicurezza e viabilità, perché la gente si deve sentire libera di camminare per la città e trovare strade decongestionate e senza parcheggio selvaggio.