Bari (Puglia) 07 aprile 2017

BK160-GABRIÉL, aereo hi-tech italiano da primato mondiale

Il Blackshape BK160 – GABRIÉL è un piccolo aereo italiano realizzato interamente in carbonio con prestazioni da primato per la sua categoria. Tutta la sua innovazione si deve a una ex-startup di Monopoli.

di Dario D’Elia

Un aereo leggero non è un ultraleggero per antonomasia. Potremmo chiamare in causa la prima delle sei lezioni americane di Italo Calvino dedicata alle “ragioni della leggerezza” per raccontarvi l’ultimo prodigio della ormai ex startup pugliese Blackshape. Si chiama BK160 – GABRIÉL e, per rimanere a Calvino, è un oggetto volante che deve buona parte del suo successo alla “sottrazione del peso”.

In questi giorni BK160 – GABRIÉL ha lasciato a bocca aperta molti dei partecipanti alla più importante fiera europea nel campo dell’aeronautica civile e sportiva, a Friedrichshafen, nel Baden-Württemberg tedesco.
Mai si era visto fra gli stand un aeroplano di piccole dimensionitotalmente realizzato in fibra di carbonio, come avviene per i grandi velivoli militari e civili. “Abbiamo realizzato l’aeroplano più veloce e performante del mondo nella sua categoria”, ha spiegato a Tom’s Hardware il co-fondatore dell’azienda Angelo Petrosillo.
“Normalmente vengono realizzati in alluminio, in vetroresina o in legno. In tutti e tre i casi le qualità aeroelastiche e meccaniche non sono comparabili. A parità di peso il carbonio è 10 volte più resistente dell’acciaio. Insomma, stiamo parlando di una qualità che è riscontrabile solo sui grandi mezzi di Boeing, Airbus, etc.”.

Blackshape è nata nel 2011 dall’intuizione di Luciano Belviso e Angelo Petrosillo. La sede-stabilimento di Monopoli (Bari), grazie anche al coinvolgimento finanziario dell’imprenditore Vito Pertosa, nel tempo ha prodotto e venduto ben 55 aerei che oggi volano in 16 nazioni.

“Oggi riceveremo ufficialmente il certificato di omologazione del nuovo aereo”, ha dichiarato con orgoglio Pertosa, proprietario dellaMermec e impegnato anche nel progetto Hyperloop. “Non più nella categoria degli ultraleggeri, ma in quella di general aviation. In circa sei anni non è male…”.

Gli ultraleggeri – come il precedente Blackshape PRIME – rientrano nella categoria dei non-certificati con peso al decollo tra 472 e 620 kg; dispongono solo di un’omologazione e possono essere pilotati da coloro che hanno una licenza VDS (volo sportivo o da diporto). Il GABRIÉL invece può essere pilotato solo da professionisti, può atterrare in aeroporti di aviazione generale ed è certificato dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea. In pratica la certificazione riguarda l’aeroplano, l’azienda e la produzione e solo una decina di realtà industriali al mondo possono vantare tale riconoscimento

Il GABRIÉL è un aeroplano italiano “con approccio tedesco”. “Normalmente nel mondo dell’aviazione i progetti vengono annunciati e poi passano anni per la loro realizzazione”, ha sottolineato Petrosillo. “Noi abbiamo realizzato l’aeroplano, l’abbiamo fatto volare, certificare e poi l’abbiamo presentato”.
Il velivolo è biposto perché uno dei suoi mercati di elezione è quello delle scuole di volo, senza dimenticare ovviamente l’intrattenimento degli appassionati. “La massimizzazione dell’efficacia addestrativa è stata una nostra priorità fin dall’inizio del progetto. Non solo prestazioni. Insomma, una macchina che consentisse di far imparare agli allievi nel minor tempo e al costo più basso possibile, anche sotto il profilo della manutenzione”, ha spiegato Petrosillo.

Il segreto di questo primato si deve all’impiego proprio del carbonio, che ha ridotto drasticamente il numero di parti. Per fare un esempio, nella sola ala dell’attuale addestratore dell’Aeronautica Militare Italiana – l’Aermacchi SF-260 – ci sono più parti che in tutto il GABRIÉL. Allo stesso tempo la riduzione del peso e il design hanno permesso l’impiego di un motore più piccolo con un terzo della potenza raggiungendo però medesime, se non superiori, prestazioni e un drastico abbattimento dei consumi di carburante. Si parla di una velocità massima di 164 nodi e un’autonomia di 3,2 ore.
“Abbiamo progettato anche l’interfaccia uomo-macchina (IUM) pensando alle capacità dei nativi digitali. Si parla di full glass cockpit, ovvero è tutto digitale. Sulla versione d’addestramento ci sarà un pannello touch di grandi dimensioni per accedere a ogni funzione e informazione”, ha puntualizzato il co-fondatore dell’azienda. “Tutto sarà backuppato in digitale, come avviene in altri settori professionali”.
Ma quanto costa il GABRIÉL? Circa 281mila euro, che possono arrivare a 305mila se si vuole personalizzarlo negli interni. “Ne abbiamo già venduti 15 in Sudafrica, Svizzera, Inghilterra e Olanda. Non solo amanti del volo ma anche scuole di addestramento e società che simulano i combattimenti in volo”, ha concluso Petrosillo.
“Vorrei concludere ricordando il nostro impegno nel realizzare un impianto ad alta automazione robotica, che migliora qualità, precisione e ritmi produttivi. Per realizzare un GABRIÉL ci vogliono 12 settimane, quindi circa 1,2 al mese”.

(Fonte Blackshape)

Fonte: www.tomshw.it