Arcinazzo Romano (Lazio) 16 luglio 2016

ARCINAZZO ROMANO: Premio Cultura dove sono i giustificativi?

ARCINAZZO ROMANO: Luca Marocchi capo dell’opposizione, chiede conto delle spese del Premio Cultura. Quattordici anni di giustificativi.

Il diritto di accesso agli atti amministrativi fino a qualche tempo fa era considerato tale, solo se nella richiesta di visione dei documenti fosse stato accertato un interesse legittimo. La legge sulla trasparenza amministrativa la 241 del 1990 apriva al cittadino la conoscenza di atti e procedure che la Pubblica Amministrazione svolgeva sia verso il cittadino stesso, sia nell’espletamento dell’ordinaria amministrazione di tutti gli Enti Pubblici.
Accadeva anche che le Amministrazioni spesso non rispondevano a tali richieste e quel silenzio veniva interpretato come “silenzio rigetto”. Adesso però il legislatore ha radicalmente cambiato questo principio introducendo quello che gli inglesi chiamano FOIA (Freedom Of Information Act), vale a dire l’Azione di Libera Informazione intesa a conoscere gli atti, pur non avendo un interesse specifico.
Il cittadino quindi nel richiedere gli atti alla P.A. non è obbligato a specificare l’interesse, ma ha il diritto a vedere esaudita la richiesta di conoscenza dei documenti dell’Amministrazione a cui rivolge la richiesta. Nel caso ci fosse un silenzio da parte della Pubblica Amministrazione, che prima veniva considerato silenzio rigetto, adesso quest’azione diventa silenzio assenso, questa la novità della nuova normativa ben chiarita dal relatore della nuova legge.

Non può quindi essere rifiutata la risposta di chi chiede gli atti alla Pubblica Amministrazione. In questo modo diventa concreto il principio di trasparenza e di accesso agli atti. Lo stesso principio si rafforza se a chiedere gli atti è un consigliere Comunale e ancora di più se costui è all’opposizione. Il compito di Controllo dei Consiglieri (soprattutto di opposizione o minoranza), sia Comunali che Regionali e via di seguito, troverà sicure risposte alle richieste inoltrate, per rendere effettiva la trasparenza e dare senso compiuto a quanto previsto dalle nuove norme.

Luca Marocchi, capogruppo dell’opposizione SI Amo Arcinazzo integra la strategia di controllo in Consiglio Comunale finora effettuata con le interrogazioni Consiliari, con la richiesta di accesso agli atti per l’acquisizione di documenti che, dovrebbero accendere i riflettori sulle spese passate nelle mani degli amministratori del Comune di Arcinazzo.
Lo stesso Marocchi, inizia questa modalità di controllo prevista dalle regole vigenti, per un argomento abbastanza controverso e fin’ ora poco chiaro, il Premio Internazionale di Cultura.

Giunte Regionali di colori e maggioranze diverse, dalla Giunta Badaloni a quella Storace, Marrazzo, Montino, Polverini ed infine Zingaretti, stanziarono in passato centinaia di migliaia di euro. Questa prassi ha destato più di un sospetto nei cittadini di Arcinazzo, i quali hanno dichiarato che gli uffici preposti a presentare gli atti per elargire questi finanziamenti erano ben conosciuti dall’attuale sindaco Troja, che, non dimentichiamolo è stato Assessore Regionale in tempi passati.

E’ opportuno e doveroso ripercorrere la storia di questa iniziativa, che ha visto stanziare e spendere per il Comune di Arcinazzo intorno ai 700 mila euro, praticamente 1 miliardo e 400 milioni di vecchie lire. Come si sia spesa questa spropositata cifra rispetto agli eventi e iniziative effettuate, ancora non è chiaro per la stragrande maggioranza del popolo di Arcinazzo, se non per poche migliaia di euro consultabili nel sito del Comune.

Nello stesso sito però mancano all’appello circa 500 mila euro di rendicontazione e sembra, forniamo la notizia col beneficio del dubbio, che qualche operatore economico lamentandosi, attende ancora oggi il pagamento di alcune fatture per spese relative a quelle iniziative. Se questi amministratori “amano veramente il Paese – sostengono alcuni cittadini di Arcinazzo – dovrebbero far conoscere come hanno speso queste enormi cifre, altrimenti non sembra che abbiano afferrato bene il concetto di trasparenza che ogni Amministrazione è chiamata ad attuare”.

Luca Marocchi chiede conto dei finanziamenti ricevuti dalla Regione Lazio, della Provincia di Roma (ora Città Metropolitana); la compartecipazione dello stesso Comune di Arcinazzo Romano, e infine, soprattutto la rendicontazione di tutte le spese relative ai 14 anni, dal 1999 al 2013. Nel sito del Comune inoltre, saltano agli occhi delle dichiarazioni contraddittorie di ex Amministratori in merito ad alcune spese; si vedrà adesso che cosa spunterà fuori.
Un magistrato agli inizi degli anni ’60 affermò che la Pubblica Amministrazione (Governo, Regione, Provincie e Comuni) dovrebbe/deve essere una casa di vetro, significando che chiunque avrebbe potuto vedere ciò che accade all’interno di essa, diversamente, come è stato affermato anche nel blog SiamoArcinazzo.Altervista.org, il tutto diventerebbe “cosa nostra”, cioè conoscenza esclusiva di chi governa tenendo all’oscuro anche l’opposizione.

Tutti questi interrogativi e discorsi ad Arcinazzo non si considerano come argomenti accademici, ma richieste di chiarezza e trasparenza concreta. I cittadini attendono queste risposte, perché come ha affermato una recente Sentenza della Cassazione la Sovranità Popolare diventerà tale quando il popolo conoscerà tutto quello che accade in Comune, quindi: “Il POPOLO PUO’ RITENERSI SOVRANO, COME VUOLE la COSTITUZIONE, SOLO SE VIENE PIENAMENTE INFORMATO DI TUTTI I FATTI DI INTERESSE PUBBLICO”.

G. De Santis

Fonti: siamoarcinazzo.altervista.org
comunearcinazzoromano.it
Sentenze Corte di Cassazione.