USA, Paese estero 13 giugno 2015

Addio a Cristopher Lee, il grande “Dracula” di Holliwood

Le origini emiliane di ,Christopher Lee

Bologna, 11 giugno 2015 – “Vede, signor Bond, come ogni grande artista, voglio creare un capolavoro indiscutibile, almeno una volta nella vita. La morte di 007, faccia a faccia, sarà il mio capolavoro”. Così parlava un gelido Francisco Scaramanga, ‘L’uomo dalla pistola d’oro’ dell’omonimo film di 007. Correva l’anno 1974, e a interpretare la nemesi di turno dell’agente di Sua Maestà (che allora aveva il volto di Roger Moore), era Christopher Lee. Il grande attore inglese se n’è andato domenica scorsa all’età di 93 anni, a Londra. Lascia un’eredità di quasi 300 film interpretati, una galleria di personaggi – soprattutto ‘cattivi’ – difficilmente eguagliabile: daSaruman, il malvagio stregone della Mano Bianca, nella trilogia del Signore degli Anelli, al Grand Moff Tarkin, ufficiale di rango agli ordini di Darth Fener in Guerre Stellari (nel prequel, invece, era il Conte Dooku). Ma a restargli appiccicato è stato il ruoloDracula, nei film Hammer degli anni ’50: magnetico e luciferino, in ‘Dracula il vampiro’ (1958, regia di Terence Fisher) Lee fissa i canoni del genere. Anche troppo, visto che l’attore non è più riuscito a liberarsi dal personaggio: piuttosto frustrante, se si pensa che la sua parte di dialogo nella pellicola è lunga non più di 13 righe di battute. “Sono uno degli attori viventi che ha interpretato più film – raccontava alcuni anni fa al Fantafestival di Roma -. Sono stato Faust, Iago, Rasputin, Fu Manchu e ho recitato per Orson Wells, John Huston, Spielberg, John Landis, Joe Dante e Billy Wilder. E sono ancora perseguitato dal ruolo di vampiro, anche se ho cercato di non restarne intrappolato”.

LE ORIGINI ITALIANE – Parlava italiano piuttosto bene, Lee. Non era un caso. Nel 2004, infatti, gli fu conferita la cittadinanza onoraria di Casina, in provincia di Reggio. La madre, la Contessa Estelle Marie Carandini di Sarzano, apparteneva ad una famiglia tra le più antiche d’Europa di cui si trova traccia fin dal primo secolo dopo Cristo. Appassionato di araldica, l’attore – nome completo Christopher Frank Carandini Lee – si era fatto ammaliare dalla storia: alle origini ci sarebbe la figura leggendaria di un capitano tedesco sceso in Italia nella prima metà del XII secolo, al seguito nientemeno che dell’imperatore Federico Barbarossa, che si stabilì in Lombardia. Ripercorrendo l’albero genealogico, si ritrova il conte Francesco Carandini, marchese di Sarzano Patrizio di Modena e nobile di Bologna, poi diseredato dal padre per aver sposato una donna borghese. E via di seguito fino ad arrivare, appunto, alla madre di Lee, Estelle Marie. Un intreccio degno di un film della Hammer.

GLI ANEDDOTI – Chi lo ha conosciuto lo descrive come autoironico e affabulatore, un grande dispensatore di aneddoti. Gli incidenti sul set, ad esempio. Durante la scena in cui, in Dracula il vampiro, il conte seppellisce Mina, l’attore cadde nella fossa scavata nel terreno, proprio sopra la stunt-woman. Durante uno scontro ne ‘I tre moschettieri’, rischiò la decapitazione da parte di Oliver Reed, che interpretava Athos: “Durante una battaglia me lo vidi accanto mentre brandiva la spada come un’ascia. Lo schivai per un pelo e gli feci perdere l’equilibrio. Poi gli chiesi: ‘Ma chi ti ha insegnato a usare la spada?’. ‘Tu’, rispose Reed. E io: ‘Non dimenticartelo’. Da allora non ci furono più problemi”. Cantante – “Mi sia concessa l’immodestia, ma sono un grande basso e ho inciso diversi dischi” -, capace di one man show, come quando incantò 35 milioni di telespettatori nel Saturday Live Show insieme a John Belushi, Lee stimava Bette Davis e Judy Dench, mentre era più severo con molti attori contemporanei: “Noi sapevamo cantare, ballare, i giovani vogliono essere famosi subito”. Un vecchio saggio, che ora non c’è più. Se n’è andato via, così, come il più classico Dracula, in una nuvola di fumo.

di ANDREA BONZI

Fonte: http://www.quotidiano.net/