Monza e Brianza (Lombardia) 19 dicembre 2015

Abbraccio d’acciaio di MIu Jacqueline

Abbracci d’acciaio
Clessidra rovesciata il cuore smarriti i battiti prima di un sogno
Il celeste ha perduto il divino nello scontro con i piaceri dell’uomo
Sarai sulla strada del non ritorno appena mi chiuderai nel tuo abbraccio
Dieci tonnellate di parole non macchiano d’amore le lenzuola
Tu mi faresti venire i brividi se solo mi sfiorassi la mente

Sono un essere spinto avanti da una forza più nera che bianca
Del bianco accetto ogni inverno come un dovuto i fiocchi di neve
Ti chiuderei nell’acciaio di un abbraccio senza mai darti l’aria
Per farti capire che morire per qualcosa di meno di un amore non vale la pena
Tu corri col fuoco dentro un non dove del mio cervello
C’è un mostro che non guarda alle stelle ed è la pazienza
Ti dissi una volta che quello che cerchi è nella tua fede
Ma certe volte anche i mostri scoprono di avere un cuore che batte nel proprio petto
Sono equipaggiato col furore di qualsiasi tempesta
E prima di pensare a noi scelgo l’orlo di un burrone da cui gettarmi
Poiché il precipitare mi da più piacere che male
La morte è un mistero solo per gli idioti privi di un sogno
E non smetto mai di cadere quando chiudo le ali
Così che nel tuo sguardo curioso smettere di volare non sia condanna
Ma un valore aggiunto a chi raccoglie con l’amo delle parole gli astri
non tornare indietro ma rimani nella mia stagione di follie

Posso udire dalla distanza di un’altra galassia i tuoi battiti
Tu potresti raccogliere dalla dolente tenebra la calma
E sulla tomba di un silenzio troppo freddo perché sia un letto d’amore
Spargere fiori
Così che camminando il mio desiderio si senta rinascere al ogni pensarti

La fitta trama di una trappola è un segreto tra invertebrati
Ho una minuscola spina tra la leva degli ossi su cui cammino
E il dolore che mi divora riconosce in te l’artefice della esca
Così ben insinuata tra le carni da non avere bisogno di esplodere per fare male
Tu mi copri la bocca con la mano per non farmi gridare
Ascolti quello che non potrei dirti se respirassi
E se grido non è il tuo nome a fare tremare di lussuria le pareti
Ma è un indecifrabile qualcosa che di tuo contagia fino a uccidere le mie corde vocali

Dell’inverno non avrei la pelle ma un sopportabile freddo
Per il tuo desiderio di tenere dista stante l’affetto dalla ragione
Io non amo ciò che potrei facilmente dire a parole
Pertanto quello che resta un nero confuso baratro è felicemente la mia casa

Da “Se fosse amore sarebbe Silenzio”