{"id":89986,"date":"2015-09-08T21:00:50","date_gmt":"2015-09-08T21:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_ex_sanatorio_banti_la_visita\/"},"modified":"2015-09-08T21:00:50","modified_gmt":"2015-09-08T21:00:50","slug":"video_ex_sanatorio_banti_la_visita","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_ex_sanatorio_banti_la_visita\/","title":{"rendered":"Ex Sanatorio Banti , La visita"},"content":{"rendered":"<p>Storia<br \/>\nNel 1934 l&#8217;amministrazione provinciale decide di edificare un istituto post-sanatoriale in localit\u00e0 Pratolino, luogo che per la salubrit\u00e0 dell&#8217;aria, la ricchezza di boschi e la lontananza dalla citt\u00e0 sembra la sede ideale per la cura della tubercolosi; il terreno individuato viene ceduto gratuitamente dalla famiglia Demidoff, proprietaria dei vicini parco e villa di Pratolino. La progettazione e la costruzione dell&#8217;edificio sono a cura dell&#8217;ufficio tecnico dell&#8217;Infps, all&#8217;interno del quale operano i due progettisti, gli ingegneri Giocoli e Romoli: tale progettazione si configura come un vero e proprio work in progress, conducendo tra il 1935 ed il 1938 a quattro diversi progetti esecutivi. I lavori, eseguiti nella prima fase dalla ditta Callisto Pontello, vengono ufficialmente avviati il 24 giugno 1934, alla presenza dell&#8217;onorevole Bottai. Sin dall&#8217;inizio il cantiere presenta serie difficolt\u00e0, legate prevalentemente alla scarsa consistenza del terreno; ci\u00f2 determina un costante superamento dei tempi e rende assai tesi i rapporti tra l&#8217;impresa e la direzione dei lavori. Nonostante una revisione del contratto con l&#8217;impresa (18 febbraio 1936) e un&#8217;ulteriore proroga dei tempi, nell&#8217;aprile del 1937 viene scisso il contratto con la Pontello, sostituita dalla ditta Arganini di Roma. I lavori sono nuovamente avviati nel maggio successivo e finalmente conclusi nell&#8217;autunno del 1939. Il Sanatorio di Pratolino, intitolato al medico Bindo dei Vecchi, viene inaugurato senza clamori il 28 ottobre del 1939. Successivamente alla fine della guerra e congiuntamente alla notevole riduzione della patologia tubercolare, l&#8217;edificio \u00e8 trasformato in attrezzatura ospedaliera, funzione che continua a svolgere sino al 1989.<br \/>\nTerminata la funzione sanatoriale e ospedaliera, dopo aver ospitato una comunit\u00e0 di curdi ed albanesi, l&#8217;ospedale \u00e8 oggi del tutto inutilizzato e in alcune parti denota gravi fenomeni di degrado e di abbandono. Nel settembre del 1997 l&#8217;amministrazione dell&#8217;INAIL ha richiesto alla propriet\u00e0 l&#8217;acquisto dell&#8217;edificio per trasformarlo in un albergo da inserire tra le attrezzature per i pellegrini del Giubileo. Decaduta tale ipotesi si sta studiando l&#8217;ipotesi di trasformarlo in sede della scuola regionale di formazione sanitaria manageriale, progetto a cura dell&#8217;architetto Marco Cardini del gennaio 2001.<\/p>\n<p>Ubicazione<br \/>\nIl complesso \u00e8 situato all&#8217;estremit\u00e0 sud occidentale del territorio di Vaglia, sul confine con le propaggini settentrionali del comune di Sesto Fiorentino, e \u00e8 caratterizzato per la notevole panoramicit\u00e0 dell&#8217;area su cui insiste: situato alle pendici del sistema collinare e boscato di Monte Morello e di Monte Senario, il lotto del Banti \u00e8 interamente esposto a mezzogiorno e circondato da dorsali alberate che lo proteggono dai venti di tramontana; notevole anche la panoramicit\u00e0 verso fondovalle, giacch\u00e9 i 500 metri di altitudine e gli 8 chilometri di distanza da Firenze garantiscono una splendida veduta sia sulla piana e la citt\u00e0 sia sulle colline circostanti. L&#8217;area del Banti \u00e8 costituita da un ampio quadrilatero delimitato ad ovest dalla via dell&#8217;Uccellatoio, percorso dal profilo sinuoso che collega la via Bolognese con il Monte Morello e l&#8217;abitato di Sesto, a sud e ad est dal parco alberato di Vaglia e a nord dalla propriet\u00e0 attigua; sull&#8217;altro fronte della strada (in territorio comunale di Sesto) sono situate le strutture ospedaliere dell&#8217;ex sanatorio Luzzi, in parte ancora oggi funzionanti. Per quanto concerne l&#8217;organizzazione del lotto, caratterizzato da un terreno a discreta pendenza, questo \u00e8 attraversato longitudinalmente da una strada di servizio che, a partire dall&#8217;ingresso con portierato conduce all&#8217;edificio ospedaliero, perimetrandolo, e infine verso monte al padiglione dell&#8217;anagrafe canina, semplice edificio a pianta rettangolare e copertura a padiglione precedente all&#8217;edificazione del Banti; le architetture sono concentrate sul versante occidentale del lotto, separato dalla strada da un muro di recinzione, mentre quello orientale \u00e8 attrezzato a parco, con terrazzamenti alberati a caducifoglie e sempreverdi nella porzione meridionale e con vialetti a formare un parterre, a prato ed alberato, nel quale sono posizionati alcuni piccoli padiglioni.<\/p>\n<p>L&#8217;esterno<br \/>\nIl complesso del sanatorio, della palazzina del portiere e del portale d&#8217;ingresso sono caratterizzati da un maturo lessico razionalista, esplicitamente informato a quella combinazione di calibrata stereometria, pacato classicismo e sobria mediterraneit\u00e0 che connota molti degli interventi architettonici dell&#8217;era fascista, con una chiara attenzione al dibattito internazionale sul carattere e la tipologia dell&#8217;architettura ospedaliera. Tale carattere funzionale e razionale \u00e8 ulteriormente enfatizzato dal deciso contrasto tra il paesaggio collinare e boscato dell&#8217;intorno e la purezza geometrica delle forme come dell&#8217;impianto, che fanno di questo edificio uno degli esempi pi\u00f9 interessanti nel panorama dell&#8217;architettura toscana fra le due guerre.<\/p>\n<p>Ingresso e palazzina del portiere<br \/>\nIl portale di accesso \u00e8 caratterizzato da un portico ad esedra nel quale i tre fornici architravati scanditi da pilastri si ammorsano al volume aggettante della palazzina del portiere. Tale edificio, con impianto articolato e volumetria compatta sviluppata su due piani fuori terra, \u00e8 caratterizzato dalla soluzione razionalista dell&#8217;impaginato delle facciate, concepite come puri reticoli geometrici in cui si ritagliano le aperture; il fronte principale \u00e8 caratterizzato al piano terra da porte finestre protette da tettoia (ingresso all&#8217;atrio segnalato da una finestra a nastro verticale) e dall&#8217;aggetto del piano soprastante ed al piano superiore da semplici finestre rettangolari; gli altri fronti, anch&#8217;essi caratterizzati dal gioco degli aggetti e degli scarti dei volumi, presentano semplici finestre rettangolari. Dal piccolo portico in facciata si accede a un atrio con scala a tre rampe e alla portineria, con affaccio finestrato sul portico a esedra dell&#8217;ingresso centrale; al piano terra sono situati l&#8217;autorimessa, la sala d&#8217;attesa e gli archivi; al primo gli uffici e l&#8217;abitazione del portiere.<\/p>\n<p>Sanatorio<br \/>\nPresenta un impianto articolato, risultante dalla somma di due corpi longitudinali slittati e raccordati al centro da un&#8217;ala trasversale; a tale articolazione planimetrica corrisponde l&#8217;estrema compattezza dei volumi che si qualificano come corpi a sviluppo orizzontale coagulati attorno al tema centrale dell&#8217;ingresso convesso e della torre dei collegamenti verticali, punto di riferimento visivo fondamentale per il paesaggio circostante. La rigorosa volumetria dell&#8217;impianto \u00e8 movimentata dal gioco delle altezze: due piani fuori terra per il corpo dell&#8217;ingresso, 5 e 6 piani per le ali dei reparti, 7 piani per la torre dei collegamenti. bench\u00e9 informati al medesimo lessico razionalista, i fronti sono tratti diversamente in relazione alla funzione ed alla rappresentanza: pi\u00f9 semplificato quello orientale, caratterizzato da una maggiore ricercatezza formale quello verso valle. La facciata occidentale presenta al centro i due corpi dell&#8217;ingresso e della torre, ambedue caratterizzati dal rivestimento in lastre di travertino dell&#8217;intera cortina muraria: il primo \u00e8 dato da un volume curvilineo e convesso dal disegno rigorosamente simmetrico nel cui asse \u00e8 situato uno pseudo portico, con antistante scala, la cui copertura diviene balcone per la loggetta del piano superiore; alle tre aperture (un portale ed una finestra per lato) del sistema portico-loggia si aggiungono le tre finestre su ciascuno dei due lati. Tale volume costituisce un evidente raccordo compositivo tra le due ali e genera all&#8217;interno una corte (triangolare con un lato curvilineo) sulla quale affacciano i locali dei piani terra e primo. La torre, vero e proprio asse compositivo del sistema, presenta due nastri verticali in vetrocemento che la tagliano per tutta l&#8217;altezza sui lati ovest e sud e, in corrispondenza dell&#8217;ultimo livello, una serie di aperture a feritoia su tutti i fronti (3 e 4 per lato), evidente richiamo all&#8217;architettura fortificata medievale. Le due ali, corrispondenti alle camerate, si articolano su cinque piani fuori terra e sono scandite orizzontalmente al piano terra dalla fascia basamentale in travertino, nella quale sono ritagliate le aperture modulari delle finestre, ai piani primo, secondo e terzo dal segno continuo delle balconate sulle quali si aprono le porte finestre e infine dalla parete completamente vetrata delle verande elioterapiche, aperte su questo fronte e completamente murate sull&#8217;altro. I due lati minori, nord e sud, sono caratterizzati dal medesimo tema della fascia basamentale in travertino e propongono in parte la continuazione delle balconate ed in parte una teoria di finestre e luci corrispondenti all&#8217;interno al nucleo dei servizi. Il fronte sul retro \u00e8 caratterizzato da una partitura intonacata con basamento in travertino nella quale aggettano o si ritagliano i volumi stereometrici dei vani scala, concepiti come nastri verticali di vetro cemento; tale cortina \u00e8 scandita su tutti i piani da una serrata teoria di semplici finestre.<\/p>\n<p>Gli interni<br \/>\nPer quanto concerne la distribuzione interna, al piano seminterrato (corrispondente ad una sezione del volume convesso dell&#8217;ingresso) sono situati i magazzini; al piano terra, il portico immette in un atrio sul quale affacciano simmetricamente gli uffici della segreteria e dell&#8217;accettazione; da qui si accede al corridoio curvilineo con, in asse con il portale, saletta di aspetto ad esedra chiusa dalle scale a tenaglia di accesso all&#8217;interrato. Le ali nord e sud presentano tutte un ampio corridoio centrale e longitudinale che distribuisce ai servizi, alle sale ed alle camerate. Al piano terra l&#8217;ala nord, raccordata all&#8217;atrio tramite il vano quadrato delle scale, contiene i vani dei servizi e della lavanderia; quella a sud le cucine, il refettorio, i magazzini e gli spogliatoi per il personale. Al piano primo il volume convesso dell&#8217;ingresso \u00e8 adibito a magazzini ed affaccia sulla corte interna tramite un balcone a forma curvilinea; l&#8217;ala nord, adibita a reparto ortopedico, presenta verso valle un soggiorno ed una teoria di 5 camerate a sei letti e verso monte il blocco dei servizi di reparto; l&#8217;ala sud si divide in una prima porzione dove sono situati le stanze per le visite specialistiche e la cappella (ampio vano rettangolare con tre finestre sulla corte interna, abside rettangolare ed altare in marmo) e una seconda adibita a reparto, con 4 camere a 6 letti verso valle e camere per gli isolati verso monte; nel braccio trasversale di collegamento sono situate la radiologia ed i laboratori. I piani secondo e terzo presentano il medesimo impianto (ali con corridoio longitudinale, camerate a valle e servizi di reparto a monte) con la variante che nel braccio trasversale al piano secondo sono situati delle camerette, il magazzino e la farmacia, al terzo il cinema teatro (ora archivio lastre) dotato di cabina di proiezione, palcoscenico e cabine. Il piano quarto \u00e8 caratterizzato dalle grandi verande elioterapiche che si estendono per l&#8217;intero sviluppo di ciascuna delle due ali dei reparti; queste sono costituite da un vano a pianta rettangolare con pilastri e travi ricalate emergenti dal lato finestrato e parete continua e murata sull&#8217;altro. A valle sono situati gli alloggi delle suore e dei medici e, sul braccio trasversale, l&#8217;appartamento della madre superiora. Dalla scala principale si accede al quinto piano dove, in corrispondenza della torre dei collegamenti, \u00e8 situato un piccolo alloggio per il cappellano; da qui si ha accesso al lastrico solare praticabile, corrispondente al nucleo centrale dell&#8217;edificio ed all&#8217;ala trasversale (le verande elioterapiche sono invece coperte a tetto).<\/p>\n<p>Centrale termica<br \/>\nA pianta triangolare, presenta una volumetria compatta sviluppata su un unico piano fuori terra. Sul fronte verso l&#8217;ospedale, al quale \u00e8 collegata da una tettoia ed assieme al quale forma un percorso di accesso per le ambulanze, presenta un portale e tre finestre rettangolari; su quello settentrionale un ampio vano di accesso, su quello meridionale cinque finestre di minori dimensioni e sul lato orientale quattro luci ad intervallare i pilastri. La cortina muraria \u00e8 intonacata e, sui fronti occidentale e meridionale, rivestita da una fascia basamentale in travertino.<br \/>\nFonte Wikipedia<\/p>\n","protected":false},"author":5499,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[1],"tags":[],"geo":[6916,6955,58],"class_list":{"0":"post-89986","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-cronaca","6":"geo-firenze","7":"geo-sesto-fiorentino","8":"geo-toscana"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/89986"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/5499"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=89986"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/89986\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=89986"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=89986"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=89986"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=89986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}