{"id":88410,"date":"2015-01-24T16:07:48","date_gmt":"2015-01-24T16:07:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_pop_icons_-_intervista_a_martina_cavallarin\/"},"modified":"2015-01-24T16:07:48","modified_gmt":"2015-01-24T16:07:48","slug":"video_pop_icons_-_intervista_a_martina_cavallarin","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_pop_icons_-_intervista_a_martina_cavallarin\/","title":{"rendered":"\u201cPOP ICONS\u201d- intervista a Martina Cavallarin"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPOP ICONS\u201d alla Rome International School<br \/>\ndi Carmen Minutoli<br \/>\n********************************<br \/>\n\u201cAlla Rome International School\u201d una mostra per rivivere l\u2019arte pop in tutte le sue sfumature partendo dall\u2019intramontabile Andy Warhol fino ai pop artists  contemporanei di casa nostra. Nell&#8217;intervista, la curatrice della mostra Martina Cavallarin espone il suo pensiero sulla pop art, le icone pop, e altro&#8230;<br \/>\n*************************************************************************************************************************************************************************************************<\/p>\n<p>La leggendaria zuppa, la bottiglia argentata, la scultura fluttuante e scintillante \u201cnuvola\u201d, la mitica scatola, esempio di serie scultoria, il detersivo pi\u00f9 popolare del secolo, il prodotto totem tra i miti iconografici del Novecento, l\u2019inseparabile Polaroid. Questi gli oggetti, creati da Andy Warhol, incontrastati protagonisti dell\u2019immaginario collettivo d\u2019intere generazioni, idoli di una societ\u00e0 dei consumi nella quale il prodotto conta pi\u00f9 della persona, nuove divinit\u00e0 alle quali l\u2019individuo s\u2019inchina e si assoggetta. Questo e molto altro \u00e8 ci\u00f2 che si potr\u00e0 vedere andando a visitare l\u2019interessante ed innovativa mostra sull\u2019arte contemporanea organizzata presso la Rome International School dal 20 gennaio al 6 febbraio 2015, per proseguire poi, presso la Galleria Restelliartco (promotrice) dal 9 febbraio a seguire. Una mostra\/evento nata grazie alla fortunata intuizione del gallerista Filippo Restelli, della sua socia Raffaella Rossi e della curatrice Martina Cavallarin e alla disponibilit\u00e0 della R.I.School che ha messo a disposizione questa nuova ed importante struttura aprendo le porte all\u2019arte, per la prima volta in modo non usuale, ovvero ospitando l\u2019arte in \u201ccasa propria\u201d dentro le mura scolastiche, dove le varie opere hanno trovato una loro collocazione quasi alla stregua di un importante museo. Il progetto sulle icone pop di ogni tempo, da qui il titolo della mostra, \u201cPop Icons\u201d, portato avanti con cura meticolosa, evidenzia l\u2019attualit\u00e0 della Pop Art che a sessant\u2019anni dalla sua nascita \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai con il suo stile sagace, l\u2019impegno politico edulcorato da un\u2019iconografia accattivante, l\u2019analisi dell\u2019iconosfera urbana, il dominio del consumo, la stratificazione linguistica, la cronaca a ritmo incalzante raccontata attraverso fenomeni ultra contemporanei come fumetti, magazine, televisione, cinema, involucri, etichette, feticci religiosi, pubblicit\u00e0, prodotti di massa, musica. Naturale quindi che Pop Icons possa cos\u00ec rappresentare la possibilit\u00e0 di sviluppare un\u2019analisi sociologica e antropologica della collettivit\u00e0 contemporanea. \u00c9 una mostra che ci parla di ci\u00f2 che siamo stati e che siamo ora, dei nostri dubbi, della trasformazione massificata e standardizzata, dell\u2019esperienza sociale esperita da ciascuno, della dimensione pubblica e privata, della personalit\u00e0 individuale e dell\u2019omologazione globale. \u00c8 il tentativo sempre attivo e rigenerante dell\u2019arte di dimenticare a memoria il passato, attraversare il presente e riprogrammare un futuro che \u00e8 gi\u00e0 qui. Una mostra che si nutre dello spirito pop di altri tempi proiettandolo imperiosamente nell\u2019oggi, facendo rivivere quella Pop Art nata negli anni Cinquanta in Gran Bretagna approdata poi negli Stati Uniti. L\u2019eccesso dell\u2019Arte Pop sboccia e si affina attraverso processi standardizzati per poi esplodere in simboli e icone che si propagano in spazi conquistati combattendo battaglie di forme e impressioni, guerriglie metropolitane inscenate nel teatro sociale saturo dei segni che ci circondano. La Pop Art invade le metropolitane come le gallerie d\u2019arte, i musei come le piazze, le industrie del gadget come le pagine patinate delle riviste. Il linguaggio \u00e8 definito riconducendosi sistematicamente alla celebrazione di se stesso. L\u2019indagine \u00e8 rivolta ai simboli contemporanei, alla strategia del potere occultata sotto le sembianze della cultura popolare mediata dalla visualizzazione di un preciso stile e metodo artistico. La progettazione scenografica del lavoro \u00e8 una mappatura che va dalla promozione dei prodotti all\u2019immaginario televisivo, dagli stratagemmi dell\u2019universo consumistico fino a toccare le sfere economiche e religiose, il cinema underground. Il caos \u00e8 riordinato seguendo gli stilemi del nostro tempo e rilevandone l\u2019atteggiamento voyeuristico che ne denuncia l\u2019edonismo, lo stile di vita eccessivo, il vuoto e gli emblemi. Gli interpreti dell\u2019immaginario pop sono le dive del cinema, come l\u2019indimenticata Marylin e della televisione, le copertine dei magazine, i miti dell&#8217;alta moda, i politici, gli intellettuali, le figure storiche pi\u00f9 rilevanti spaziando da Beethoven a Mao sino a Leo Castelli e il jet set, le star del rock (Rolling Stones), gli eroi e i super eroi. Durante le interviste agli organizzatori, dalle loro parole si \u00e8 percepito il grande compiacimento personale per essere riusciti a portare avanti questo progetto nella consapevolezza che \u00e8 un servizio reso alla societ\u00e0 contemporanea, un\u2019occasione unica per coniugare la fruizione di un\u2019importante collezione con la visita di una grande sede scolastica che ha aperto le porte agli appassionati d\u2019arte, alle famiglie, agli studenti e a quanti interessati ad un percorso  artistico culturale innovativo e di qualit\u00e0. Filippo Restelli afferma: \u00abEro giovane e mi sembrava di essere inadeguato. Tutto ci\u00f2 che mi circondava, gli oggetti, le persone, i volti, le strade, i pranzi in trattoria, scorrevano ai miei occhi e quindi alla mia mente creandomi uno stato d\u2019animo ansioso di inappagamento; cos\u2019era quella bottiglia di Coca Cola che mi infastidiva al solo guardarla? Mi sembrava tutto vacuo e inutile, una depressione? Forse. Un giorno d\u2019improvviso mi riapparve l\u2019immagine di quella bottiglia, ma mi pareva diversa. No era diversa, mi stava creando un subbuglio, una strana emozione, un interesse insolito. La passione per l\u2019arte me la trascinavo fin dai banchi di scuola e ora la scoperta: l\u2019immagine di quella bottiglia era veramente diversa. Mi trovavo di fronte non ad un\u2019opera d\u2019arte come fosse un Morandi, ma l\u2019emozione era nuova, mi assorbiva, mi esaltava! Perch\u00e9? Mi ero trovato per la prima volta davanti ad un simbolo, colto da uno strano stato d\u2019animo: c\u2019era una firma su quella bottiglia \u2018Andy Warhol\u2019.  L\u2019uomo, l\u2019artista che afferrando e manipolando la cultura di massa avrebbe dato il via ad una rivoluzione: la Pop Art. Questa era la scoperta, e da allora, coniugando la mia passione con l\u2019esperienza alimentata senza posa, sotto una magnifica spinta sono approdato, siamo finalmente approdati, grazie anche alla preziosa collaborazione della Rome International School, a dar vita ad un evento che non si limita semplicemente ad essere una mostra, \u00e8 una mostra di pop art, ma proprio per la scelta della location, diviene l\u2019inizio di un nuovo cammino socio-culturale. Parlo di educazione all\u2019arte, e l\u2019educazione in ogni campo si matura fin dall\u2019et\u00e0 dell\u2019infanzia. In questo campo, ma nella vita stessa immergersi nel nuovo mondo che trasfigura le cose e le immagini che abbiamo coltivato tutti a lungo \u2013 la storia dell\u2019arte \u2013 sviluppa l\u2019immaginazione, la capacit\u00e0 di osservazione, l\u2019abilit\u00e0 mnemonica e su tutto la buona attitudine di critica. Questo troviamo nella mostra POP ICONS .\u201cUn\u2019opera d\u2019arte \u00e8 soprattutto un\u2019avventura della mente\u201d (Eugene Ionesco)Perci\u00f2 vorrei partire verso questa meravigliosa avventura con i ragazzi della Rome International School che saranno gli uomini del futuro; del resto citando Mandela \u201cEducare \u00e8 l\u2019arma pi\u00f9 potente che si possa avere per cambiare il mondo\u201d, il mondo cambia, e cambiano le prospettive, si creano nuovi miti e nuove pulsioni dell\u2019anima\u00bb.  In una sua nota, Ivano Boragine, managing director della RISchool<br \/>\ndichiara : \u00abLa illuminante guida alla lettura del percorso espositivo di Martina Cavallarin arricchisce di informazioni e contestualizzazioni il repertorio di immagini che questo catalogo ha il privilegio di raccogliere. Dai nostri studenti RIS ci aspettiamo \u2013nelle forme creative che vorranno immaginare- una valutazione su questo primo esperimento di \u201crelazione inversa\u201d con le opere d\u2019arte. Un grazie di cuore va a tutti gli studenti che hanno collaborato durante lo svolgimento della mostra, allo staff che si \u00e8 prodigato per renderla possibile, agli sponsor che hanno contribuito, alla Galleria Restelliartco, senza la cui generosit\u00e0 e intuizione tutto questo non sarebbe accaduto\u00bb  Nelle brevi video interviste reperibili on line, si potranno ascoltare le dichiarazioni dei galleristi Restelli e Rossi, della curatrice Cavallarin e del presidente di Rome International School. Moltissimi gli ospiti presenti al vernissage del 19 gennaio: oltre agli organizzatori, vi erano registi, fotografi, attori e attrici (Enrica Bonaccorti, Solvi Stubing, Moraldo Rossi, Massimo Cappellani, Katia Di Rienzo, Eleonora Vallone, on. Angelo Sanza e consorte Aurora Sanza, on. Antoniozzi e consorte Floriana Gentile) e molti amici, oltre la stampa, tutti molto entusiasti per la splendida presentazione. **********************************************************************************************************************************************************************<br \/>\nCarmen Minutoli *********************************************************************************************************************************************************************************<br \/>\nItalian Journalist**********************************************************************************************************************************************************************************<\/p>\n","protected":false},"author":5470,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[1],"tags":[],"geo":[2254],"class_list":{"0":"post-88410","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-cronaca","6":"geo-roma"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/88410"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/5470"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=88410"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/88410\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=88410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=88410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=88410"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=88410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}