{"id":77066,"date":"2017-07-22T18:26:52","date_gmt":"2017-07-22T18:26:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_la_camera_contro_odio_intolleranza_xenofobia_e_razzismo\/"},"modified":"2017-07-22T18:26:52","modified_gmt":"2017-07-22T18:26:52","slug":"video_la_camera_contro_odio_intolleranza_xenofobia_e_razzismo","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_la_camera_contro_odio_intolleranza_xenofobia_e_razzismo\/","title":{"rendered":"Ecco cos&#8217;\u00e8 il bullismo. La testimonianza di una ragazza derisa perch\u00e9 in sovrappeso"},"content":{"rendered":"<p>ROMA: CAMERA DEI DEPUTATI. Relazione finale &#8220;Jo Cox&#8221; sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo.<br \/>\nNel video la testimonianza di Flavia Rizza vittima del bullismo e cyberbullismo.<\/p>\n<p>LA CAMERA DEI DEPUTATI CONTRO ODIO, INTOLLERANZA, XENOFOBIA E RAZZISMO.<br \/>\nRelazione finale della Commissione \u201cJo Cox\u201d.<\/p>\n<p>La presidente della Camera On. Laura Boldrini il 20 luglio 2017 nella \u201cSala della Regina\u201d della Camera dei Deputati  ha illustrato,  alla presenza di numerosi giornalisti, il contributo della Commissione \u201cJo Cox\u201d, (che prende il nome dalla parlamentare laburista uccisa il 16 giugno 2016, la quale si apprestava a partecipare ad un incontro con gli elettori) evidenziando i risultati del lavoro svolto dalla Commissione.<\/p>\n<p>Da questi risultati, frutto di 30 ore di seduta, 31 audizioni discussi ed elaborati in 13 riunioni, emerge una \u201cPiramide dell\u2019odio\u201d. Si denunciano gli stereotipi e le false rappresentazioni, insulti e linguaggi ostili che mirano a normalizzare e distorcere la realt\u00e0 quotidiana vissuta da molti immigrati, donne, diversamente abili e tutte le altre persone  che diventano bersaglio di discriminazione.<br \/>\nNon importa se l\u2019ambiente discriminante sia il luogo di lavoro, la scuola, l\u2019abitazione, oppure i contesti delle relazioni sociali che attraversano i soggetti interessati. Nel linguaggio dell\u2019odio prende piede immediatamente l\u2019incitamento alla denigrazione, alla violenza, oppure si indirizza verso gruppi di persone identificate con caratteristiche come il sesso, l\u2019orientamento sessuale, l\u2019etnia, il colore della pelle o la religione. L\u2019intento finale di chi trascina o si fa trascinare da questi  stereotipi, pu\u00f2 sfociare o sfocia facilmente nel possibile crimine di odio. La cronaca quotidiana monopolizza l\u2019attenzione su questi fatti ormai da diversi anni.<\/p>\n<p>Nella relazione della commissione &#8220;Jo Cox&#8221; emergono e si denunciano le false rappresentazioni dimostrate attraverso la lettura e l\u2019elaborazione di dati reali (fonte Istat) confrontati con gli stereotipi e le false rappresentazioni. Si nota quindi che nella discriminazione di genere, il 20% degli italiani pensa che gli uomini siano dirigenti di imprese e leader politici migliori delle donne e che il 39% non ritiene necessario aumentare il numero di donne che ricoprono cariche pubbliche.<br \/>\nInoltre circa la met\u00e0 (49,7%) degli italiani stessi, ritiene che l\u2019uomo debba provvedere alle necessit\u00e0 economiche della famiglia e gli uomini siano meno adatti ad occuparsi delle faccende domestiche. Non solo, il 34,4% afferma che una madre occupata non possa stabilire un buon rapporto con i figli al pari di una madre che non lavora.  Questi dati dimostrano che l\u2019 Italia sembra ferma alle opinioni e considerazioni degli italiani degli anni 60-70 e che pochi passi in avanti  siano stati fatti verso l\u2019uguaglianza di genere.<br \/>\nNei confronti della popolazione LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) le false rappresentazioni e considerazioni sono che: il 43,1% ritiene che i gay siano uomini effeminati e il 38% che le donne siano donne mascoline, inoltre che il 25% degli italiani considera l\u2019omosessualit\u00e0 una malattia e ancora il 20% ritiene poco o per niente accettabile avere un collega, un superiore o un amico omosessuale. Infine il 24,8% \u00e8 perplesso che persone con orientamento omosessuale rivestano una carica politica.  La percentuale sale al 28,1% nel caso di un collega medico e al 41,4 % nel caso di un collega insegnante di scuola elementare.<\/p>\n<p>Le false rappresentazioni raggiungono il culmine della deformazione della realt\u00e0 nei confronti degli immigrati, dei rom\/sinti o per credo religioso.<br \/>\nEsempio eclatante, secondo l\u2019Ignorance Index di IPSOS MORI, l\u2019Italia risulta il Paese  con il pi\u00f9 alto tasso di ignoranza sull\u2019immigrazione. La maggioranza degli italiani, circa il 60% pensa che gli immigrati residenti in Italia siano il 30% della popolazione, anzich\u00e9 l\u20198%. Che i musulmani siano il 20%, quando invece sono solo il 4%. La stessa percentuale pensa che un quartiere si degrada quando ci sono molti immigrati e il 52,6% ritiene che l\u2019aumento degli immigrati favorisca il diffondersi del terrorismo e della criminalit\u00e0.<\/p>\n<p>Altre discriminazioni di genere dimostrano che il 15,8% ha subito discriminazioni nella scuola a fronte del 6,3% di uomini.<br \/>\nL\u2019aspetto scolastico \u00e8 di fondamentale e primaria importanza, poich\u00e8 gi\u00e0 in passato ha compiuto un tentativo di risposta a questi fenomeni, ed era stato affrontato iniziando dalle scuole elementari. Con l\u2019entrata in vigore del Dpr 104\/85 vennero istituiti i programmi del 1985 (in sostituzione di quelli del 1955).<br \/>\nNei programmi dell\u201985 venne inserito un importante articolo che enunciava: l\u2019educazione alla convivenza democratica. <\/p>\n<p>Gli aspetti pi\u00f9 significativi di quell&#8217;articolo affermavano che: \u201cil fanciullo sar\u00e0 portato a rendersi conto che \u201ctutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali\u201d. (art. 3 della Costituzione).<br \/>\nLa responsabilit\u00e0 percepibile quindi richiamava come prima istituzione responsabile la scuola elementare.  Nella legge veniva enunciato: \u201cLa scuola \u00e8 impegnata ad operare perch\u00e9 questo fondamentale principio della convivenza democratica non venga inteso come passiva indifferenza (che oggi potrebbe configurarsi come creatrice di false rappresentazioni) e sollecita gli alunni a divenire consapevoli delle proprie idee e responsabili delle proprie azioni, alla luce di criteri di condotta chiari e coerenti che attuino valori riconosciuti\u201d.<\/p>\n<p>Le finalit\u00e0 educative che la scuola avrebbe dovuto o ha parzialmente creato, miravano a fornire al fanciullo e in seguito al ragazzo: \u201c\u2026le pi\u00f9 ampie occasioni di iniziativa, decisione responsabilit\u00e0 personale ed autonomia e sperimentare progressivamente forme di lavoro di gruppo e di vicendevole aiuto e sostegno, anche per prendere chiara coscienza della differenza fra \u201csolidariet\u00e0 attiva\u201d con il gruppo e \u201ccedimento passivo\u201d alle pressioni di gruppo. Tra la capacit\u00e0 di conservare indipendenza di giudizio e il conformismo, tra il chiedere giustizia ed il farsi giustizia da s\u00e9\u201d. <\/p>\n<p>Anche in questi brevi segnali sembra che si sia voluto imprimere il germe dell\u2019antirazzismo e dell\u2019anti xenofobia. Il concetto di solidariet\u00e0 attiva rende consapevoli i ragazzi che i rapporti interpersonali, in qualunque modo e in qualsiasi ambiente siano vissuti, evidenziano il concetto di parit\u00e0 come \u201cvaccino indispensabile\u201d per proseguire con vera autonomia e consapevolezza. Sarebbe interessante capire e verificare come le scuole in questi 32 anni abbiano applicato il contenuto di questo articolo di legge dello Stato e che frutti abbia dato l\u2019applicazione di queste importanti affermazioni. <\/p>\n<p>I principi fondamentali dell\u2019educazione alla convivenza democratica, guardavano oltre la semplice trasmissione di concetti, infatti si affermava:<br \/>\n\u201cSiano progressivamente guidati ad ampliare l\u2019orizzonte culturale e sociale oltre la realt\u00e0 ambientale, per riflettere, anche attingendo agli strumenti della comunicazione sociale sulla realt\u00e0 culturale e sociale pi\u00f9 vasta, in uno spirito di comprensione e di cooperazione internazionale, con particolare riferimento alla realt\u00e0 europea e al suo processo di integrazione\u201d.<\/p>\n<p>Presumibilmente le risposte che gi\u00e0 allora emergevano verso i primi problemi di discriminazione, avevano trovato nella scuola una stella polare che accendeva luce sulla problematica fornendo le risposte adeguate.<\/p>\n<p>Attualmente le invettive razziste e xenofobe sono veicolate sul web tramite Facebook, Twitter, Youtube e via di seguito, significativa la testimonianza di una ragazza oggetto di cyberbullismo, Flavia Rizza (nel video) la quale ha ricordato che un ragazzo vittima di offese via web si \u00e8 ucciso.<br \/>\nFlavia \u00e8 diventata da un anno testimonial della Polizia di Stato contro il cyber bullismo. Adesso come ha ricordato Giovanni Anversa \u201ci suoi odiatori quando la incontrano abbassano lo sguardo\u201d, sottolineando che il coraggio ha prevalso sulla paura.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario che le istituzioni come la famiglia, la scuola e contemporaneamente i media si facciano carico di elaborare analisi precise per riportare nella giusta luce questi fenomeni inquietanti che stanno segnando gli inizi del Terzo Millennio, ripulendo le false informazioni e gli stereotipi.  (1. Continua)<\/p>\n<p>Giorgio De Santis<\/p>\n<p>Fonti<br \/>\nRelazione finale della Commissione Parlamentare \u201cJo Cox\u201d del 20 luglio 2017<\/p>\n<p>http:\/\/webtv.camera.it\/evento\/11648<\/p>\n","protected":false},"author":5339,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[1],"tags":[],"geo":[2254],"class_list":{"0":"post-77066","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-cronaca","6":"geo-roma"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/77066"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/5339"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=77066"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/77066\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=77066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=77066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=77066"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=77066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}