{"id":71169,"date":"2017-01-29T12:17:05","date_gmt":"2017-01-29T12:17:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_inaugurazione_anno_giudiziario_2017_a_napoli\/"},"modified":"2017-01-29T12:17:05","modified_gmt":"2017-01-29T12:17:05","slug":"video_inaugurazione_anno_giudiziario_2017_a_napoli","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_inaugurazione_anno_giudiziario_2017_a_napoli\/","title":{"rendered":"INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2017 A NAPOLI"},"content":{"rendered":"<p>Prescrizioni, baby gang e camorra, calo delle intercettazioni. Sono alcuni dei dati contenuti nella relazione del Presidente della Corte di Appello di Napoli De Carolis.<br \/>\nPrima di iniziare, un minuto di silenzio in memoria del fondatore dell&#8217;Istituto per gli studi filosofici, Gerardo Marotta.<\/p>\n<p>LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE<\/p>\n<p>CORTE D\u2019APPELLO DI NAPOLI<br \/>\nIl presidente<\/p>\n<p>INAUGURAZIONE DELL\u2019ANNO GIUDIZIARIO 2017<\/p>\n<p>PREMESSA  E  SALUTI<\/p>\n<p>Innanzi tutto saluto e ringrazio per la loro presenza tutti gli illustri e graditi ospiti: in particolare S.E. il Cardinale Sepe, i rappresentanti del CSM e del Ministro della Giustizia, le Autorit\u00e0 civili e militari, le Forze dell\u2019Ordine, la Stampa, gli Avvocati, i colleghi e il personale amministrativo.<br \/>\nAnche quest\u2019anno celebriamo questa cerimonia di inaugurazione dell\u2019anno giudiziario in questa splendida cornice di Castel Capuano, luogo carico di memorie e simbolo della giustizia a Napoli, che, anche grazie anche agli sforzi della Fondazione Castel Capuano, attualmente presieduta con passione dal mio predecessore Antonio Buonajuto, \u00e8 sempre al centro di iniziative che riguardano la giustizia e non solo.<br \/>\nInoltre la Scuola Superiore della Magistratura ha ulteriormente incrementato per quest\u2019anno l\u2019utilizzo di Castel Capuano come sede per lo svolgimento di corsi di formazione, dedicati in particolare all\u2019informatica giudiziaria, al processo telematico ed alla formazione linguistico\/giuridica, forte anche del grande apprezzamento riscosso da tale sede da parte dei colleghi che hanno partecipato ai corsi qui tenuti lo scorso anno. Di questo ringrazio il collega Nicola Russo, componente napoletano del Comitato Direttivo della Scuola, che ha operato questa felice scelta, nel solco gi\u00e0 tracciato dai componenti napoletani del precedente Direttivo, Ernesto Aghina e Raffaele Sabato.<\/p>\n<p>L\u2019ANDAMENTO  DELLA  GIUSTIZA  E  GLI  INDICI  DELLA CRIMINALIT\u00c0  NEL  DISTRETTO<\/p>\n<p>Come di consueto mi limiter\u00f2 in questa sede a tracciare un quadro generale dell\u2019andamento della giustizia nell\u2019intero Distretto nell\u2019anno trascorso partendo dai dati raccolti dall\u2019ufficio statistico della Corte, che potranno essere poi esaminati in dettaglio nelle tabelle allegate alla presente relazione e nelle sintesi delle relazioni redatte per ciascun ufficio del Distretto dai rispettivi Presidenti.<br \/>\nDal confronto con le altre Corti di Appello d\u2019Italia risulta che anche quest\u2019anno la Corte di Appello di Napoli con riguardo al numero di procedimenti definiti nello scorso anno giudiziario \u00e8 al primo posto per i procedimenti penali (13.376, di cui ben 102 processi di assise a fronte dei 65 di Roma) e al secondo posto dietro Roma per i procedimenti civili (17.408, di cui ben 9.664 della Sezione Lavoro, che anche quest\u2019anno ha dimostrato una rilevante produttivit\u00e0, superiore alla gi\u00e0 notevole performance dell\u2019anno scorso, riducendo la pendenza di oltre il 13%).<br \/>\nPer quanto riguarda invece la situazione complessiva del distretto va evidenziata per il settore civile una riduzione delle pendenze sia per la Corte di Appello, che \u00e8 passata nell\u2019ultimo anno da 57.568 a 53.215 processi pendenti, pari al 7,6% in meno, sia per il complesso dei Tribunali del Distretto, passati da 232.285 a 220.079 processi pendenti, pari al 5,25% in meno. Tutti i Tribunali del Distretto registrano del resto un trend positivo in questo senso, fatta eccezione per il Tribunale di Napoli Nord, che, pur avendo definito ben 16.243 procedimenti, a causa di una sopravvenienza di 22.154 nuovi processi, ha aumentato la pendenza ed anche in modo notevole, passando da 13.945 a 19.856 processi pendenti.<br \/>\nAnche nel settore penale la pendenza \u00e8 generalmente diminuita sia per la Corte di Appello, dove si \u00e8 passati da 44.220 a 42.700 processi pendenti ordinari, pari al 3,4% in meno, sia per il Tribunale per i Minorenni, sia per il complesso dei Tribunali del Distretto passati da 143.426 a 127.138 procedimenti pendenti, pari al 13% in meno, anche se si registra un significativo aumento della pendenza dei processi pendenti dinanzi alle Corti di assise, sia in Appello che in primo grado, e dei procedimenti collegiali pendenti in primo grado, che normalmente presentano un maggior grado di complessit\u00e0. Anche nel settore penale appare in controtendenza il Tribunale di Napoli Nord, che risulta aver aumentato notevolmente la pendenza a causa di un corrispondente rilevante aumento delle sopravvenienze.<br \/>\nRisulta ulteriormente aumentata la pendenza dei procedimenti anche nel Tribunale di Sorveglianza di Napoli e nell\u2019Ufficio di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, mentre risulta sostanzialmente stabile nell\u2019Ufficio di Sorveglianza di Napoli e notevolmente ridotta in quello di Avellino.<br \/>\nSono invece diminuiti in modo significativo i procedimenti iscritti presso le Procure della Repubblica del Distretto nei confronti di noti, sia per reati ordinari (-12,9%) che per reati di competenza della DDA (-12,5%) nonch\u00e8 per quelli di competenza della Procura presso il Tribunale dei Minorenni (-5,3%).<br \/>\nPer quanto riguarda invece l\u2019andamento dei reati commessi nel territorio di Napoli e Provincia, dai dati interforze forniti dalla Questura di Napoli deve purtroppo registrarsi un aumento complessivo dei delitti, passati da 134.605 dello scorso anno a 136.393.<br \/>\nIn particolare risultano aumentati in modo significativo gli omicidi volontari consumati, passati da 44 a 77, di cui 38 legati alla criminalit\u00e0 organizzata, gli omicidi tentati, passati da 83 a 103, e le rapine, passate da 6.056 a 6.342, in particolare quelle consumate nella pubblica via.<br \/>\nRisultano invece diminuite le violenze sessuali, passate da 170 a 149 e le usure, passate da 40 a 25.<br \/>\nResta alta anche la sfida della criminalit\u00e0 organizzata anche se l\u2019opera di contrasto da parte della magistratura requirente e delle Forze dell\u2019Ordine, alle quali vanno come sempre il nostro pi\u00f9 sentito ringraziamento e la nostra gratitudine, \u00e8 stata particolarmente efficace.<br \/>\nBasti dire che dalla sola Procura della Repubblica di Napoli sono stati eseguiti sequestri di beni per un valore complessivo di euro 1.064.000.000 e si \u00e8 proceduto al sequestro di Kg. 1.657,5 di sostanze stupefacenti. Sono state inoltre emesse complessivamente 146 ordinanze applicative di misure cautelari personali nei confronti di 1.418 indagati, e si \u00e8 proceduto alla cattura di 52 latitanti, molti dei quali esponenti apicali di organizzazioni camorriste.<br \/>\nTuttavia, paradossalmente anche a causa dell\u2019efficace opera di contrasto effettuata dalle Procure e dalle Forze dell\u2019Ordine del Distretto, che hanno assicurato alla giustizia molti capi storici, disarticolando interi gruppi associati, si \u00e8 assistito all\u2019emersione, anche in posizioni apicali, di nuove leve di ragazzi spesso ancora minorenni, che, mossi dall\u2019irruenza giovanile e dall\u2019ansia di affermarsi nel circuito criminale organizzato per assicurarsi facili e consistenti guadagni, hanno dato luogo a fenomeni particolarmente preoccupanti, che hanno scosso l\u2019opinione pubblica.<br \/>\nTra questi le cd. \u201cstese\u201d , vere e proprie azioni di guerriglia urbana poste in essere da gruppi di giovani che passano tra i vicoli del centro di Napoli sparando all\u2019impazzata e a casaccio con scopi puramente intimidatori, per affermare il proprio dominio sul territorio, e il fenomeno delle rapine seriali commesse da gruppi di ragazzi molto giovani in danno di istituti di credito, farmacie, supermercati o uffici postali anche con l\u2019uso di armi vere, sintomo del collegamento con la criminalit\u00e0 organizzata.<br \/>\nFortunatamente non risultano invece essersi verificati nel nostro Distretto episodi preoccupanti legati al terrorismo anche se sono aumentate le iscrizioni da parte della Procura della Repubblica di Napoli di reati in qualche modo collegati a tale fenomeno, segno del costante monitoraggio del territorio da parte delle Forze dell\u2019Ordine anche in funzione preventiva.<\/p>\n<p>ANALISI  DEI  DATI<\/p>\n<p>I dati complessivi relativi alla produttivit\u00e0 della Corte di Appello e del Distretto sono quindi come si \u00e8 visto in gran parte positivi.<br \/>\nLe criticit\u00e0 sono invece rimaste sostanzialmente le stesse dell\u2019anno scorso per cui dovr\u00f2 necessariamente ripetermi.<br \/>\nIn primo luogo deve registrarsi che resta alto il numero dei procedimenti penali conclusi con una declaratatoria di estinzione del reato per prescrizione, che per le Sezioni ordinarie della Corte di Appello superano il 39% dei procedimenti complessivamente definiti.<br \/>\nGi\u00e0 lo scorso anno ho rilevato come tale fenomeno sia particolarmente grave perch\u00e9 costituisce una sconfitta per lo Stato, che dimostra in tal modo di non essere in grado di assicurare un vaglio giurisdizionale nel merito per vicende a volte anche gravi, che hanno suscitato allarme sociale, lasciando impuniti gli eventuali colpevoli e frustrando le aspettative di giustizia delle persone offese.<br \/>\nPurtroppo la sproporzione esistente tra i processi pendenti dinanzi alla Corte e le risorse umane disponibili, sia di personale di magistratura, sia soprattutto di personale amministrativo, non ha consentito finora di porre rimedio a tale preoccupante fenomeno, nonostante la rilevantissima produttivit\u00e0 dei magistrati della Corte che anche quest\u2019anno, come si \u00e8 detto, con 13.376 procedimenti penali definiti risulta di gran lunga la prima in Italia per produttivit\u00e0 nel settore penale e la seconda nel settore civile.<br \/>\nParticolarmente critica rimane la carenza di personale amministrativo, che rappresenta attualmente il principale collo di bottiglia del sistema giustizia.<br \/>\nBasti dire che persino la Corte di Assise di Appello, composta da quattro sezioni, che pure \u00e8 riuscita a definire ben 102 processi, non \u00e8 in condizioni di  incrementare le udienze perch\u00e9 non ha un numero sufficiente di cancellieri o assistenti giudiziari ed \u00e8 quindi costretta a ritardare la trattazione anche di processi particolarmente delicati.<br \/>\nNon posso che salutare con favore il fatto che il Ministero della Giustizia per la prima volta dopo molti anni ha varato un concorso per assumere nuovo personale giudiziario, ma \u00e8 mio dovere dire che questo non \u00e8 ancora sufficiente, considerato che nelle more dell\u2019espletamento del concorso e nel corso dei prossimi due anni saranno collocati a riposo un gran numero di dipendenti, in misura probabilmente maggiore di quelli che saranno assunti con il concorso in atto, perci\u00f2 nei prossimi anni si rischia il collasso degli uffici giudiziari.<br \/>\nL\u2019arrivo negli uffici giudiziari del Distretto di personale in mobilit\u00e0 proveniente da altre amministrazioni e in particolare dalla Croce Rossa non ha portato alcun significativo contributo alla soluzione del problema, trattandosi di personale che, ancorch\u00e8 dotato nella maggior parte dei casi di buona volont\u00e0, risulta del tutto privo di quelle sia pur minime competenze specifiche indispensabili per lavorare in un ufficio giudiziario e bisognoso quindi di un lungo periodo di formazione prima di poter dare un contributo effettivo. Peraltro tale vicenda ha ulteriormente aumentato il senso di frustrazione del personale degli uffici giudiziari del Distretto, che, non avendo finora usufruito della riqualificazione, a differenza del personale di altre amministrazioni, si \u00e8 visto scavalcare da personale che, avendo una qualifica formalmente superiore, ha occupato negli uffici posizioni superiori alla sua, pur non avendo alcuna esperienza del lavoro giudiziario, che in tal modo \u00e8 apparso ai suoi occhi ingiustamente svalutato.<br \/>\nPi\u00f9 utile \u00e8 stata invece la presenza negli uffici dei tirocinanti sia ex art. 37 D.L. 98\/2011 che ex art.73 D.L. 69\/2013, trattandosi di elementi giovani, preparati e motivati, anche se il periodo necessariamente breve in cui prestano la loro collaborazione fa s\u00ec che il loro apporto venga a mancare proprio quando hanno acquisito l\u2019esperienza e la competenza necessarie per fornire all\u2019ufficio un valido ed effettivo contributo e consentire allo stesso di cogliere pienamente i frutti della loro formazione.<br \/>\nParticolarmente fruttuosa \u00e8 stata poi la collaborazione con la Banca d\u2019Italia, che ringrazio per aver messo a disposizione della Corte due suoi dipendenti per coadiuvare l\u2019Ufficio Ragioneria e Cassa nella predisposizione dei mandati di pagamento dei debiti conseguenti alle condanne riportate dal Ministero ex legge Pinto, consentendo in tal modo di effettuare in soli quattro mesi pagamenti per oltre 3 milioni di euro, riducendo in modo consistente il debito residuo.<br \/>\nNonostante tutto anche quest\u2019anno il personale amministrativo si \u00e8 impegnato con la consueta abnegazione per far funzionare gli uffici e per questo lo ringrazio vivamente.<br \/>\nIn tale situazione l\u2019unica possibilit\u00e0 per fronteggiare le situazioni di assoluta emergenza che si verificano negli uffici del Distretto \u00e8 quello dell\u2019applicazione endodistrettuale del personale amministrativo e a tal fine si \u00e8 avviato un programma per il monitoraggio delle risorse umane dell\u2019intero distretto onde provvedere il pi\u00f9 appropriatamente possibile sulle numerose richieste di applicazione, anche se la coperta \u00e8 sempre pi\u00f9 corta.<br \/>\nD\u2019altra parte la carenza di risorse impone di stabilire delle priorit\u00e0 nell\u2019utilizzo delle stesse.<br \/>\nE a questo proposito deve ritenersi tra le priorit\u00e0 assolute l\u2019esecuzione delle sentenze penali, che, come ho gi\u00e0 avuto modo di esporre pubblicamente appena pochi mesi dopo il mio insediamento e comunicato sia al Consiglio Superiore della Magistratura che al Ministro della Giustizia, costituisce una delle maggiori criticit\u00e0 del Distretto.<br \/>\nDa un monitoraggio da me disposto presso le Cancellerie penali della Corte di Appello subito dopo il mio insediamento \u00e8 infatti risultato che le sentenze definitive in attesa di esecuzione erano circa 50.000, delle quali 12.000 sentenze di condanna a pena detentiva nei confronti di imputati liberi per le quali non risultavano ancora emessi gli estratti esecutivi. Si tratta di numeri impressionanti tanto pi\u00f9 se si considera che ciascuna sentenza si riferisce a pi\u00f9 di un imputato.<br \/>\nCome ho gi\u00e0 avuto occasione di dire lo scorso anno ritengo che tale problema debba essere affrontato con priorit\u00e0 assoluta, in quanto l\u2019esecuzione delle sentenze penali di condanna \u00e8 il prodotto finale di tutta la giustizia penale del Distretto e quindi continuare ad emettere sentenze di condanna a pene detentive che non vengono eseguite, peraltro dopo essere riusciti con grande sforzo ad evitare la mannaia della prescrizione, \u00e8 come produrre solo inutili semilavorati, come automobili senza le gomme, che come tali non possono uscire dalle fabbriche. Peraltro sono evidenti i riflessi sull\u2019ordine pubblico della mancata esecuzione delle sentenze di condanna nei confronti di decine di migliaia di imputati per reati anche gravi ed \u00e8 paradossale che si continuino a emettere misure cautelari nei confronti di imputati che non sono ancora stati condannati e godono quindi della presunzione di innocenza, mentre tantissimi imputati, tra i quali probabilmente molte delle stesse persone nei cui confronti vengono richieste misure cautelari, che sono gi\u00e0 stati riconosciuti colpevoli e condannati con sentenza definitiva, rimangono liberi di continuare a delinquere.<br \/>\nA ci\u00f2 si aggiunga che la mancata iscrizione delle sentenze di condanna nel Casellario giudiziale fa s\u00ec che i condannati continuino a risultare incensurati e quindi possano ottenere pi\u00f9 volte illegittimamente il beneficio della sospensione condizionale della pena.<br \/>\nSenza contare che una condanna che viene eseguita a molti anni di distanza dal fatto, oltre a perdere qualsiasi efficacia deterrente, rischia di essere comunque ingiusta perch\u00e9 va ad incidere su una persona che nel frattempo pu\u00f2 avere cambiato vita.<br \/>\nCredo quindi che sia ora che cominciamo a fabbricare anche le gomme ed a fornire quindi un prodotto finito.<br \/>\nPurtroppo la pianta organica del personale amministrativo della Corte di Appello \u00e8 attualmente assolutamente inadeguata rispetto ai numerosi compiti che \u00e8 chiamata a svolgere, perch\u00e9 alle competenze amministrative svolte anche dagli altri uffici giudiziari si aggiungono le competenze amministrative che sono proprie soltanto delle Corti di appello e che fanno s\u00ec che circa il 40% del personale sia sottratto all\u2019attivit\u00e0 propriamente giudiziaria. Il settore amministrativo della Corte di Appello infatti ricomprende infatti tra l\u2019altro: il Consiglio Giudiziario, che  ha competenza su tutti i magistrati del Distretto; il Collegio di garanzia elettorale; l\u2019Ufficio elettorale, quest\u2019anno particolarmente impegnato con ben tre consultazioni elettorali;  la  gestione  degli  Esami  per  l\u2019abilitazione  all\u2019esercizio  della Professione  forense;  la  gestione,  anticipazione  e  liquidazione  delle  Spese  di  Giustizia;  la gestione  e liquidazione delle spese di Funzionamento del Distretto; la liquidazione delle  Indennit\u00e0  ex  Legge Pinto;  l\u2019Ufficio  Statistico  distrettuale  e  tutte  le  attivit\u00e0 generali  che  afferiscono  all\u2019intero  distretto.<br \/>\nA tali attivit\u00e0 si sono aggiunte recentemente le competenze in materia di spese attinenti alla gestione degli immobili in cui hanno sede gli uffici giudiziari del Distretto, con particolare riferimento alle competenze della Conferenza Distrettuale ed alle deleghe ordinariamente attribuite dal Ministero della Giustizia al Presidente della Corte. Peraltro tali attivit\u00e0, che in precedenza erano svolte da tecnici comunali (ingegneri, architetti e geometri degli uffici tecnici dei comuni), richiedono competenze tecniche che il personale della Corte non poteva avere e che ha dovuto acquisire sul campo in tempi brevi con encomiabile impegno.<br \/>\nInfine \u00e8 stato recentemente istituito l\u2019Ufficio Distrettuale dell\u2019Innovazione, anch\u2019esso con competenze che si estendono all\u2019intero Distretto, ma che deve essere organizzato con risorse materiali e umane fornite dalla Corte di Appello.<br \/>\nSe poi si considera che la pianta organica della Corte di Appello \u00e8 rimasta invariata anche dopo la riforma del Giudice Unico, che, con l\u2019accorpamento delle Preture e dei Tribunali, ha pi\u00f9 che raddoppiato la sopravvenienza dei processi in secondo grado e ha comportato tra l\u2019altro la creazione di una Sezione Lavoro della Corte di Appello composta da ben 30 magistrati, e che per di pi\u00f9 nel Distretto di Napoli \u00e8 stato creato il nuovo Tribunale di Napoli-Nord di dimensioni medio-grandi, si comprende che senza un consistente aumento della pianta organica la Corte di Appello non \u00e8 in grado di svolgere tutti i compiti che le sono affidati dall\u2019ordinamento.<br \/>\nCi\u00f2 nonostante, grazie alla disponibilit\u00e0 e allo sforzo encomiabile del personale delle Cancellerie penali della Corte, coordinato dalla dott.ssa De Masi, che ringrazio sentitamente per questo, in attesa della prevista costituzione di un ufficio esecuzione, si \u00e8 dato vita a una task force, che, lavorando il sabato con prestazioni di lavoro straordinario, in meno di due mesi \u00e8 riuscita a completare l\u2019esecuzione di 368 sentenze di condanna a pena detentiva, tra le pi\u00f9 risalenti nel tempo, mentre altro personale ha nello stesso periodo completato l\u2019esecuzione di 33 maxiprocessi. Un risultato lusinghiero che induce a sperare per il futuro di riuscire a ridurre progressivamente l\u2019arretrato in tale settore.<br \/>\nContemporaneamente si sono avviati dei protocolli pilota con alcuni Tribunali del Distretto e in particolare quello di Nola e quello di Napoli Nord, che prevedono che alla redazione degli estratti esecutivi delle sentenze emesse da ciascun Tribunale e divenute definitive provveda personale amministrativo dello stesso Tribunale, solo funzionalmente applicato alla Corte di Appello ma rimanendo nella propria sede lavorativa. Ci\u00f2 risponde ad un\u2019ottica complessiva di sistema perch\u00e9 \u00e8 nell\u2019interesse di tutti che le sentenze dei Tribunali, una volta divenute definitive dopo la conferma in appello, non rimangano ferme per anni negli armadi della Corte di Appello in attesa di essere eseguite. Non ha senso infatti che ognuno si preoccupi unicamente di lavorare al proprio segmento della catena se poi non si arriva a un prodotto finale, che \u00e8 appunto la sentenza eseguita.<br \/>\n Ringrazio pertanto vivamente i Presidenti e i Dirigenti Amministrativi dei Tribunali di Nola e Napoli Nord per la sensibilit\u00e0 dimostrata ed auspico che analoghi protocolli siano avviati anche con altri Tribunali del Distretto.<br \/>\nContemporaneamente la Procura della Repubblica di Napoli, manifestando anch\u2019essa analoga sensibilit\u00e0 nei confronti del problema dell\u2019esecuzione delle sentenze penali, ha provveduto al rafforzamento del proprio ufficio esecuzione per procedere allo smaltimento del proprio arretrato in tale materia e per far fronte all\u2019afflusso di estratti esecutivi da parte degli organi giudicanti, ai quali devono seguire gli ordini di esecuzione emessi dall\u2019organo requirente.<br \/>\nNon va per\u00f2 dimenticato che le modalit\u00e0 di esecuzione della pena devono essere tali da garantire la finalit\u00e0 rieducativa della stessa, cos\u00ec come previsto dalla Costituzione. Del resto lo scopo ultimo della pena \u00e8 quello di convincere il condannato a non commettere pi\u00f9 reati ed avviarlo su un percorso di legalit\u00e0, riducendo in tal modo il tasso di recidiva. Purtroppo gli encomiabili sforzi in questo senso del personale penitenziario e amministrativo e dei magistrati di sorveglianza rischiano di essere vanificati dalla cronica mancanza di risorse umane e strumentali, cos\u00ec come segnalato nella sua relazione dal Presidente del Tribunale di Sorveglianza, dalle condizioni in cui versano le carceri e in particolare dal sovraffollamento delle stesse, con l\u2019effetto paradossale che giovani che magari sono entrati in carcere per reati non particolarmente gravi, a contatto con la realt\u00e0 carceraria, anzich\u00e9 essere rieducati, diventano criminali incalliti o, come nel caso dell\u2019estremismo religioso, si radicalizzano diventando pericolosi terroristi fanatici.<br \/>\nSu questo tema gli Stati generali dell\u2019esecuzione della pena, fortemente voluti dal Ministro della Giustizia, che hanno visto la partecipazione di molte persone anche con le pi\u00f9 diverse competenze, hanno fornito molti spunti interessanti e positivi, che si spera potranno tradursi in tempi brevi in provvedimenti mirati alla soluzione di tale grave e annoso problema.<br \/>\nUn altro dato degno di nota \u00e8 l\u2019aumento esponenziale, segnalato dal Presidente del Tribunale di Napoli, delle procedure in materia di riconoscimento della protezione internazionale. Basti pensare al riguardo che le sopravvenienze di questo tipo di procedure del solo primo semestre 2016 risultano essere superiori a 2.500, laddove nello stesso periodo dell\u2019anno 2015 vennero iscritti circa 800 procedimenti, e nel 2014 appena 500. Peraltro anche questi flussi sono destinati quasi automaticamente a scaricarsi sulla Corte di Appello per le molte pronunce di primo grado di rigetto o comunque non completamente satisfattive del richiedente la protezione.<br \/>\nOvviamente l\u2019incremento di tali procedure \u00e8 strettamente collegato al drammatico aumento dei flussi migratori provenienti dall\u2019Africa e dall\u2019Asia, considerato che tra le procedure in questione vi sono le opposizioni avverso le decisioni delle Commissioni territoriali per i rifugiati politici di cui all&#8217;art. 35 del d.lgs 25\u00008, articolo 19 del decreto legislativo 150\/2011, come modificato dalla legge 142 del 2015, di competenza del Tribunale ordinario del capoluogo del distretto di Corte di Appello in cui ha sede la Commissione territoriale e dunque, per quanto riguarda il Tribunale di Napoli, di tutti i ricorsi avverso i dinieghi in materia emessi dalla Commissione territoriale di Caserta, che si \u00e8 occupata sino a due anni fa dei territori della Campania, dell&#8217;Abruzzo, delle Marche e del Molise, ed ora, successivamente al DM 10.11.14, delle province di Caserta, Avellino e Benevento.<br \/>\nAnche tali procedure devono ritenersi assolutamente prioritarie considerato che finch\u00e8 non interviene un provvedimento giudiziario definitivo che accerti il diritto o meno dei richiedenti ad ottenere lo status di rifugiato, questi ultimi rimangono in una specie di limbo perch\u00e9 non possono n\u00e9 ottenere il permesso di soggiorno per lavorare in Italia e guadagnarsi da vivere onestamente n\u00e9 tanto meno essere espulsi, con costi notevoli per lo Stato, che deve mantenerli in centri di accoglienza spesso non adeguati, e con forti rischi di tensioni sociali.<br \/>\nTuttavia il termine di sei mesi previsto per la definizione delle procedure in questione appare del tutto irrealistico considerata l\u2019attuale situazione degli uffici giudiziari e considerato che le richieste sono destinate ad aumentare ulteriormente fino a quando durer\u00e0 il fenomeno migratorio verso l\u2019Italia.<br \/>\nPer fronteggiare questa emergenza il CSM ha previsto l\u2019applicazione extradistrettuale di un magistrato al Tribunale di Napoli, ma tale misura appare del tutto insufficiente, tanto pi\u00f9 che paradossalmente \u00e8 stata contemporaneamente prevista la riduzione della pianta organica dello stesso Tribunale di Napoli di ben nove magistrati.<\/p>\n<p>LO STATO DELL\u2019INNOVAZIONE E DELL\u2019INFORMATIZZAZIONE NEL DISTRETTO<\/p>\n<p>Il CSM ha recentemente disposto l\u2019istituzione presso la Corte di Appello dell\u2019Ufficio Distrettuale dell\u2019Innovazione, di cui fanno parte i RID e i MAGRIF del Distretto,<br \/>\nTale novit\u00e0, bench\u00e8 come si \u00e8 detto richieder\u00e0 l\u2019impiego di ulteriori risorse materiali e umane della Corte di Appello, va salutata con favore in quanto consentir\u00e0 di armonizzare e uniformare tutti i progetti di innovazione e informatizzazione del Distretto, creando una sinergia tra i vari uffici giudiziari ed evitando situazioni di informatizzazioni a macchia di leopardo come quelle che si sono verificate in passato.<br \/>\nA questo fine \u00e8 in corso la predisposizione di un locale adeguatamente attrezzato presso la Presidenza della Corte di Appello dove collocare il predetto ufficio.<br \/>\nQuanto allo stato della informatizzazione, nel settore civile nonostante le difficolt\u00e0 il processo civile telematico \u00e8 ormai avviato.<br \/>\nNel settore penale la maggior parte delle notifiche viene ormai effettuata telematicamete con il sistema SNT.<br \/>\nSempre nel settore penale il passaggio di tutti gli uffici giudiziari del Distretto al nuovo registro informatico penale denominato SICP, completato lo scorso anno, ha garantito l\u2019indubbio vantaggio di consentire a tutti gli uffici di condividere una base dati comune, ma ad oltre un anno dalla migrazione permangono rilevanti criticit\u00e0 costituite in primo luogo dalla lentezza talora esasperante del sistema, da errori di iscrizione e dalla difficolt\u00e0 di ottenere statistiche. Inoltre spesso il sistema di estrazione dati \u00e8 soggetto a inceppamenti, in quanto l\u2019aggiornamento che si effettua a livello distrettuale subisce dei blocchi.<br \/>\nLa necessit\u00e0 di ricevere assistenza \u00e8, inoltre, resa pi\u00f9 difficoltosa dalla circostanza che per molte problematiche occorre rivolgersi alla D.G.S.I.A., in quanto al C.I.S.I.A. sono state sottratte molte competenze; l\u2019interlocuzione con l\u2019ufficio centrale, investito delle richieste provenienti da tutti gli uffici siti sul territorio nazionale, comporta inevitabilmente un maggiore dispendio di tempo.<br \/>\nInvero l\u2019incremento delle novit\u00e0 informatiche ha profondamente legato l\u2019esercizio della giurisdizione all\u2019efficienza dell\u2019assistenza. Sul punto la scelta ministeriale \u00e8 stata finora quella di affidare l\u2019assistenza a ditte esterne, il che, data l\u2019assenza di un rapporto istituzionale diretto con la ditta esterna, ha comportato la necessit\u00e0 del passaggio attraverso il CISIA locale. Il punto debole del sistema \u00e8 quello della grave insufficienza delle risorse destinate all\u2019assistenza assegnate ai singoli uffici giudiziari del distretto in relazione alla massiccia implementazione dei sistemi informatici ed all\u2019ingresso in SICP di realt\u00e0 importanti, come la Corte di Appello e la Procura Generale di Napoli.<br \/>\nTale inadeguatezza delle risorse appare, peraltro, in contrasto con la realt\u00e0 degli uffici giudiziari di un distretto come quello di Napoli, individuato, per sua vocazione, come sede pilota per sperimentazioni nel settore informatico.<br \/>\nIn ossequio alle direttive del Governo dettate a partire dal 2011 con il decreto legge n\u00b0 98 all\u2019art. 37, come successivamente puntualizzato normativamente nei successivi anni 2012, 2013 e 2014 e attuate dal Ministero nel recente mese di ottobre 2015, questa Presidenza ha provveduto all\u2019istituzione presso la Corte dell\u2019 \u201cUfficio per il processo\u201d.<br \/>\nSi tratta di un modulo organizzativo innovativo che, al fine di garantire la ragionevole durata del processo e, sostanzialmente, ottenere la realizzazione di una pi\u00f9 celere risposta all\u2019esigenza sempre crescente di giustizia del Paese, prevede il ricorso a risorse umane estranee all\u2019organico ordinario della magistratura che ad esso si affiancano, coadiuvandolo per consentire che esso sia dedito al compimento in tempi sempre pi\u00f9 celeri dei compiti suoi propri.<br \/>\nIn tal senso, si assiste alla presenza, in affiancamento ai magistrati ordinari, di figure quali quelle degli stagisti, dei tirocinanti e dei giudici ausiliari le quali fattivamente collaborano, sotto la loro direzione, per consentire una pi\u00f9 rapida ed efficace gestione e risoluzione degli affari giurisdizionali.<br \/>\nTali figure, presenti gi\u00e0 da qualche anno sia presso la Corte di Appello che presso gli altri Uffici giudicanti del distretto, e, in tempi pi\u00f9 recenti, anche presso gli Uffici di Procura, risultano all\u2019attualit\u00e0 proficuamente impiegate in conformit\u00e0 rispetto allo spirito della riforma legislativa, nei limiti descritti dalla cornice legislativa e, quanto alla figura dei tirocinanti e degli stagisti, nell\u2019ottica di un vero e proprio impegnativo \u2018scambio\u2019 finalizzato anche all\u2019accrescimento formativo dei pi\u00f9 meritevoli giovani laureati che ne abbiano fatto richiesta.<\/p>\n<p>CONCLUSIONI<\/p>\n<p>Lo scorso anno ho invitato tutti gli operatori degli uffici giudiziari del Distretto, personale amministrativo, avvocati e magistrati a fare squadra nell\u2019interesse comune della giustizia, tenendo presente che il compito principale della giurisdizione \u00e8 la tutela dei diritti di tutti e in particolare dei soggetti pi\u00f9 deboli, che in mancanza di una giurisdizione efficiente rischiano di essere travolti dalla legge del pi\u00f9 forte.<br \/>\nIn quest\u2019ottica il contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata, che tenta di imporre alla societ\u00e0 e al territorio le sue regole basate sulla sopraffazione e la violenza, e dall\u2019altra parte il riconoscimento della protezione internazionale ai rifugiati sono solo due diversi aspetti della tutela dei diritti che dobbiamo assicurare in questo territorio.<br \/>\nSono lieto di poter affermare che anche quest\u2019anno questa sinergia e questa unit\u00e0 di intenti tra i diversi operatori vi \u00e8 stata.<br \/>\nHo gi\u00e0 detto dello spirito di abnegazione con il quale anche quest\u2019anno il personale amministrativo, nonostante le obbiettive difficolt\u00e0, ha garantito il funzionamento degli uffici giudiziari.<br \/>\nQuanto agli avvocati, abbiamo condiviso ed apprezzato in particolare le numerose iniziative in difesa dei diritti umani, in alcune delle quali siamo stati anche direttamente coinvolti.<br \/>\nPenso in particolare all\u2019appello e alle manifestazioni organizzate dopo il fallito golpe in Turchia e la dura repressione che ne \u00e8 seguita con l\u2019arresto di migliaia di magistrati avvocati e giornalisti; al convegno sugli attacchi agli avvocati verificatisi in paesi come il Pakistan, al recente Protocollo di intesa per la Realizzazione dell\u2019Osservatorio Giuridico, di Ascolto e di Orientamento sui Diritti Sociali sottoscritto dal Consiglio dell\u2019Ordine degli Avvocati di Napoli con la Diocesi cittadina e la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio e al Primo Forum Itinerante sui Diritti Umani.<\/p>\n<p>Tutte queste iniziative hanno avuto il nostro appoggio incondizionato e ci hanno reso orgogliosi della sensibilit\u00e0 ancora una volta dimostrata dall\u2019Avvocatura napoletana per la tutela dei diritti umani nel solco di una lunga tradizione di civilt\u00e0 giuridica.<\/p>\n<p>Contemporaneamente in particolare le vicende della Turchia ci fanno ulteriomente riflettere su quale bene prezioso sia per una societ\u00e0 poter contare su una magistratura, un\u2019avvocatura e una stampa libere e indipendenti, conquiste che talvolta tendiamo a dare per scontate ma che vanno invece difese costantemente, perch\u00e9 non a caso sono le prime vittime di qualunque regime autoritario.<\/p>\n<p>Con questo auspicio auguro buon anno giudiziario a tutti e vi ringrazio per l\u2019ascolto.<\/p>\n","protected":false},"author":4186,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[1],"tags":[],"geo":[45,1240,1223],"class_list":{"0":"post-71169","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-cronaca","6":"geo-campania","7":"geo-casalnuovo-di-napoli","8":"geo-napoli"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/71169"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/4186"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=71169"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/71169\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=71169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=71169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=71169"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=71169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}