{"id":71156,"date":"2017-06-10T23:54:44","date_gmt":"2017-06-10T23:54:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_papa_francesco_al_quirinale_in_visita_ufficiale\/"},"modified":"2017-06-10T23:54:44","modified_gmt":"2017-06-10T23:54:44","slug":"video_papa_francesco_al_quirinale_in_visita_ufficiale","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_papa_francesco_al_quirinale_in_visita_ufficiale\/","title":{"rendered":"PAPA FRANCESCO AL QUIRINALE IN VISITA UFFICIALE"},"content":{"rendered":"<p>Palazzo del Quirinale 10\/06\/2017<br \/>\nIl Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto Sua Santit\u00e0 Papa Francesco al Quirinale in visita ufficiale di restituzione di quella compiuta dal Capo dello Stato in Vaticano il 18 aprile 2015. Papa Francesco, al suo arrivo, \u00e8 stato accolto dal Presidente Mattarella nel Cortile d&#8217;Onore.<\/p>\n<p>Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Visita di Restituzione del Santo Padre al Quirinale<br \/>\nBeatissimo Padre,<br \/>\nla visita del Pontefice al Quirinale costituisce sempre un&#8217;occasione speciale, ulteriormente accentuata dall&#8217;affetto che circonda la Sua figura.<br \/>\nLa accoglie un palazzo, che reca i segni dell&#8217;attivit\u00e0 feconda di tanti suoi predecessori, divenuto sempre pi\u00f9, negli anni, &#8220;Casa degli italiani&#8221;.<br \/>\nLe origini della Sua famiglia, la Sua appartenenza dal 2001 al clero romano come titolare di San Bellarmino, culminata nella Sua elezione a Sommo Pontefice, Vescovo di Roma, siamo certi che rendano questa visita, anche per Lei, un evento familiare.<br \/>\nAbbiamo voluto condividere il benvenuto che Le rivolgiamo anche con tanti ragazzi delle scuole delle zone colpite dal terremoto, di Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio, Emilia Romagna.<br \/>\nAlcuni &#8211; i pi\u00f9 grandi &#8211; sono con noi in questa sala, insieme ai pi\u00f9 alti rappresentanti delle istituzioni, mentre i pi\u00f9 piccoli La attendono, Santit\u00e0, per salutarla al termine della cerimonia, nei giardini.<br \/>\nIl benvenuto nell&#8217;accoglierLa si accompagna ad alcune riflessioni, che la Sua visita sollecita e che il suo magistero ispira.<br \/>\nLa prima di queste riflessioni riguarda la dimensione della responsabilit\u00e0, chiamata a declinarsi, quotidianamente, all&#8217;interno delle Istituzioni, per affermare quei valori di centralit\u00e0 della persona, di giustizia, di solidariet\u00e0, di condivisione, che sono iscritti nel nostro dettato costituzionale e sono anche alla base di tante manifestazioni della testimonianza della Chiesa Cattolica.<br \/>\nElla stessa, Santit\u00e0, nel Suo recente viaggio apostolico a Genova, ha voluto ricordare, nell&#8217;incontro con i lavoratori, la nostra Carta Costituzionale e, nel menzionarne il primo articolo, ha affermato che proprio &#8220;attorno al lavoro si edifica l&#8217;intero patto sociale&#8221;.<br \/>\nQueste Sue parole fanno ben comprendere quanto sia elevata la responsabilit\u00e0 che incombe su chi \u00e8 chiamato a esercitare pubblici poteri e quanto profondo debba essere l&#8217;impegno nell&#8217;assicurare, giorno dopo giorno, che a tutti sia garantito &#8211; specialmente attraverso il lavoro &#8211; dignit\u00e0, riconoscimento di un ruolo nella societ\u00e0, rispetto, elementi fondanti di ogni civile convivenza.<br \/>\nAgire con crescente impegno affinch\u00e9 prevalgano condizioni di equit\u00e0, e quindi di stabilit\u00e0 sociale e di concordia, \u00e8 un obiettivo che deve trovare prioritaria applicazione nei confronti dei giovani. \u2028Questa stagione ne sta mettendo a dura prova le aspettative, le prospettive di vita personale, mettendo a rischio il buon futuro dell&#8217;intera societ\u00e0.<br \/>\nEppure, con il loro instancabile fervore e con un entusiasmo sempre rinnovato, i giovani ci interpellano; e richiamano alla necessit\u00e0 di esercitare la nostra responsabilit\u00e0, individuale e collettiva, nell&#8217;elaborare politiche di crescita al passo con i tempi.<br \/>\nUna societ\u00e0 &#8211; ove i ritmi, imposti dal progresso delle comunicazioni, dai social media, dalla tecnologia, rendono le scelte pubbliche sempre pi\u00f9 complesse &#8211; esige maggiore, e costante, attenzione verso questo obiettivo.<br \/>\nL&#8217;occupazione, e la dignit\u00e0 &#8211; che ad essa \u00e8 intrinsecamente legata &#8211; deve costituire il centro dell&#8217;esercizio delle responsabilit\u00e0 di istituzioni e forze sociali, cos\u00ec da prevenire e curare fenomeni di emarginazione, povert\u00e0, solitudine e degrado.<br \/>\nUn&#8217;altra dimensione nella quale si deve avvertire responsabilit\u00e0 \u00e8 quella del rispetto dell&#8217;ambiente.<br \/>\nRappresenta un paradosso quello di un pianeta, reso ancor pi\u00f9 fortemente interdipendente dal progresso tecnologico, nel quale la crescita economica \u00e8, da una parte, necessaria ma, dall&#8217;altra, quando perseguita con intenti di sfruttamento, \u00e8 anche concausa di grandi catastrofi, quali la desertificazione di intere regioni, attraverso l&#8217;accentuazione di fenomeni globali incontrollati, come il riscaldamento del pianeta.<br \/>\nQueste circostanze richiamano la profonda meditazione che Ella, Santit\u00e0, ha rivolto all&#8217;umanit\u00e0 con la lettera Enciclica Laudato si&#8217;.<br \/>\nDa essa, a partire dal riconoscimento del comune destino che lega ormai i popoli del pianeta, tutti possiamo trarre ispirazione per politiche che tendano a realizzare condizioni di sano equilibrio fra rispetto della natura, sviluppo economico inclusivo e rifiuto della cultura dello &#8220;scarto&#8221;.<br \/>\nIn questo senso l&#8217;Accordo di Parigi sul clima, concluso soltanto pochi mesi dopo la pubblicazione della Sua Enciclica, rappresenta un punto di partenza al quale non intendiamo abdicare.<br \/>\nApproccio ecologico e approccio sociale sono giunti a coincidere: la giustizia passa attraverso la custodia delle risorse disponibili e la loro equa distribuzione.<br \/>\nL&#8217;interdipendenza tra popoli e persone ha sempre contrassegnato l&#8217;umanit\u00e0 ma, accresciutasi nel tempo, costituisce un carattere, imprescindibile, di questa epoca e sempre pi\u00f9 di quelle a venire. Questa condizione conduce a riflettere sulla necessit\u00e0 di gesti di reciproca disponibilit\u00e0 e di riconciliazione.<br \/>\nIl Giubileo della Misericordia da Lei proclamato, proponendo il valore della compassione e del perdono, ha offerto una indicazione importante del significato di speranza che questi valori devono e possono assumere per le comunit\u00e0 civili, per i rapporti tra gli Stati, per quelli tra le singole persone.<br \/>\nI Suoi viaggi apostolici sono sempre ricchi di testimonianze e abbiamo guardato con particolare ammirazione e fiducia, Santo Padre, alla Sua recente missione in Egitto, e al Suo colloquio con le autorit\u00e0 religiose islamiche dell&#8217;Universit\u00e0 di El Azhar. Parole, e gesti, che hanno rappresentato un passo decisivo verso una maggiore comprensione reciproca, verso la costituzione di un fronte comune nei confronti dell&#8217;estremismo e del fanatismo, di qualunque matrice esso sia.<br \/>\nL&#8217;importanza di questo richiamo risalta ancor pi\u00f9 di fronte alla barbarie del terrorismo che, anche negli ultimi tempi, ha seminato lutti in tanti continenti e che, in molte regioni del pianeta, in Africa come in Medio Oriente, minaccia quotidianamente le comunit\u00e0 cristiane.<br \/>\nI risultati del progresso scientifico offrono, particolarmente nel campo dell&#8217;informazione, della comunicazione e della mobilit\u00e0, preziosi strumenti di aumento delle possibilit\u00e0 di conoscenza, interrelazione e collaborazione, avvicinando le persone, e luoghi geograficamente distanti.<br \/>\nTalvolta questi mezzi, in contraddizione con la loro stessa finalit\u00e0, rischiano di diventare strumenti di dominio o un ambito in cui, piuttosto che ricercare incontro e reciproco accrescimento, riversare tensioni, violenza verbale, aggressivit\u00e0. E&#8217; sempre pi\u00f9 richiesta la consapevolezza di quei valori universali di rispetto e di tolleranza la cui condivisione rappresenta l&#8217;antidoto pi\u00f9 efficace per arrestare il diffondersi dell&#8217;odio.<br \/>\nE&#8217; di un costante impegno di riconciliazione e di reciproca disponibilit\u00e0 che il mondo in cui viviamo avverte il bisogno pi\u00f9 immediato per assicurare tolleranza e pacifica convivenza e, soprattutto, per costruire risposte solide e corali ai grandi problemi del mondo contemporaneo.<br \/>\nUn esempio &#8211; che \u00e8 al contempo grido di sofferenza e voce di speranza &#8211; \u00e8 rappresentato dal dramma dei migranti. Governarlo richiede un comune impegno da parte della comunit\u00e0 internazionale, dei Paesi di provenienza e transito, di quelli di approdo e &#8211; per quanto ci riguarda pi\u00f9 da vicino &#8211; dell&#8217;intera Unione Europea.<br \/>\nI problemi, i grandi problemi di questa epoca, se affrontati con un approccio inadeguato e angusto e con scarsa lungimiranza, rischiano di travolgerci. Ciascuno, nei suoi comportamenti quotidiani, le Istituzioni nella loro azione e i Paesi tutti, possono ottenere risultati soltanto se decidono di agire insieme.<br \/>\nIn questo comune sforzo di riconciliazione si iscrive storicamente il grande progetto europeo. Una riconciliazione che ha un significato che va ben al di l\u00e0 di una ritrovata concordia fra ex nemici. Il progetto di integrazione continentale, cos\u00ec come lo intendevano i Padri fondatori, \u00e8 riuscito a portare pace, benessere e stabilit\u00e0 perch\u00e9 ha riconciliato l&#8217;Europa con se stessa, con le sue radici, con i suoi valori, riscoprendo, come Vostra Santit\u00e0 ha detto ai Capi di Stato e di Governo, in occasione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma: &#8220;la centralit\u00e0 dell&#8217;uomo, una solidariet\u00e0 fattiva, l&#8217;apertura al mondo, il perseguimento della pace e dello sviluppo, l&#8217;apertura al futuro&#8221;. Questi intendimenti devono essere coerentemente sviluppati e perseguiti in ogni circostanza, anche in quelle pi\u00f9 impegnative.<br \/>\nSantit\u00e0,<br \/>\nnell&#8217;impegno a favore degli &#8220;ultimi&#8221;, che continua a risuonare nelle Sue parole, l&#8217;Italia ha sempre potuto fare affidamento sul sostegno della Chiesa Cattolica.<br \/>\nSiamo certi che l&#8217;azione della Chiesa, e delle sue tante compagini, contribuir\u00e0 a rafforzare quel senso di comunit\u00e0 che nel nostro Paese \u00e8 radicato e forte ma che, tuttavia, pu\u00f2 incrociare, talvolta, un insufficiente spirito di concreta autentica convivenza.<br \/>\nLa Sua visita, Santit\u00e0, costituisce un&#8217;occasione per ringraziare la Chiesa Cattolica per la sua instancabile azione, al fianco delle Istituzioni nazionali, nella pi\u00f9 ampia riaffermazione dei valori di giustizia, equit\u00e0, apertura e tolleranza sui quali si fonda la Repubblica.<br \/>\nIl Concordato, arricchito, di anno in anno, dai colloqui che si svolgono in occasione dell&#8217;anniversario della sua firma, ha confermato il suo ruolo di prezioso quadro di collaborazione.<br \/>\nUna presenza, quella della Chiesa cattolica, che risalta, in modo particolare, nei momenti pi\u00f9 difficili della nostra vita nazionale, come quello recente dell&#8217;emergenza del terremoto che ha colpito le Regioni del Centro Italia e che l&#8217;ha vista &#8211; in tutte le sue espressioni, dalle organizzazioni di volontariato ai movimenti laicali &#8211; fortemente impegnata al fianco delle Istituzioni, per alleviare la sofferenza delle popolazioni interessate.<br \/>\nSappiamo di poter trovare nella Chiesa &#8211; come la Santit\u00e0 Vostra ci ha ricordato in occasione della mia visita in Vaticano due anni addietro &#8211; &#8220;un valido e utile sostegno&#8221; nella consapevolezza, e ricordo ancora le Sue puntuali parole, che &#8220;la reciproca autonomia non fa venir meno, ma esalta, la comune responsabilit\u00e0 per l&#8217;essere umano concreto e per le esigenze spirituali e materiali della comunit\u00e0&#8221;.<br \/>\nGrazie, Santit\u00e0, per questa Sua visita, grazie per la Sua opera al servizio dell&#8217;umanit\u00e0 e grazie alla Chiesa in Italia per il suo costante impegno a favore della comunit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Discorso di Sua Santit\u00e0 Papa Francesco in occasione della visita al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Parole a braccio del Papa rivolte ai bambini nei Giardini del Quirinale<br \/>\nSignor Presidente,\u2028La ringrazio per le cordiali espressioni di benvenuto che Ella mi ha rivolto a nome dell&#8217;intero popolo italiano. Questa mia visita si inserisce nel quadro delle relazioni tra la Santa Sede e l&#8217;Italia e vuole ricambiare quella da Lei compiuta in Vaticano il 18 aprile 2015, poco tempo dopo la Sua elezione alla pi\u00f9 alta carica dello Stato.<br \/>\nGuardo all&#8217;Italia con speranza. Una speranza che \u00e8 radicata nella memoria grata verso i padri e i nonni, che sono anche i miei, perch\u00e9 le mie radici sono in questo Paese. Memoria grata verso le generazioni che ci hanno preceduto e che, con l&#8217;aiuto di Dio, hanno portato avanti i valori fondamentali: la dignit\u00e0 della persona, la famiglia, il lavoro&#8230; E questi valori li hanno posti anche al centro della Costituzione repubblicana, che ha offerto e offre uno stabile quadro di riferimento per la vita democratica del popolo. Una speranza, dunque, fondata sulla memoria, una memoria grata.<br \/>\nViviamo tuttavia un tempo nel quale l&#8217;Italia e l&#8217;insieme dell&#8217;Europa sono chiamate a confrontarsi con problemi e rischi di varia natura, quali il terrorismo internazionale, che trova alimento nel fondamentalismo; il fenomeno migratorio, accresciuto dalle guerre e dai gravi e persistenti squilibri sociali ed economici di molte aree del mondo; e la difficolt\u00e0 delle giovani generazioni di accedere a un lavoro stabile e dignitoso, ci\u00f2 che contribuisce ad aumentare la sfiducia nel futuro e non favorisce la nascita di nuove famiglie e di figli.<br \/>\nMi rallegra per\u00f2 rilevare che l&#8217;Italia, mediante l&#8217;operosa generosit\u00e0 dei suoi cittadini e l&#8217;impegno delle sue istituzioni e facendo appello alle sue abbondanti risorse spirituali, si adopera per trasformare queste sfide in occasioni di crescita e in nuove opportunit\u00e0.<br \/>\nNe sono prova, tra l&#8217;altro, l&#8217;accoglienza ai numerosi profughi che sbarcano sulle sue coste, l&#8217;opera di primo soccorso garantita dalle sue navi nel Mediterraneo e l&#8217;impegno di schiere di volontari, tra i quali si distinguono associazioni ed enti ecclesiali e la capillare rete delle parrocchie.<br \/>\nNe \u00e8 prova anche l&#8217;oneroso impegno dell&#8217;Italia in ambito internazionale a favore della pace, del mantenimento della sicurezza e della cooperazione tra gli Stati.\u2028Vorrei anche ricordare la fortezza animata dalla fede con la quale le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto hanno vissuto quella drammatica esperienza, con tanti esempi di proficua collaborazione tra la comunit\u00e0 ecclesiale e quella civile.<br \/>\nIl modo col quale lo Stato e il popolo italiano stanno affrontando la crisi migratoria, insieme allo sforzo compiuto per assistere doverosamente le popolazioni colpite dal sisma, sono espressione di sentimenti e di atteggiamenti che trovano la loro fonte pi\u00f9 genuina nella fede cristiana, che ha plasmato il carattere degli italiani e che nei momenti drammatici risplende maggiormente.<br \/>\nPer quanto riguarda il vasto e complesso fenomeno migratorio, \u00e8 chiaro che poche Nazioni non possono farsene carico interamente, assicurando un&#8217;ordinata integrazione dei nuovi arrivati nel proprio tessuto sociale. Per tale ragione, \u00e8 indispensabile e urgente che si sviluppi un&#8217;ampia e incisiva cooperazione internazionale.<br \/>\nTra le questioni che oggi maggiormente interpellano chi ha a cuore il bene comune, e in modo particolare i pubblici poteri, gli imprenditori e i sindacati dei lavoratori, vi \u00e8 quella del lavoro.<br \/>\nHo avuto modo di toccarla non teoricamente, ma a diretto contatto con la gente, lavoratori e disoccupati, nelle mie visite in Italia, anche in quella recentissima a Genova. Ribadisco l&#8217;appello a generare e accompagnare processi che diano luogo a nuove opportunit\u00e0 di lavoro dignitoso. Il disagio giovanile, le sacche di povert\u00e0, la difficolt\u00e0 che i giovani incontrano nel formare una famiglia e nel mettere al mondo figli trovano un denominatore comune nell&#8217;insufficienza dell&#8217;offerta di lavoro, a volte talmente precario o poco retribuito da non consentire una seria progettualit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 necessaria un&#8217;alleanza di sinergie e di iniziative perch\u00e9 le risorse finanziarie siano poste al servizio di questo obiettivo di grande respiro e valore sociale e non siano invece distolte e disperse in investimenti prevalentemente speculativi, che denotano la mancanza di un disegno di lungo periodo, l&#8217;insufficiente considerazione del vero ruolo di chi fa impresa e, in ultima analisi, debolezza e istinto di fuga davanti alle sfide del nostro tempo.<br \/>\nIl lavoro stabile, insieme a una politica fattivamente impegnata in favore della famiglia, primo e principale luogo in cui si forma la persona-in-relazione, sono le condizioni dell&#8217;autentico sviluppo sostenibile e di una crescita armoniosa della societ\u00e0. Sono due pilastri che danno sostegno alla casa comune e che la irrobustiscono per affrontare il futuro con spirito non rassegnato e timoroso, ma creativo e fiducioso. Le nuove generazioni hanno il diritto di poter camminare verso mete importanti e alla portata del loro destino, in modo che, spinti da nobili ideali, trovino la forza e il coraggio di compiere a loro volta i sacrifici necessari per giungere al traguardo, per costruire un avvenire degno dell&#8217;uomo, nelle relazioni, nel lavoro, nella famiglia e nella societ\u00e0.<br \/>\nA tale scopo, da tutti coloro che hanno responsabilit\u00e0 in campo politico e amministrativo ci si attende un paziente e umile lavoro per il bene comune, che cerchi di rafforzare i legami tra la gente e le istituzioni, perch\u00e9 da questa tenace tessitura e da questo impegno corale si sviluppa la vera democrazia e si avviano a soluzione questioni che, a causa della loro complessit\u00e0, nessuno pu\u00f2 pretendere di risolvere da solo.<br \/>\nLa Chiesa in Italia \u00e8 una realt\u00e0 vitale, fortemente unita all&#8217;anima del Paese, al sentire della sua popolazione. Ne vive le gioie e i dolori, e cerca, secondo le sue possibilit\u00e0, di alleviarne le sofferenze, di rafforzare il legame sociale, di aiutare tutti a costruire il bene comune. Anche in questo, la Chiesa si ispira all&#8217;insegnamento della Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II, che auspica la collaborazione tra comunit\u00e0 ecclesiale e comunit\u00e0 politica in quanto sono, entrambe, a servizio delle stesse persone umane. Un insegnamento che \u00e8 stato consacrato, nella revisione del Concordato del 1984, nell&#8217;articolo primo dell&#8217;Accordo, dove \u00e8 formulato l&#8217;impegno di Stato e Chiesa \u00aballa reciproca collaborazione per la promozione dell&#8217;uomo e il bene del Paese\u00bb.<br \/>\nQuesto impegno, col richiamo al principio della distinzione fissato nell&#8217;art. 7 della Costituzione, esprime e ha promosso al tempo stesso una peculiare forma di laicit\u00e0, non ostile e conflittuale, ma amichevole e collaborativa, seppure nella rigorosa distinzione delle competenze proprie delle istituzioni politiche da un lato e di quelle religiose dall&#8217;altro. Una laicit\u00e0 che il mio predecessore Benedetto XVI defin\u00ec &#8220;positiva&#8221;. E non si pu\u00f2 fare a meno di osservare come, grazie ad essa, sia eccellente lo stato dei rapporti nella collaborazione tra Chiesa e Stato in Italia, con vantaggio per i singoli e l&#8217;intera comunit\u00e0 nazionale.<br \/>\nL&#8217;Italia ha poi il singolare onere ed onore di avere, nel proprio ambito, la sede del governo universale della Chiesa Cattolica. \u00c8 evidente che, nonostante le garanzie offerte con il Trattato del 1929, la missione del Successore di Pietro non sarebbe facilitata senza la cordiale e generosa disponibilit\u00e0 e collaborazione dello Stato italiano. Se ne \u00e8 potuta avere una ulteriore dimostrazione nel corso del recente Giubileo straordinario, che ha visto tanti fedeli venire a Roma, presso le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo, nello spirito della riconciliazione e della misericordia. Nonostante l&#8217;insicurezza dei tempi che stiamo vivendo, le celebrazioni giubilari hanno potuto svolgersi in maniera tranquilla e con grande vantaggio spirituale. Del grande impegno assicurato dall&#8217;Italia al riguardo la Santa Sede \u00e8 pienamente consapevole e sentitamente grata.<br \/>\nSignor Presidente,<br \/>\nsono certo che, se l&#8217;Italia sapr\u00e0 avvalersi di tutte le sue risorse spirituali e materiali in spirito di collaborazione tra le sue diverse componenti civili, trover\u00e0 la via giusta per un ordinato sviluppo e per governare nel modo pi\u00f9 appropriato i fenomeni e le problematiche che le stanno di fronte.<br \/>\nLa Santa Sede, la Chiesa Cattolica e le sue istituzioni assicurano, nella distinzione dei ruoli e delle responsabilit\u00e0, la loro fattiva collaborazione in vista del bene comune. Nella Chiesa Cattolica e nei principi del Cristianesimo, di cui \u00e8 plasmata la sua ricca e millenaria storia, l&#8217;Italia trover\u00e0 sempre il migliore alleato per la crescita della societ\u00e0, per la sua concordia e per il suo vero progresso.<br \/>\nChe Dio benedica e protegga l&#8217;Italia!<br \/>\n\u00a0<br \/>\nParole a braccio del Papa rivolte ai bambini nei Giardini del Quirinale<br \/>\nCari ragazzi e ragazze, grazie tante di essere qui. Grazie tante per il vostro canto e anche per il vostro coraggio. Andate avanti con coraggio, sempre su, sempre su! E&#8217; un&#8217;arte salire sempre. E&#8217; vero che nella vita ci sono difficolt\u00e0 &#8211; voi avete sofferto tanto con questo terremoto &#8211; ci sono cadute, ma mi viene in mente quella bella canzone che cantano gli alpini: &#8220;Nell&#8217;arte di salire il successo non sta nel non cadere ma nel non rimanere caduto&#8221;. Sempre su, sempre quella parola &#8220;alzati&#8221;, e su!<br \/>\nChe il Signore vi benedica!<\/p>\n","protected":false},"author":4186,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[1],"tags":[],"geo":[2254],"class_list":{"0":"post-71156","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-cronaca","6":"geo-roma"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/71156"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/4186"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=71156"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/71156\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=71156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=71156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=71156"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=71156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}