{"id":58794,"date":"2015-08-14T23:21:11","date_gmt":"2015-08-14T23:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_la_passeggiata_notturna_dei_giganti_mata_e_grifone\/"},"modified":"2015-08-14T23:21:11","modified_gmt":"2015-08-14T23:21:11","slug":"video_la_passeggiata_notturna_dei_giganti_mata_e_grifone","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_la_passeggiata_notturna_dei_giganti_mata_e_grifone\/","title":{"rendered":"La passeggiata notturna dei Giganti Mata e Grifone"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; in corso a Messina la passeggiata dei Giganti Mata e Grifone, mitici fondatori della citt\u00e0.<\/p>\n<p>La storia<\/p>\n<p>Dopo la creazione del Regno di Sicilia, tra Messina e Palermo si stabil\u00ec un\u2019aspra rivalit\u00e0 per la contesa del titolo di capitale dell\u2019isola, rivalit\u00e0 che prosegu\u00ec fino all\u2019arrivo degli spagnoli, nel\u2018500, che riaccesero la polemica. A sostegno delle loro ragioni, le due citt\u00e0 esibivano titoli e prerogative d\u2019eguale misura, e, alla fine, si decise di vagliare anche i titoli storici di fondazione. Avendo Palermo qualche prerogativa in pi\u00f9 rispetto a Messina, i messinesi si appellarono al mito del Gigante Zanclo, primo re dei Siculi, ma anche questo non serv\u00ec alla causa della citt\u00e0 peloritana.<\/p>\n<p>Le versioni sulla nascita dei \u201cGiganti\u201d Mata e Grifone, mitici progenitori di Messina, sono due, una leggendaria radicata nella tradizione e un\u2019altra storica, che venne proposta da Domenico Puzzolo Sigillo. La leggenda vuole che, verso il 965, un gigantesco moro di nome Hassam-Ibn-Hammar sbarcasse alla testa di numerosi pirati nelle vicinanze della citt\u00e0, iniziando a depredarla.<\/p>\n<p>Mata <\/p>\n<p>Durante le sue scorrerie, vide a Camaro la bella Marta (dialettalmente \u201cMata\u201d) che era figlia di un non meglio identificato Cosimo II di Castellaccio e se ne innamor\u00f2 perdutamente. I due erano per\u00f2 divisi dalla diversa religione, e, ottenuto un secco diniego dai genitori alla sua richiesta di matrimonio, Hassam decise di rapirla. Inutilmente cerc\u00f2 in tutti i modi di essere ricambiato del suo amore: Mata cedette soltanto quando il saraceno ricevette il battesimo e cambi\u00f2 il nome in Grifone.<\/p>\n<p>Abbandonata la spada, si dedic\u00f2 esclusivamente all\u2019agricoltura, spos\u00f2 la bella cammarota e fond\u00f2, con lei, la citt\u00e0 di Messina.<\/p>\n<p>Secondo la versione storica, invece, i Giganti sono figure allegoriche che ricodano un importante episodio avvenuto a Messina al tempo di Riccardo I duca di Normandia e re d\u2019Inghilterra, meglio noto col soprannome di \u201cCuor di Leone\u201d.<\/p>\n<p>Il sovrano si trovava nella nostra citt\u00e0, in occasione della Terza Crociata, dal settembre 1190 all\u2019aprile 1191, in un periodo in cui i greci erano potentissimi e angariavano i messinesi (latini). Malvisti da Riccardo, furono da esso osteggiati e durante il suo soggiorno messinese egli riusc\u00ec a fiaccarne l\u2019orgoglio facendo ampliare ed ulteriormente fortificare sulle alture della citt\u00e0  un\u2019imponente e antica fortezza, dominatrice e intimidatorie dei greci: non a caso il castello ebbe il nome di \u201cMatagriffone\u201d (oggi Tempio-Sacrario di \u201cCristo Re\u201d).<\/p>\n<p>L\u2019allusione del nome \u00e8 evidentissima derivando, \u201cMata\u201d, dal latino \u201cmateare\u201d (ammazzare) mentre \u201cGrifoni\u201d erano detti, nel Medio Evo e specialmente a Messina, i greci.<\/p>\n<p>Se esaminiamo con attenzione le teste dei Giganti si possono cogliere \u2013 osserva il Puzzolo Sigillo &#8211; in quella di Mata le espressioni di dominatrice e trionfatrice, simboleggiate dal serto di alloro fra i capelli e la \u201cmessinesit\u00e0\u201d sottolineata dal castello a tre torri (Matagriffone, Castellaccio e Gonzaga).<\/p>\n<p>La testa di Grifone, invece, dai capelli incolti, la folta barba, lo sguardo truce e l\u2019aspetto arcigno e selvaggio, la pelle scura, \u00e8 quella di un greco vinto che \u00e8 portato da Mata trionfatrice in stato di servit\u00f9 e che il capo scoperto e i lunghi orecchini pendenti confermano.<\/p>\n<p>I Giganti, oltre che coi nomi di Mata e Grifone, sono identificati con altri personaggi e ci\u00f2 si inquadra in quell\u2019ottica municipalistica di conferire antica nobilt\u00e0 alla citt\u00e0, soprattutto nel secolo XVI: Zanclo e Rea; Saturno e Cibele; Cam e Rea. In quest\u2019ultima versione, l\u2019unione di Cam (figlio di No\u00e8 e i cui discendenti popolarono l\u2019Africa) e Rea (la \u201cmagna mater\u201d greca) porterebbe, addirittura, al toponimo di Camaro (\u201ci Cammari\u201d nella forma dialettale).<\/p>\n<p>Non si conosce la data della prima costruzione dei due Giganti, ma dalle fonti scritte e dai documenti, si apprende che lo scultore fiorentino Martino Montanini realizz\u00f2 nel 1560 la statua di Grifone, con la testa e le braccia mobili. Nel 1581, secondo Gaetano La Corte Cailler, gli arti e la testa vennero fissati, sul disegno precedente, dal carrarese Andrea Calamech.<\/p>\n<p>Grifone <\/p>\n<p>Sull\u2019antichit\u00e0 della Statua di Grifone, testimonia il La Corte Cailler che nel corso dei restauri del 1926: \u201c\u2026sul petto del Gigante si sono notati tre medaglioni, che prima nessuno aveva osservato, uno dei quali risale certamente al XIII secolo mentre gli altri due sono dei secoli susseguenti\u201d. La Gigantessa Mata, invece, venne completamente rifatta dopo il terremoto del 1783 (la testa era stata modellata dallo scultore Santi Siracusa nel 1709) ed entrambi i Colossi, nel 1723, assunsero l\u2019attuale posizione equestre.<\/p>\n<p>Ulteriormente danneggiati dal sisma del 1908, furono restaurati nel 1926, e, ancora danneggiati dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, nel 1951 furono sottoposti a rifacimenti da parte del prof. Michele Amoroso con la consulenza storica di Domenico Puzzolo Sigillo. La testa di Mata, gi\u00e0 rifatta in gesso dal prof. Amoroso, nel 1958 venne sostituita dall\u2019attuale scolpita dal giarrese Mariano Grasso e dipinta dallo stesso prof. Amoroso.<\/p>\n<p>La testa di Grifone, invece, \u00e8 quella originale cinquecentesca del Calamech.<br \/>\nIn quattrocento anni di vita, difficilmente i due Giganti hanno saltato l\u2019annuale appuntamento con i messinesi, che con gioia aspettano quei giorni per far vedere ai loro bambini l\u2019imponenza delle due figure equestri. <\/p>\n<p>Il 10 agosto vengono prelevati dal deposito in via Catania, dove sono custoditi tutto l\u2019anno, e trasportati nel vicino villaggio Camaro, ritenuto luogo di nascita di Mata. Il 13 agosto, tra due ali di folla, sono trainati in passeggiata nella zona sud di Messina, e a sera, sistemati in piazza Unione Europea dove centinaia di bambini  fanno loro da contorno, facendosi fotografare dai genitori ai piedi di Mata o di Grifone.<\/p>\n<p>L\u2019indomani, la passeggiata continua nella zona nord, per poi ritornare in piazza Unione Europea dove rimanevano fino al 31 agosto, giornalmente erano ammirati anche dalle migliaia di turisti che sbarcavano dalle navi da crociera.<br \/>\nOggi, non si capisce sulla scorta di quale tradizione, vengono portate in piazza Duomo dove restano fino alla fine d&#8217;agosto creando un unico quanto sbagliato contenitore delle &#8220;Machine Festive&#8221; pi\u00f9 importanti di Messina.  <\/p>\n<p>Fino agli anni Sessanta i Giganti erano trainati da una folta schiera di tiratori, vestiti con un abito bianco, cappello rosso con nappa pendente (\u201cmeusa\u201d) e sciarpa dello stesso colore ai fianchi.<\/p>\n<p>Il corteo era preceduto da quattro tamburi e zampogne,   affiancati da un \u201ccammellaccio\u201d animato da due uomini al suo interno e guidato da un cammelliere (a ricordo dell\u2019ingresso trionfale nel 1061, a Messina, del Gran Conte Ruggero il normanno).<\/p>\n<p>Il primo settembre, le colossali statue equestri sono riportate nel deposito comunale di via Catania, dove restano tristemente abbandonate  fino al 10 agosto dell\u2019anno successivo.<\/p>\n<p>E\u2019 da tanto tempo che si cerca di realizzare un Museo delle \u201cMachine Festive\u201d dove tenere esposte, permanentemente, la Vara e i Giganti, ma, fino ad oggi, purtroppo ogni tentativo \u00e8 risultato vano.<\/p>\n<p>Le \u201cMachine Festive\u201d del Ferragosto messinese sono state descritte e riportate su antiche stampe da personaggi illustri, come Giuseppe La Farina nel 1841; dal gesuita Placido Samperi nel 1644; dall\u2019architetto e pittore Jean Laurent Houel nel 1776, che, nella sua opera \u201d Viaggio pittoresco nell\u2019Isola di Sicilia\u201d stampata a Parigi nel 1784, descrive la festa della Vara paragonandola a quella palermitana di Santa Rosalia.<br \/>\nwww. messinaierieoggi.it<br \/>\ndi Pippo Lombardo<\/p>\n","protected":false},"author":5276,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[1],"tags":[],"geo":[6624,57],"class_list":{"0":"post-58794","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-cronaca","6":"geo-messina","7":"geo-sicilia"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/58794"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/5276"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=58794"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/58794\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=58794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=58794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=58794"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=58794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}