{"id":39324,"date":"2016-05-27T15:49:14","date_gmt":"2016-05-27T15:49:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_taranto_maxi_sequestro_di_cetrioli_di_mare_il_blitz_della_polizia\/"},"modified":"2016-05-27T15:49:14","modified_gmt":"2016-05-27T15:49:14","slug":"video_taranto_maxi_sequestro_di_cetrioli_di_mare_il_blitz_della_polizia","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_taranto_maxi_sequestro_di_cetrioli_di_mare_il_blitz_della_polizia\/","title":{"rendered":"Taranto, maxi sequestro di &#8220;cetrioli di mare&#8221;: il blitz della polizia"},"content":{"rendered":"<p>Questa mattina, la Polizia di Stato di Taranto e la Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo d\u00b4urgenza emesso dalla Procura della Repubblica del capoluogo ionico, apponendo i sigilli a due magazzini utilizzati da un organizzazione radicata nell\u00b4area tarantina per lo stoccaggio e la lavorazione di ingenti quantitativi di Oloturie, i c.d. Cetrioli di Mare. Trattasi di esemplari di una specie ittica, appartenente alla famiglia degli echinodermi, noti per le elevate capacit\u00e0 filtranti, che vengono letteralmente &#8220;razziate&#8221; dal litorale della Provincia di Taranto, da Capo San Vito a Punta Prosciutto. Tale fenomeno scaturisce dalla fortissima e continua domanda di questo prodotto ittico da parte dei Paesi Asiatici &#8211; in particolare, della Cina &#8211; dove lo stesso trova utilizzo nel settore farmaceutico, cosmetico e, non ultimo, in quello alimentare, tale da aver determinato la costituzione, a Taranto, di un vero e proprio &#8220;sistema&#8221; organizzato, di tipo imprenditoriale, che avvalendosi di numerosi soggetti, coinvolti a vario titolo, gestisce tutte le fasi del ciclo produttivo: dalla cattura alla mondatura mediante eviscerazione del prodotto, alla bollitura, fino all\u00b4esportazione, specialmente verso Hong Kong. Il giro d\u00b4affari derivante dalla commercializzazione delle oloturie \u00e8 impressionante. Si consideri che, se un pescatore guadagna circa 0,80 centesimi di Euro per ogni chilogrammo di Oloturie raccolte, gli addetti alla pulizia del prodotto guadagnano dai 30 ai 50 Euro al giorno, mentre il prodotto finito rende circa 7 Euro al chilogrammo all\u00b4imprenditore ittico che lo esporta in Cina, dove viene messo sul mercato a cifre esorbitanti, oscillanti dai 200 ai 600 dollari al chilogrammo, generando un vero e proprio business milionario. Per comprendere meglio la portata del fenomeno, va detto che l\u00b4esercito di pescatori tarantini &#8211; specialmente gli abusivi &#8211; storicamente dediti alla raccolta dei ricci di mare lungo il litorale Jonico, si \u00e8 in gran parte riconvertito alla pesca delle oloturie, dal momento che i guadagni sono esponenzialmente superiori ed il &#8220;rischio d\u00b4impresa&#8221; \u00e8 praticamente nullo, atteso che, allo stato attuale, nel nostro Paese non esiste alcuna disposizione di legge che regolamenti questo tipo di pesca, che si sta traducendo in una vera e propria &#8220;mattanza incontrollata&#8221; di tale specie ittica, della quale il nostro mare si sta rapidamente impoverendo.<br \/>\nSulla base di studi condotti da autorevoli centri di ricerca,  \u00e8 emerso che le Oloturie sono organismi &#8220;detritivori&#8221; in quanto introducono, attraverso l&#8217;apertura boccale, sabbia, fango e, in generale, i sedimenti che costituiscono il fondo, quindi trattengono, nutrendosene, le particelle di materiale organico (microalghe, batteri, ecc.) in essi presenti. Attraverso l&#8217;apertura anale, espellono poi le parti non viventi. Queste ultime, emesse con le feci, possono essere ricolonizzate da batteri, funghi, protisti etc. cos\u00ec da iniziare un nuovo ciclo. Uno studio condotto proprio presso l\u00b4Istituto per l\u00b4Ambiente Marino Costiero di Taranto CNR (Stabili et al., 2013) ha evidenziato che se le Oloturie sono messe a contatto con un refluo fognario ad elevata concentrazione batterica, esse sono in grado di accumulare e di digerire una considerevole quantit\u00e0 dei microrganismi, anche patogeni, presenti nello stesso refluo. Dunque, questi organismi risultano essere dei veri &#8220;biorimediatori naturali&#8221;, capaci di assimilare e abbattere i batteri, compresi quelli potenzialmente patogeni, fornendo, quindi, alle popolazioni rivierasche, un servizio &#8220;eco-friendly&#8221; di depurazione degli inquinanti batterici presenti nell\u00b4ambiente marino. Le oloturie, inoltre, concorrono a impedire l&#8217;insorgere di crisi anossiche e favoriscono l&#8217;insediamento delle fanerogame marine, Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa, che sono specie protette e realizzano gli habitat con la pi\u00f9 alta produttivit\u00e0 negli ecosistemi marini e salmastri. Ne deriva che la pesca eccessiva ed indiscriminata di Oloturie pu\u00f2 causare l\u00b4estinzione di una o pi\u00f9 specie di oloturia, se non di tutte, presenti in una determinata zona, con una conseguente diminuzione della biodiversit\u00e0, tale da compromettere la stabilit\u00e0 dell\u00b4ecosistema di riferimento, rendendolo, quindi, pi\u00f9 vulnerabile alle varie pressioni cui \u00e8 sottoposto, antropiche e non, oltre alla perdita di numerosissimi &#8220;servizi&#8221; resi agli ecosistemi.<br \/>\nL\u00b4odierno intervento, quindi, scaturisce dalla necessit\u00e0 di arginare la distruzione della biodiversit\u00e0 e l\u00b4alterazione dell\u00b4ecosistema marino derivanti dall&#8221;asportazione totale&#8221; in atto delle Oloturie presenti sui fondali marini del litorale Jonico, in quanto non vi \u00e8 dubbio che la stessa non trover\u00e0 sosta se non quando non saranno pi\u00f9 presenti esemplari da raccogliere. In tal senso, ai responsabili individuati viene contestata l\u00b4integrazione dei c.d. &#8220;ecoreati&#8221;, recentemente inseriti nel Codice Penale (&#8220;inquinamento ambientale&#8221;, &#8220;disastro ambientale&#8221;)<\/p>\n","protected":false},"author":4731,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[1],"tags":[],"geo":[55,6062],"class_list":{"0":"post-39324","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-cronaca","6":"geo-puglia","7":"geo-taranto"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/39324"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/4731"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=39324"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/39324\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=39324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=39324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=39324"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=39324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}