{"id":39153,"date":"2016-07-27T14:38:08","date_gmt":"2016-07-27T14:38:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_2_stranieri_arrestati_durante_indagine_antiterrorismo\/"},"modified":"2016-07-27T14:38:08","modified_gmt":"2016-07-27T14:38:08","slug":"video_2_stranieri_arrestati_durante_indagine_antiterrorismo","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_2_stranieri_arrestati_durante_indagine_antiterrorismo\/","title":{"rendered":"2 stranieri arrestati durante indagine antiterrorismo"},"content":{"rendered":"<p>La Polizia di Stato arresta 2 stranieri e ne denuncia un terzo nell\u00b4ambito di un\u00b4indagine finalizzata ad accertare attivit\u00e0 con finalit\u00e0 di terrorismo<\/p>\n<p>Si tratta di tre marocchini, tra i 27 e i 44 anni, tutti residenti nella provincia di Savona, in Italia da anni, con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali e in materia di falso.<br \/>\nL\u00b4attivit\u00e0 di indagine, diretta dalla Procura Distrettuale Antiterrorismo di Genova, nasce a seguito della segnalazione di una giovane savonese al Commissariato di P.S. online della Polizia Postale e delle Comunicazioni, relativa ad un messaggio Whatsapp pervenuto sull\u00b4utenza cellulare della ragazza da un contatto non presente nella sua rubrica e originante da un numero del Marocco.<br \/>\nCi\u00f2 che aveva indotto la venticinquenne a rivolgersi alla Polizia Postale era l\u00b4immagine riprodotta nel profilo Whatsapp: la foto, cio\u00e8, di una giovane ragazza con un mitra in mano ed in posizione di tiro.<br \/>\nLa segnalazione veniva subito inviata agli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Imperia che, anche con l\u00b4aiuto della ragazza, ricostruivano che circa tre mesi prima, transitando nei pressi di una struttura data in cessione a profughi provenienti dall\u00b4Africa, aveva prestato il proprio cellulare ad uno dei marocchini ivi residente, che a suo dire aveva la necessit\u00e0 di contattare dei conoscenti nel Paese d\u00b4origine.<br \/>\nLe successive indagini della Polpost ligure, coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno quindi ricostruito una fitta rete di contatti dai quali emergeva il sospetto di possibile attivismo dei tre indagati nel campo del proselitismo all\u00b4autoproclamato Stato Islamico.<br \/>\nLa complessa attivit\u00e0 investigativa, che si \u00e8 avvalsa anche di intercettazioni telefoniche internazionali e telematiche, nonch\u00e8 del costante monitoraggio delle navigazioni in Rete, ed in particolare sui social network, degli indagati ha evidenziato come i tre marocchini creassero  profili Facebook utilizzando numeri di cellulari intestati ad altre persone.<br \/>\nLa Procura Distrettuale Antiterrorismo di Genova, sulla base delle risultanze investigative, ha emesso i provvedimenti di perquisizione eseguiti dal personale della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Imperia, unitamente a quello della D.I.G.O.S. e della Squadra Mobile della Questura di Savona, e l\u00b4ausilio di una Unit\u00e0 cinofila della Polizia di Stato di Torino, presso i domicili dei tre marocchini, ove sono stati rinvenuti e sequestrati telefoni cellulari che saranno ora sottoposti ad analisi tecniche pi\u00f9 approfondite, che per\u00f2 hanno gi\u00e0 evidenziato la presenza di ulteriori profili e siti in lingua araba utilizzati dagli indagati, adesso al vaglio degli investigatori.<br \/>\nPeraltro, nel corso delle perquisizioni \u00e8 stata anche rinvenuta cocaina, bilancini e circa 5 mila euro in contanti, nonch\u00e9 una decina di documenti di identit\u00e0 italiani, non rubati, sui quali sono in corso approfondimenti per verificare se siano legati ad una possibile attivit\u00e0 di spaccio da parte degli arrestati, ad esempio lasciati a garanzia del debito, o se invece il loro possesso sia finalizzato a ben altri impieghi.<br \/>\nL\u00b4odierna operazione si inserisce nel pi\u00f9 ampio contesto della intensificata attivit\u00e0 antiterrorismo condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni a partire dall\u00b4autoproclamazione dello Stato Islamico del giugno 2014.<br \/>\nGli attacchi terroristici avvenuti anche in Paesi dell\u00b4Unione Europea e il sempre pi\u00f9 diffuso ricorso alla rete Internet da parte delle organizzazioni terroristiche facenti capo al Daesh, come strumento di diffusione delle ideologie pi\u00f9 radicali e di rivendicazione e come mezzo complementare di attuazione della strategia jihadista hanno, infatti, suggerito alla Specialit\u00e0 l\u00b4intensificazione dell\u00b4attivit\u00e0 di prevenzione e contrasto attraverso percorsi investigativi che prevedono relazioni sinergiche con la Polizia di Prevenzione ed il comparto intelligence.<br \/>\nPer questo il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni unitamente alle proprie articolazioni territoriali, effettua un costante monitoraggio della rete anche con l\u00b4ausilio di interpreti madrelingua, che nel corso dell\u00b4ultimo anno ha portato al monitoraggio di 11833 siti e spazi virtuali e all\u00b4oscuramento di 6635 di essi.<br \/>\nTale incessante attivit\u00e0 consente, a seconda dei casi, ad operare sotto un profilo penale, attraverso l\u00b4arresto degli individui o dei gruppi nei confronti dei quali si acquisiscono elementi di reit\u00e0 perseguibili secondo l\u00b4ordinamento giuridico italiano (come \u00e8 accaduto, per fare un esempio, per i due jihadisti di Milano e Brescia, che postavano su twitter minacce all\u00b4Italia pubblicando foto del Colosseo e di diverse stazioni ferroviarie e progettavano di colpire l\u00b4aeroporto militare di Ghedi e l\u00b4azienda presso la quale lavorava uno dei due), o attraverso un profilo amministrativo, mettendo il Ministro dell\u00b4Interno in condizione di espellerli dal territorio italiano per contiguit\u00e0 all\u00b4IS.<br \/>\nInoltre, sempre al fine di prevenire la radicalizzazione in rete, la Polizia Postale e delle Comunicazioni provvede anche al costante monitoraggio per individuare illecite azioni di carattere razzista, xenofoba, sessuofobica o comunque ispirate a reati di odio.<\/p>\n","protected":false},"author":4731,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[1],"tags":[],"geo":[2437,50],"class_list":{"0":"post-39153","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-cronaca","6":"geo-genova","7":"geo-liguria"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/39153"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/4731"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=39153"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/39153\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=39153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=39153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=39153"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=39153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}