{"id":164334,"date":"2016-04-03T16:24:01","date_gmt":"2016-04-03T16:24:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_cariati_il_cif_e_il_comprensivo_contro_la_violenza_di_genere_2\/"},"modified":"2016-04-03T16:24:01","modified_gmt":"2016-04-03T16:24:01","slug":"video_cariati_il_cif_e_il_comprensivo_contro_la_violenza_di_genere_2","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_cariati_il_cif_e_il_comprensivo_contro_la_violenza_di_genere_2\/","title":{"rendered":"Cariati:Il CIF e il Comprensivo contro la violenza di genere"},"content":{"rendered":"<p>Video recita************************Servizio di Ignazio Russo<br \/>\n********************************************************************************<br \/>\n \u201cRompiamo le catene del pregiudizio e dell\u2019ignoranza: insieme si pu\u00f2\u201d. Il Teatro comunale di Cariati ha ospitato ieri mattina la manifestazione Break The Chain, contro la violenza di genere. L\u2019evento \u00e8 stato fortemente voluto dal CIF (Centro Italiano femminile) di Cariati, in collaborazione con l\u2019Istituto Comprensivo, il Comune di Cariati, i Carabinieri di Rossano e Cariati con la presenza del Comandante Nicodemo Leone, l\u2019Arcidiocesi Rossano-Cariati rappresentata da Don Mos\u00e8 e la scuola di ballo Lory Dance. E\u2019 stato un importante momento di sensibilizzazione verso le violenze nascoste o palesi, che ogni giorno sono perpetrate nei confronti delle donne. Coordinata dall\u2019Avv. Assunta Trento la manifestazione \u00e8 stata introdotta dalla presidente del CIF, Maria Rosaria Galati e dalla dirigente del Comprensivo, Maria Brunetti, la quale si \u00e8 fatta portavoce dei saluti e dell\u2019intervento del dirigente dell\u2019ATP di Cosenza Luciano Greco, impossibilitato a presenziare a causa di sopraggiunti impegni istituzionali, che riportiamo integralmente: \u201cCon vivo rammarico impegni istituzionali mi impediscono di partecipare a questo interessante momento, ma mi sia consentito partecipare un sentimento di sincero ringraziamento agli organizzatori di questo evento e a tutti coloro che oggi prendono parte ad un\u2019assise su un tema, quello della violenza di genere, di enorme impatto sociale e di crescente intensit\u00e0 emotiva. Sono questi i motivi che devono stimolarci a coinvolgere le giovani generazioni in riflessioni e pensieri che maturano in un confronto aperto e franco nel quale deve pi\u00f9 che mai deve affermarsi una rinnovata consapevolezza. Ogni condotta che mira ad annientare la donna nella sua identit\u00e0 e libert\u00e0 &#8211; non soltanto fisicamente, ma anche nella sua dimensione psicologica, sociale e lavorativa &#8211; \u00e8 una violenza di genere. Le cose vanno chiamate con il loro nome. La violenza di genere non \u00e8 legata soltanto ad omicidi a le lesioni gravi da parte di partner o ex partner. Ci sono donne che subiscono quotidianamente maltrattamenti, violenze sessuali e psicologiche, minacce e molestie. Donne alle quali viene negato l&#8217;accesso all&#8217;istruzione o al mondo del lavoro e che, essendo in condizioni di dipendenza economica, non riescono ad allontanarsi da un contesto relazionale di rischio. Donne che, anche dopo aver trovato la forza di uscire da situazioni di questo tipo, non incontrano il sostegno sociale e istituzionale necessario per ricostruire la propria vita. Molte delle vittime di omicidio o lesioni gravi avevano gi\u00e0 denunciato episodi di violenza o di maltrattamento. Altre, invece, non avevano mai chiesto aiuto, per sfiducia nelle istituzioni, per mancanza di mezzi o per una pericolosa sottovalutazione delle violenze subite. \u00c8 di qualche mese fa l\u2019inaugurazione a pochi chilometri da Cariati di una palestra ubicata in un istituto scolastico superiore, intitolata a Fabiana Luzzi, la sfortunata studentessa non ancora sedicenne poco tempo addietro bruciata viva da un suo quasi-coetaneo a Corigliano Calabro. Trovarsi a parlare coi suoi genitori \u00e8 stato aver di fronte e sentire lo strazio pi\u00f9 grande che a un essere umano possa essere dato di vivere. Cosa si pu\u00f2 rispondere alla domanda: \u00abcome si pu\u00f2 portare una figlia in una borsa\u00bb? I dati sul femminicidio non hanno bisogno di commenti: il rapporto Eures dice che tra il 2000 e il 2011 i femminicidi in Italia sono stati 2061, su un totale di 7440 omicidi. E di questi 2061, ben 1459 sono stati quelli maturati in ambito familiare. Un\u2019emergenza, se con questa parola si intende un fenomeno gravissimo; ma non se si intende qualcosa di inaspettato, imprevedibile, perch\u00e9 gran parte delle donne uccise aveva gi\u00e0 fatto una denuncia. Donne uccise in quanto donne, perch\u00e9 la loro autonomia \u00e8 stata ritenuta insopportabile da mariti, compagni, fidanzati, ex-fidanzati. La cultura e le istituzioni: questi i due piani di azione sui quali dobbiamo muoverci. Nessuna nuova norma ha senso se non cammina insieme ad un profondo cambiamento del nostro modo di pensare, parlare, guardare. Il rispetto della donna \u00e8 un fatto che passa anche dall\u2019uso della lingua e dell\u2019immagine. Ogni volta che si deve offendere una donna \u00e8 immancabile il riferimento ai presunti comportamenti sessuali della stessa. Qualunque sia il ceto sociale di appartenenza, qualunque sia il grado di istruzione, qualunque sia la natura della discussione, l\u2019uomo (anche giovane, purtroppo) di norma non ribatte sullo stesso terreno, ma sposta il piano su quello dell\u2019offesa sessuale. Lo afferma la Corte di cassazione in una recente sentenza. \u00abPorre le donne in condizione di marginalit\u00e0 e minorit\u00e0\u00bb dice la sentenza  \u00ab\u00e8 uno degli effetti che ha ottenuto e ottiene parte della comunicazione\u00bb. Un oggetto \u2013 non un soggetto \u2013 al pari dei prodotti di cui promuove la vendita. \u00c8 una nostra negativa anomalia, questa deformazione pubblicitaria della donna. In giro per l\u2019Europa non \u00e8 abituale usare donne seminude per vendere yogurt, televisori, valige. Cos\u00ec come sarebbe difficile vedere in onda uno spot in cui pap\u00e0 e bambini stanno seduti a tavola, mentre la mamma in piedi serve tutti. La soluzione non si trover\u00e0 finch\u00e9 saranno solo le donne a discuterne; finch\u00e9 non si comprender\u00e0 che il problema della sottorappresentazione e della rappresentazione offensiva della donna ha una dimensione maschile, di educazione al rispetto, che riguarda in primo luogo gli uomini. Questa rappresentazione regressiva della donna \u00e8 un ostacolo alla complessiva maturazione della societ\u00e0, specialmente nella sua componente maschile, a sua volta prigioniera di immagini e modelli del tutto irrealistici. Come uscirne, come concorrere a produrre una nuova cultura? Attraverso il dialogo e la riflessione di cui la giornata di oggi \u00e8 cristallina testimonianza. Educare non \u00e8 compito della pubblicit\u00e0. Devono farlo le famiglie, la scuola, le istituzioni\u201d. Si \u00e8 entrati subito sull\u2019argomento con l\u2019originale idea di inscenare la commedia di Aristofane, \u201cDonne in parlamento\u201d, orchestrata dalle docenti Carmela Fazio e Le Voci. Lo spettacolo \u00e8 stato arricchito da video esplicativi e spesso toccanti, cos\u00ec come emozionante \u00e8 stato il flashmob finale realizzato dagli alunni del Comprensivo e dalle due istruttrici di ballo della scuola Lory dance.  A corredo della giornata, hanno fatto bella mostra i lavori artistici realizzati dagli alunni del Comprensivo e dalle docenti Concetta Russo e Anna Chirumbolo. Anche i genitori hanno partecipato e contribuito alla riuscita dell\u2019evento, che, come da tradizione, ha visto uniti scuola, famiglie, enti, istituzioni e associazioni, confermando ancora una volta lo spirito di collaborazione che caratterizza la comunit\u00e0 cariatese nei confronti della scuola. In chiusura Francesca Gallello ha fornito il proprio contributo di scrittrice, presentando alcuni brani dal libro \u201cDonna Rosa\u201d. Erano pure presenti anche gli studenti della classe quinta dell\u2019indirizzo chimico dell\u2019IPSIA di Cariati, autori di un cortometraggio a tema, realizzato sotto la guida della loro docente Raffaella Affabile.<\/p>\n","protected":false},"author":17681,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[8282],"tags":[],"geo":[44,611,586],"class_list":{"0":"post-164334","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-arte-e-cultura","6":"geo-calabria","7":"geo-cariati","8":"geo-cosenza"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/164334"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/17681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=164334"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/164334\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=164334"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=164334"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=164334"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=164334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}