{"id":147558,"date":"2017-02-08T11:22:48","date_gmt":"2017-02-08T11:22:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_fatture_false_emesse_e_ricevute_per_60_milioni_di_euro\/"},"modified":"2017-02-08T11:22:48","modified_gmt":"2017-02-08T11:22:48","slug":"video_fatture_false_emesse_e_ricevute_per_60_milioni_di_euro","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_fatture_false_emesse_e_ricevute_per_60_milioni_di_euro\/","title":{"rendered":"Fatture false emesse e ricevute per 60 milioni di euro"},"content":{"rendered":"<p>Frode carosello <\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019operazione denominata \u201cRAMBO\u201d, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno, con il coordinamento del Comando Regionale Toscana, e funzionari dell\u2019Agenzia delle Dogane labronica, il 7 febbraio u.s., hanno eseguito &#8211; dando corso a 15 perquisizioni tra abitazioni, sedi societarie ed uno studio commercialistico, dislocate tra Toscana, Trentino Alto Adige, Campania ed Emilia Romagna &#8211; l\u2019ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Livorno, Dott. Antonio Pirato, di applicazione degli arresti domiciliari nei confront i di due imprenditori livornesi e di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di ulteriori due persone (sempre residenti a Livorno), per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una complessa frode fiscale.<\/p>\n<p>L\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria ha disposto, inoltre, su richiesta della locale Procura della Repubblica, il sequestro preventivo finalizzato all a confisca per equivalente per oltre 4 milioni di euro su conti correnti, denaro, autovetture e immobili nella disponibilit\u00e0 di 6 imprese (2 ditte individuali e 4 societ\u00e0) e di 7 degli 8 indagati, a vario titolo coinvolti nel sodalizio criminale e denunciati, a vario titolo, per reati tributari.<\/p>\n<p>Gli illeciti ipotizzati a carico delle 8 persone fisiche denunciate \u2013 tra cui il titolare di uno studio commercialista, non raggiunto da provvedimen ti cautelari &#8211; vanno dall\u2019emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, all\u2019infedele ed omessa presentazione delle dichiarazioni, fino all\u2019occultamento di documentazione contabile; nei confronti di 7 soggetti \u00e8 stata, altres\u00ec, contestata l\u2019associazione per delinquere.<\/p>\n<p>Le indagini, in particolare, hanno preso avvio da un controllo fiscale eseguito nei confronti di una ditta individuale operante a Livorno nel settore della vendita di prodotti informatici e hanno fatto emergere l\u2019esistenza di un\u2019organizzazione finalizzata ad evadere l\u2019Erario, riconducibile al dominus livornese, M.B., destinatario, insieme al suo \u201cbraccio destro\u201d, E.M., di custodia cautelare domiciliare.<\/p>\n<p>Obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, invece, a carico dei due formali rappresentanti legali delle societ\u00e0 di comodo (di fatto amministrate da M.B.), tali F.B. e M.F., rei di aver sistematicamente emesso fatture per operazioni inesistenti a 3 imprese delle province di Bolzano ed Avellino.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 svolte dagli Organi inquirenti, dirette personalmente dal Procuratore della Repubblica, Cons. Ettore Squillace Greco e dai Sost. Proc. Dott.ssa Arianna Ciavattini e Sabrina Carmazzi, hanno consentito di individuare, all\u2019interno della menzionata associazione, 9 persone giuridiche (2 ditte individ uali e 7 societ\u00e0), con un giro di fatture false, tra emesse ed utilizzate, pari a circa 60 milioni di euro.<\/p>\n<p>Le investigazioni, iniziate nel 2015, hanno permesso di ascrivere l\u2019ipotesi fraudolenta al sistema del \u201c carosello fiscale \u201d, attuato tramite triangolazioni fra le societ\u00e0 coinvolte al semplice scopo di evadere l\u2019Iva, nel settore del commercio dei prodotti elettronici (quali telecamere, macchine fotografiche, cellulari, computer, navigatori satellitari, ecc.), destinati alla grande distribuzione nonch\u00e9 al commercio al dettaglio via web.<\/p>\n<p>Gli imprenditori, infatti, hanno appositamente costituito ditte individuali e societ\u00e0 cd. \u201ccartiere\u201d, aventi sedi formali tra le province di Livorno, Pisa e Bologna, ma di fatto tutte gestite a Livorno.<\/p>\n<p>Le imprese, prive di struttura imprenditoriale, acquistavano ingenti quantit\u00e0 di prodotti hi-tech direttamente dai fornitori comunitari (francesi e tedeschi); in realt\u00e0 la merce non veniva consegnata alle ditte che avevano effettuato l\u2019ordine, ma direttamente agli effettivi destinatari, beneficiari della frode, N.K. e P.C. d i Bolzano e E.M., imprenditrice avellinese.<\/p>\n<p>Le cartiere quindi, venivano interposte, facendo da filtro, nelle transazioni commerciali tra i fornitori europei e le societ\u00e0 operative campana ed altoatesina, effettuando gli acquisti comunitari di beni, che poi rivendevano sul territorio nazionale solo formalmente, perch\u00e9 la merce era gi\u00e0 stata recapitata ai destinatari, accollandosi, conseguentemente un debito I.V.A ., che poi non versavano all\u2019Erario.<\/p>\n<p>Dal punto di vista documentale le operazioni erano contabilizzate nel seguente modo: le dittesociet\u00e0 di comodo &#8211; inadempienti agli obbligh i tributari \u2013 ricevevano le fatture dai fornitori comunitari, senza applicazione dell\u2019I.V.A. (in virt\u00f9 del meccanismo del cd. Reverse charge, applicato per le cessioni all\u2019interno di Stati dell\u2019Unione Europa ), procedevano poi ad emettere fattura, rivendendo il bene &#8211; questa volta con applicazione dell\u2019imposta sul valore aggiunto &#8211; a favore dei predetti acquirenti effettivi, ad un prezzo imponibile inferiore a quello praticato dai fornitori comunitari (dunque, sottocosto) contravvenendo a qualsivoglia logica di guadagno.<\/p>\n<p>Con l\u2019applicazione dell\u2019I.V.A. al 22% il prezzo complessivo della merce era di poco superiore a quello originario: quindi, i beneficiari ricevevano i prodotti ad un prezzo unitario indebitamente (ed estremamente) concorrenziale, che consentiva loro di collocarsi in una posizione privilegiata sul mercato.<\/p>\n<p>Per tutti i soggetti interposti, il meccanismo garantiva, invece, un elevato profitto, rappresentato dall\u2019I.V.A. non versata all\u2019erario, illecitamente ripartita tra il dominus della frode e gli amministratori (reali e di fatto ) delle cartiere.<\/p>\n<p>Le investigazioni hanno permesso di fare piena luce sul ruolo di primissimo piano svolto dal soggetto livornese dominus della frode, peraltro gi\u00e0 noto alle Fiamme Gialle labroniche in quanto denunciato nel 2011 per l\u2019emissione di fatture per operazioni inesistenti e omesso versamento di I.V.A..<\/p>\n<p>Tutte le decisioni operative, riguardanti la gestione delle attivit\u00e0 di acquisto e vendita delle diverse imprese, venivano assunte in una nota e frequentata palestra nel centro livornese, gestita sempre da M.B., ove lo stesso aveva fissato il suo quartier generale e presso cui le Fiamme gialle e i funzionari doganali hanno sequestrato documentazione contabile ed extracontabile riconducibile alle imprese cartiere ed eseguito copia forense dei computer utilizzati per la gestione, la fatturazione e la rendicontazione degli acquisti e delle vendite.<\/p>\n<p>Nel corso delle indagini \u00e8 anche emerso il rilevante apporto, per la realizzazione del meccanismo fraudolento, del commercialista \u201cdi fiducia\u201d dell\u2019imprenditore, titolare di uno studio commercialista a Pontedera.<\/p>\n<p>Contributo fondamentale, il suo, per ostacolare le attivit\u00e0 di controllo: tenutario delle scritture co ntabili di tutte le imprese coinvolte e incaricato della registrazione delle fatture, il commercialista aveva fatto in modo di fissare presso il proprio studio la sede legale delle societ\u00e0 e aveva presentato, per le stesse, dichiarazioni fiscali con importo pari a zero. In questo modo, le imprese non risultavano formalmente evasori totali (stante, appunto, la pre sentazione delle dichiarazioni), sebbene non dichiarassero all\u2019Erario n\u00e9 redditi n\u00e9 volume d\u2019affari.<\/p>\n<p>Denunciato, a titolo di concorso, per i reati tributari ascritti agli altri indagati, \u00e8 stato oggetto di una perquisizione domiciliare e presso lo studio commerciale, dove \u00e8 stata sottoposta a sequestro tutta la documentazione relativa al ritenuto meccanismo fraudolento.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 ha consentito anche di quantificare, per il momento, in oltre 4 milioni di euro il profitto illecito percepito dai membri dell\u2019associazione a delinquere: a conclusione della prima fase delle indagini, il Tribunale di Livorno ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del prezzo o profitto dei reati ascritti a ciascun indagato, fino a concorrenza di euro 4,3 milioni, al fine di scongiurare il rischio che questi si spogliassero delle disponibilit\u00e0 finanziarie e delle propriet\u00e0 mobiliari ed immobiliari.<\/p>\n<p>In sede di esecuzione dei provvedimenti cautelari, che hanno visto l\u2019impiego di 30 militari del Corpo e di 13 funzionali doganali, sono stati sottoposti a sequestro n. 2 immobili siti in Livorno del valore di circa 3 00.000 euro, 2 autovetture (una Mercedes e una Volkswagen Tiguan) e disponibilit\u00e0 liquide.<\/p>\n<p>Contestualmente, le perquisizioni domiciliari e presso le sedi formali ed effettive delle societ\u00e0 sono state finalizzate all\u2019acquisizione di documentazione contabile ed extracontabile prodotta dagli indagati, che consentir\u00e0, nel prosieguo delle attivit\u00e0, di quantificare nel suo complesso l\u2019intera materia imponibile sottratta a tassazione.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 si inserisce nel contesto delle investigazioni volte, sulla base delle direttive fornite dal Procuratore Capo della Repubblica di Livorno , all\u2019individuazione e all\u2019aggressione dei patrimoni illeciti da parte della criminalit\u00e0 economica, a tutela dell\u2019Erario e delle imprese puntualmente ottemperanti agli obblighi fiscali.<\/p>\n","protected":false},"author":16996,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[1],"tags":[],"geo":[6990,58],"class_list":{"0":"post-147558","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-cronaca","6":"geo-livorno","7":"geo-toscana"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/147558"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/16996"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=147558"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/147558\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=147558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=147558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=147558"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=147558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}