{"id":146684,"date":"2017-05-10T14:59:16","date_gmt":"2017-05-10T14:59:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youreporter.it\/video_5_arresti_sequestrato_patrimonio_per_8_8_milioni\/"},"modified":"2017-05-10T14:59:16","modified_gmt":"2017-05-10T14:59:16","slug":"video_5_arresti_sequestrato_patrimonio_per_8_8_milioni","status":"publish","type":"video","link":"https:\/\/www.youreporter.it\/video\/video_5_arresti_sequestrato_patrimonio_per_8_8_milioni\/","title":{"rendered":"5 arresti, sequestrato patrimonio per \u20ac. 8,8 milioni"},"content":{"rendered":"<p>Eseguite 5 misure cautelari personali per associazione per delinquere e reati tributari &#8211; Livorno.  5 arresti per associazione per delinquere e reati tributari: sequestrato patrimonio per \u20ac 8,8 milioni. <\/p>\n<p>Dalle prime ore del mattino, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza stanno dando esecuzione ad un\u2019ordinanza &#8211; emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, Dott.ssa Beatrice Dani &#8211; di applicazione della misura cautelare personale nei confronti di cinque persone, di cui due in carcere, uno sottoposto agli arresti domiciliari e due destinatari dell\u2019obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (di cui uno aggravato anche dall\u2019obbligo di dimora nel Comune di Livorno).<\/p>\n<p>Si tratta di A.K., albanese quarantenne dimorante a Livorno, G.V. italiano quarantanovenne dimorante a Rosignano Marittimo, A.V., italiana di anni trentatre\u0301 (moglie di A.K. e figlia di G.V.), S.V. italiano di anni ventisei (residente a Livorno, figlio di G.V. e fratello di A.V.) e F.R, argentino residente anch\u2019egli a Rosignano Marittimo.<\/p>\n<p>Le contestazioni hanno ad oggetto i reati di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, bancarotta semplice, appropriazione indebita aggravata, dichiarazione infedele, sottrazione al pagamento delle imposte, indebita compensazione di crediti inesistenti e intestazione fittizia di beni.<\/p>\n<p>Le indagini, dirette dalla locale Procura della Repubblica (P.M. Dr. Massimo Mannucci), sono state sviluppate da personale del Nucleo di Polizia Tributaria e hanno avuto origine nel mese di luglio 2015, a seguito dell\u2019esame di numerose segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema finanziario che attestavano consistenti prelevamenti e versamenti di denaro da parte di un gruppo di soggetti di nazionalita\u0300 italiana ed albanese, due dei quali gravati da numerosi precedenti penali, tra l\u2019altro, per reati contro la persona, il patrimonio e di natura fiscale.<\/p>\n<p>Le successive investigazioni di polizia giudiziaria hanno fatto emergere l\u2019esistenza di un sodalizio criminale, composto da quattro persone (tre dei quali legate da vincoli di parentela, A.K., G.V. e A.V.), con centro direzionale a Livorno e Rosignano Marittimo, in cui i due soggetti trasferiti in carcere (A.K. e G.V.) rappresentavano i promotori e gli organizzatori dell\u2019associazione, il soggetto sottoposto ai domiciliari (A.V.) aveva la funzione di \u201ccontabile interna\u201d delle varie societa\u0300 cooperative (amministrate di fatto dai due promotori), che fungeva da tramite con il quarto soggetto, un commercialista di Torre Annunziata (O.C., deceduto nel mese di dicembre 2016), costante punto di riferimento dell\u2019organizzazione criminale per garantire il sistema fraudolento con la predisposizione di infedeli dichiarazioni dei redditi e indebite compensazioni di crediti. Il predetto sodalizio criminale si e\u0300 avvalso del supporto di altri undici soggetti (estranei all\u2019associazione), parimenti indagati e coinvolti a vario titolo nel contesto illecito, soprattutto quali prestanome e amministratori di diritto delle societa\u0300 o per garantire l\u2019intestazione fittizia dei beni.<\/p>\n<p>Gran parte dei fatti contestati ruota intorno alla costituzione e alla gestione di cinque societa\u0300 cooperative, utilizzate senza effettive finalita\u0300 mutualistiche e in stretta continuita\u0300 temporale tra loro (dal 2011 ad oggi), per lo piu\u0300 con i medesimi dipendenti (oltre 200, italiani e albanesi, alcuni dei quali pluripregiudicati o con precedenti di polizia) nell\u2019ambito di un rapporto di collaborazione per l\u2019attivita\u0300 di facchinaggio e spostamento delle merci, instaurato presso la filiale di un corriere nazionale, con la complicita\u0300 di un dirigente della stessa societa\u0300 corriere, referente sul territorio toscano (indagato).<\/p>\n<p>In particolare, il gruppo criminale, nell\u2019instaurare e mantenere i rapporti commerciali con il corriere nazionale (con la stipula di contratti di appalto che consentivano ai sodali di avere sempre una fonte di guadagno \u201ccerta\u201d), non onorava le passivita\u0300 esistenti, con specifico riferimento ai debiti tributari e previdenziali maturati nei confronti dell\u2019Erario.<\/p>\n<p>Cosi\u0300 operando, durante la breve vita della cooperativa (1 o 2 anni), A.K. e G.V. (con la complicita\u0300 della contabile interna A.V.) si sono appropriati e hanno distratto, nell\u2019arco di un quinquennio, almeno 4,5 milioni di euro, mediante prelevamenti, bonifici con causali generiche e utilizzo sistematico di carte di credito. Si tratta di denaro che ha garantito un altissimo tenore di vita, in particolare ad A.K. e A.V. ed ai propri nuclei familiari, del tutto sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati (in media 15.000 euro annui): acquisti di beni di lusso (borse e gioielli), ripetuti viaggi all\u2019estero (ad esempio, Dubai, Cannes, Montercarlo, Praga, Malta, Maldive, Barcellona), spese cospicue ai Casino\u0300, cene in ristoranti di proprieta\u0300 di rinomati chef, costi di manutenzione di un\u2019imbarcazione, regali di compleanno anche per importi di 10.000 euro, nonche\u0301 acquisto e mantenimento di numerose autovetture di grossa cilindrata (tra cui, Jaguar, Maserati, Porsche, Mercedes, di cui una da oltre 500 cavalli motore).<\/p>\n<p>Per facilitare la commissione delle illecite condotte e sottrarsi al pagamento delle imposte, A.K. e G.V. hanno trasferito fittiziamente la propria residenza in Albania (con iscrizione all\u2019AIRE) mentre, con la complicita\u0300 degli altri sodali, procedevano a porre in liquidazione le varie cooperative, trasferendone formalmente la sede, nell\u2019ultimo mese di vita, in provincia di Caserta, per poi cancellarle dal registro delle imprese, con l\u2019obiettivo di aggirare la normativa fallimentare ed evitare la dichiarazione di fallimento (entro un anno dalla cancellazione).<\/p>\n<p>Nel contempo, per non insospettire il Fisco, le dichiarazioni dei redditi (relative al periodo di vita delle cooperative) venivano regolarmente presentate, con l\u2019indicazione di costi fittizi mai sostenuti, per complessivi 16 milioni di euro, ovvero procedendo ad indebite compensazioni di crediti inesistenti per oltre 3 milioni di euro, con la presentazione tra il mese di dicembre 2015 e il mese di aprile 2017 di n. 58 modelli F24.<\/p>\n<p>Inoltre, specifiche condotte di intestazione fittizia dei beni sono contestate a carico di A.K. e V.G. in quanto, per eludere le eventuali misure di prevenzione a loro carico quali soggetti socialmente pericolosi ed agevolare operazioni di reinvestimento di denaro, gli stessi attribuivano fittiziamente a due societa\u0300 cooperative, con il concorso, tra l\u2019altro, del rappresentante formale F.R., n. 5 autovetture di lusso e n. 1 motoveicolo; inoltre, veniva intestato fittiziamente a S.V. il contratto di affitto di un ramo azienda di un noto disco pub di Livorno, ubicato nei pressi della terrazza Mascagni, gestito da quel momento dalla ditta individuale dello stesso S.V.. Si tratta di un locale che ha rappresentato anche un punto di riferimento e di incontro per i sodali e altri indagati.<\/p>\n<p>Oltre alle responsabilita\u0300 riconducibili alle societa\u0300 cooperative, fatti di bancarotta fraudolenta sono stati contestatati a G.V., in concorso con il padre indagato, relativamente al fallimento della propria ditta individuale dichiarato dal Tribunale di Livorno il 4 aprile 2016, a fronte di un\u2019esposizione debitoria verso il Fisco di circa 4 milioni di euro. Complessivamente, nel corso delle indagini, sono stati ricostruiti debiti tributari verso l\u2019Erario (gran parte gia\u0300 iscritti a ruolo) quantificabili in circa 10 milioni di euro.<\/p>\n<p>E\u2019 stato, infine, rilevato un episodio di bancarotta semplice a carico di A.K., quale rappresentante legale di un noto ristorante livornese, per avere aggravato il dissesto della societa\u0300 che lo gestiva, dichiarata fallita dal Tribunale di Livorno il 3 dicembre 2014.<\/p>\n<p>Relativamente ai reati fiscali, il GIP ha disposto altresi\u0300 il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per circa 8,8 milioni di euro; in sede di esecuzione del provvedimento cautelare, i militari hanno provveduto a ricostruire &#8211; anche valorizzando il patrimonio informativo a disposizione attraverso le molteplici banche dati in uso al Corpo &#8211; le disponibilita\u0300 finanziarie e patrimoniali delle imprese, cosi\u0300 sottoponendo a vincolo cautelare denaro, n. 11 autovetture (tra cui, n. 1 Jaguar, n. 2 Mercedes, n. 1 Range Rover Sport e n. 1 Maserati), n. 4 motoveicoli, una villetta a schiera ubicata a Livorno nella zona di Montenero, un\u2019imbarcazione di circa 8 metri nella disponibilita\u0300 di G.V. e A.K, ormeggiata nel porticciolo di Rosignano Marittimo.<\/p>\n<p>Contestualmente alle misure cautelari, sono state eseguite (con la collaborazione dei Reparti del Corpo alle sedi di Caserta, Capua, Marcianise e Torre del Greco) a Livorno, Rosignano Marittimo nonche\u0301 in provincia di Roma, Firenze, Napoli, Pisa e Caserta perquisizioni domiciliari presso le residenze degli indagati, le societa\u0300 cooperative e altri soggetti, con l\u2019impiego complessivamente di circa n. 50 militari.<\/p>\n<p>E\u2019 sempre piu\u0300 incisiva l\u2019attivita\u0300 svolta dalla Guardia di Finanza nell\u2019intero territorio livornese tesa a reprimere, in maniera incisiva e trasversale, i contesti criminali di maggiore gravita\u0300, attraverso una sistematica aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati con i profitti dei reati economico &#8211; finanziari, d\u2019intesa con il Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Livorno e in aderenza alle direttive del Comando Regionale Toscana della Guardia di Finanza.<\/p>\n","protected":false},"author":16996,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[1],"tags":[],"geo":[6990,58],"class_list":{"0":"post-146684","1":"video","2":"type-video","3":"status-publish","5":"category-cronaca","6":"geo-livorno","7":"geo-toscana"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/146684"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/types\/video"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/users\/16996"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=146684"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/video\/146684\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=146684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=146684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=146684"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youreporter.it\/api\/wp\/v2\/geo?post=146684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}