Motta San Giovanni (Reggio Calabria) - 16 Dicembre 2011
Motta San Giovanni (Reggio Calabria) - 16 Dicembre 2011
Associazione Nazionale di Ispirazione Cattolica
per i Diritti di Cittadinanza Onlus
Area di interesse tutela dell'ambiente e del patrimonio paesaggistico
La mancata adozione di concreti provvedimenti finalizzati quantomeno a frenare il dilagante ed allarmante inquinamento atmosferico, idrico e marino nel paese di Lazzaro del Comune di Motta SG (RC) , prodotto dal mal funzionamento dei depuratori presenti sul territorio comunale e da permanenti scarichi a cielo aperto di acque fognarie non depurate negli alvei fluviali e direttamente nel mare, che da anni minacciano la nostra salute con grave pregiudizio per l'ambiente; le esagerate rassicurazioni alla luce dei fatti per niente convincenti, fornite alla popolazione dalla Regione Calabria Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria e dal Sindaco del Comune di Motta SG, che con insistenza continuano a minimizzare l'inquinamento asserendo addirittura che le acque marine di Lazzaro sono eccellenti, hanno "costretto" la scrivente associazione ad adire la Commissione Europea Direzione Generale per l'ambiente.
A fronte di tale denuncia il Capo Unità della Direzione D- Acqua, ambiente marino e sostanze chimiche ENV.D.2, Ambiente marino e settore acqua, con nota dello scorso 13 dicembre ci ha comunicato che la Commissione ha già affrontato la questione della non conformità di molti agglomerati urbani alla direttiva 91/271 /CEE avviando contro l'Italia diverse procedure d'infrazione. Avendo esaminato la denunzia inviata dalla scrivente associazione è stato confermato che l'agglomerato di Motta San Giovanni (RC) è già coperto da una delle procedure in corso e la documentazione ricevuta sarà tenuta in considerazione nell'ambito della procedura già in corso.
Resta da dire che nonostante l' atavica grave situazione igienico sanitaria gli Enti competenti non hanno adottato concreti provvedimenti a tutela della salute e dell'incolumità pubblica, anzi possiamo ben dire che continuano a tollerare l'inquinamento, sebbene la legge e ancor prima la logica delle cose vorrebbe che alla presenza di un grave inconveniente igienico sanitario che determina un danno all'ambiente, quindi alla salute, il personale intervenuto avrebbe dovuto determinarsi per quanto di competenza ponendo immediatamente sotto sequestro le fonti inquinanti con la restituzione delle stesse all' Ente competente e la contestuale esecuzione di specifiche prescrizioni da imporre al Comune, al fine di eliminare le irregolarità di funzionamento. Ciò non è stato fatto e si è permesso l'ulteriore lesione dei beni salvaguardati dal legislatore, consentendo la reiterazione della condotta oggetto di contestazione.
Vincenzo CREA
Referente unico dell'ANCADIC Onlus
Responsabile e coordinatore del territorio nazionale
Area di interesse tutela dell'ambiente e del patrimonio paesaggistico - e Responsabile del Comitato spontaneo "Torrente Oliveto"
vincenzocrea@email.it
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