Motta San Giovanni (Reggio Calabria) - 9 Settembre 2010
Motta San Giovanni (Reggio Calabria) - 9 Settembre 2010
Motta San Giovanni, scarico fognario Torrente Oliveto località Lazzaro (RC)
Purtroppo nel torrente Oliveto le sorprese non mancano. Infatti sulla sinistra e all'interno del Torrente Oliveto, esattamente nell'area antistante lato monte a qualche metro dal ponte ferroviario, da un' altra tubazione interrata, anche in questo caso volutamente predisposta, probabilmente durante i recenti lavori di realizzazione del doppio binario ferroviario, scaricano nell'alveo fluviale acque nere puzzolenti atte a molestare i residenti e le persone ivi transitanti.
Sono immaginabili i disagi arrecati agli abitanti della contrada Oliveto dagli scarichi puzzolenti situati sulla destra e sulla sinistra del torrente Oliveto a ridosso del ponte ferroviario, soprattutto alle vicine abitazioni poste a circa venti metri dagli stessi scarichi.
Se poi si tiene conto degli odori puzzolenti emanati dalla stazione di pompaggio delle acque reflue posta a pochi metri sulla sinistra orografica del torrente Oliveto, delle esalazioni odorigine che si sprigionano da alcuni tombini fognari presenti nell' alveo fluviale dai quali spesso fuoriescono i liquami e se si tiene anche conto delle esalazioni emesse dallo scarico sulla battigia del depuratore comunale e degli odori asfissianti immessi nell' atmosfera dal cattivo funzionamento dello stesso depuratore posto poco più a monte, ben si può comprendere che questa vergognosa situazione oltre a danneggiare irreparabilmente l' immagine del nostro paese mette seriamente a repentaglio la salute dell' essere vivente. La situazione a Lazzaro sotto l' aspetto igienico sanitario è MICIDIALE ed impone una non più derogabile iniziativa.
Non si capisce come in questo territorio sia possibile progettare e realizzare opere in contrasto con la logica delle cose, ancor prima che con quanto statuito dalla normativa di settore, nel caso in specie nel settore ambientale. Infatti nessuna norma di legge, di nostra conoscenza, consente la costruzione di una condotta fognaria che scarica in un torrente, tra l'altro acque reflue non depurate. Ci si chiede come sia stato possibile collaudare le succitate opere fognarie e come sia possibile eseguire interventi con l' utilizzo di denaro pubblico il cui esito non risponde totalmente alla risoluzione delle problematiche.
Non si comprende perché le Istituzioni che debbono tutelare l'ambiente, la salute e l' incolumità delle persone e garantire il rispetto della legalità, essendo a conoscenza dell'esistenza di tali rischi che minacciano la salute della collettività, permettono il protrarsi di queste vergognose, gravissime e pericolosissime situazioni per la vita dell'uomo. Eppure gli strumenti legislativi ci sono. Perché non si applicano.
L' allarmante situazione igienico sanitaria, ci costringe a ripetere che da anni è stato previsto il finanziamento di euro 2.646.000,00 per il potenziamento del depuratore e ancora non si interviene, ci si domanda chi e cosa si stia aspettando. E' paradossale. Si chiedono soldi al governo alla regione e poi non si spendono.
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